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CONOSCERE L’EUROPA- Fondi Ue

Fondi Ue – Bruxelles lancia progetti pilota per regioni europee

Sviluppo regioni Ue

Aperte due manifestazioni di interesse per favorire la crescita e lo sviluppo delle regioni europee.

Il programma Interreg Central Europe 2014-2020, con un budget di oltre 298,9 milioni di euro, supporta la cooperazione regionale tra i Paesi dell’Europa centrale con riferimento a 4 assi di intervento:

  • innovazione,

  • strategie per l’economia a basse emissioni di carbonio,

  • risorse naturali,

  • trasporti e logistica.

L’area del programma si estende per oltre un milione di km quadrati, comprende 9 Stati e ha una popolazione di circa 142 milioni di persone.

Nello specifico include:

  • 7 Stati membri dell’Ue (Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Slovenia) che partecipano con tutte le loro regioni,

  • 2 Stati membri (Germania e Italia) che partecipano con solo parte delle proprie regioni.

Nel caso dell’Italia partecipano al programma: Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Provincia Autonoma Bolzano, Provincia Autonoma Trento, Valle d’Aosta e Veneto.

Bando 2016, progetti selezionati

Nell’ambito del bando Interreg Central Europe 2016, a fronte di 210 proposte ricevute, sono stati selezionati 50 progetti, di cui:

  • Asse 1 – innovazione: 15 progetti;

  • Asse 2 – strategie per l’economia a basse emissioni di carbonio: 9 progetti;

  • Asse 3 – risorse naturali e culturali: 19 progetti;

  • Asse 4 – trasporti e logistica: 7 progetti.

I progetti coinvolgono 507 partner, tra istituzioni pubbliche (76%) e private (24%), di cui 91 in Italia.

In totale, gli interventi selezionati otterranno finanziamenti per 90 milioni di euro.

Bando 2017

Il bando 2017 ha a disposizione un totale di 60 milioni di euro (fondi FESR) ripartiti tra i 4 assi del programma:

  • Asse 1 – innovazione: 20 milioni di euro;

  • Asse 2 – strategie per l’economia a basse emissioni di carbonio: 10 milioni di euro;

  • Asse 3 – risorse naturali e culturali: 20 milioni di euro;

  • Asse 4 – trasporti e logistica: 10 milioni di euro.

Possono partecipare al bando:

  • autorità pubbliche nazionali, regionali e locali,

  • soggetti privati, comprese le imprese, con personalità giuridica,

  • organismi internazionali che agiscano nell’ambito della legislazione nazionale di uno stato aderente al programma o, con alcune restrizioni, che facciano riferimento al diritto internazionale.

I progetti devono coinvolgere almeno tre partner provenienti da almeno tre Paesi di cui almeno due devono essere Regioni aderenti al programma.

 

Le regioni europee hanno tempo fino al 31 ottobre 2017 per partecipare a due inviti a manifestare interesse appena lanciati dalla Commissione europea per sostenere i territori più danneggiati dalla globalizzazione.

Le amministrazioni selezionate prenderanno parte a due progetti pilota finanziati dall’Ue e saranno aiutate ad affrontare processi di transizione industriale e a creare catene del valore competitive attraverso partenariati pubblico-privato.

I progetti prendono spunto dall’approccio della specializzazione intelligente, introdotto in tutti i programmi di politica regionale nel 2014 per migliorare il modo in cui le regioni concepiscono le strategie di innovazione, coinvolgendo da vicino le imprese locali e i ricercatori.

“Sono cinque i passi che una regione deve intraprendere per farsi strada nella catena del valore dell’economia globalizzata: adottare l’innovazione, la digitalizzazione e la decarbonizzazione, sviluppare le competenze delle persone ed eliminare gli ostacoli agli investimenti. I progetti pilota che lanciamo oggi mostrano che l’UE è pronta ad aiutare le sue regioni in questo cammino”, ha commentato Corina Crețu, commissaria responsabile per la Politica regionale.

Sostegno mirato alle regioni che affrontano la transizione industriale

Il primo invito si rivolge alle regioni che hanno subìto i costi della globalizzazione ma non hanno ancora beneficiato dei suoi vantaggi, anzi hanno spesso perso un numero considerevole di posti di lavoro e possono essere caratterizzate da una carenza di competenze adeguate, costi del lavoro elevati e deindustrializzazione.

Le regioni che affrontano queste sfide specifiche possono partecipare alla call per ricevere:

  • 1) assistenza mirata da parte di esperti provenienti da vari servizi della Commissione e riuniti in gruppi “regionali”, che aiuteranno le regioni a definire strategie di trasformazione economica regionale. In base alle esigenze e alle risorse specifiche delle regioni, la Commissione assumerà esperti esterni che assisteranno il loro lavoro. Possono ad esempio essere specialisti in strumenti finanziari, consulenti imprenditoriali o ricercatori che lavorano su processi di fabbricazione avanzati. La Commissione stanzia fino a 200mila euro per ogni regione per coprire i costi di queste consulenze esterne. Tali finanziamenti provengono dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR);

  • 2) sostegno complementare da parte dell’Osservatorio europeo per i cluster e le trasformazioni industriali per aiutare le regioni a costruire strategie di cluster e creare legami più stretti tra le imprese locali, i centri di ricerca e il mondo accademico;

  • 3) fino a 300mila euro dal FESR a sostegno di una rapida attuazione delle strategie di trasformazione economica regionale, a condizione che si sviluppino adeguatamente.

L’invito è rivolto in particolare alle regioni in “transizione” e alle regioni “più sviluppate”.

Verranno selezionate cinque regioni. In base al livello di interesse, la Commissione potrebbe rilanciare l’invito per selezionare altre cinque regioni, con un nuovo bilancio di entità analoga.

 Invito a manifestapppre interesse

Partenariati interregionali per sviluppare catene del valore europee competitive

L’obiettivo del secondo progetto pilota è commercializzare ed espandere progetti interregionali finanziabili in settori prioritari come i big data, la bioeconomia, l’efficienza delle risorse, la mobilità interconnessa, la sanità e l’invecchiamento attivo o la cibersicurezza.

I partenariati transnazionali di autorità regionali di almeno quattro diversi paesi dell’UE, che coinvolgono università, centri di ricerca, cluster e imprese, possono candidarsi per ottenere il sostegno della Commissione nello sviluppo dei loro progetti e nell’accedere ai nuovi mercati.

I partenariati selezionati (da cinque a dieci) beneficeranno del sostegno mirato di gruppi speciali costituiti all’interno della Commissione, che coinvolgeranno esperti provenienti da vari dipartimenti tematici ed esperti esterni. Il FESR sosterrà lo sviluppo di tali partenariati con un contributo di 1 milione di euro in totale.

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