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LA MANOVRA 2019.

 

  • MANOVRA DI BILANCIO 2019

    1 di 6     I nodi

    Il disegno di legge di Bilancio pronto per il Parlamento si compone di 108 articoli.

    Contiene la manovra da 37 miliardi: 22 coperti con più deficit (2,4% del Pil), e per 15 miliardi da tagli di spesa e da maggiori entrate. I fondi che impegnano più risorse sono per il reddito e la pensione di cittadinanza (9 miliardi) e per quota 100 sulle pensioni (6,7 miliardi). Previste oltre 15 mila assunzioni nel pubblico impiego.

    2 di 6     La cabina di regia

    Arriva, con l’articolo 18, «InvestItalia», una «struttura di missione» a Palazzo Chigi per coordinare gli «investimenti pubblici e privati». La struttura sarà «alle dirette dipendenze del presidente del Consiglio», potrà dotarsi di personale anche al di fuori della pubblica amministrazione e avrà una spesa di 25 milioni di euro «a decorrere dal 2019». InvestItalia sarà istituita con decreto dello stesso premier e opererà anche in raccordo con la Cabina di regia Strategia Italia prevista dal decreto legge Genova. Si occuperà, tra l’altro, di «analisi e valutazione di programmi d’investimento» sulle infrastrutture e di verificare lo stato di avanzamento dei lavori.

    3 di 6     I fondi alle Regioni

    Le Regioni che non taglieranno i vitalizi di presidente e consiglieri si vedranno tagliare dell’80% i fondi trasferiti dallo Stato. Lo prevede l’articolo 75 del disegno di legge di Bilancio. Le Regioni avranno quattro mesi di tempo per «rideterminare la disciplina dei trattamenti previdenziali e dei vitalizi» secondo il «metodo di calcolo contributivo». I mesi possono salire a sei se per completare l’operazione è necessario modificare lo statuto. In caso di inadempienza, scatterà il taglio lineare dei trasferimenti. Saranno però salvati i fondi che riguardano Servizio sanitario nazionale, politiche sociali e non autosufficienze, trasporto pubblico locale.

    4 di 6       La stretta su banche e assicurazioni

    Ammonta a 2,9 miliardi l’effetto della stretta su banche e assicurazioni prevista dal disegno di legge di Bilancio per il 2019. Tre le misure in questione. La prima è il differimento della deduzione per le svalutazioni e le perdite sui crediti: il prossimo anno vale 950 milioni di euro. La seconda misura è l’aumento dell’acconto, dal 59% all’85% dell’imposta sulle assicurazioni. E vale, sempre nel 2019, 832 milioni di euro. La terza misura è il differimento in dieci anni della deducibilità delle perdite sui crediti. E vale 1,17 miliardi di euro. Per gli anni successivi la relazione tecnica che accompagna la manovra prevede un calo del gettito di 130 milioni di euro l’anno.

    5 di 6      L’emendamento

    Non sono nella manovra ma vengono rinviate a provvedimenti successivi tre questioni cruciali: il taglio delle cosiddette pensioni d’oro, sopra i 4.500 euro netti; quota 100, cioè la possibilità di lasciare il lavoro a 62 anni con 38 di contributi; il reddito di cittadinanza.

    Il taglio delle pensioni elevate era previsto fin dall’inizio come un provvedimento autonomo. Il M5S sostiene che diventerà un emendamento alla manovra. E che ci sarebbe anche l’ok della Lega, cosa in realtà tutta da dimostrare viste le tensioni dei mesi scorsi. Per quota 100 e reddito di cittadinanza, la manovra crea due fondi con le risorse necessarie. Ma il meccanismo verrà definito con due decreti successivi.

    DOCUMENTO 1/Il testo bollinato della Manovra 2019

  • DOCUMENTO 2/La relazione tecnica
  • Pensioni quota 100, per gli statali prima finestra dopo 9 mesi

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