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IL BILANCIO 2012 A CONSUNTIVO

A Consuntivo il Bilancio 2012.

Mentre una opinione pubblica resta ancora frastornata dall’esito della Campagna Elettorale e dalle fasi convulse di Elezioni del Presidente della Repubblica e, non ultimo, dalla formazione di un Governo possibile, la disattenzione dalla Gestione della Cosa Pubblica Comunale viene appena ravvivata dal nauseabondo odore della spazzatura non raccolta e depositata nei punti di accoglienza della Città. Il rombante richiamo di un imprenditore che dispera per il mancato riconoscimento, da parte dello stesso Ente, di prestazioni effettuate in occasione dei danni alluvionali del 2009, ripropone, appena, la situazione deficitaria del Comune di Belvedere, alla quale sembra corrispondere, in antitesi, l’incosciente ottimismo della Giunta Granata che col proprio Assessore alle Finanze Cesareo, nella relazione a sostegno dell’approvazione prossima del Consuntivo 2012, ritiene lusinghieri alcuni risultati di gestione.

Quale specchio per allodole il fantasioso Assessore annovera le “positività” contabili derivati da:

  • capacità di non generare residui (attivi e passivi) nel corso dell’esercizio”
  • “saldo positivo tradotto in un importante avanzo sia della gestione finanziaria che di competenza”
  • “equilibrio strutturale, per la prima volta, della parte corrente del bilancio, quella del funzionamento dell’ente”
  • “non sforamento del Patto di Stabilità 2012, per aver sforato solo 3 parametri”( 4 massimo su 10)  

E le conclusioni dello stesso rammentano che questo è “un risultato molto importante”, il riflesso del cammino di riduzione del debito”, e che tutto quanto viene fatto “ sia per lasciare a chi verrà dopo di noi una finanza pubblica completamente risanata, sia per liberare le risorse di parte corrente da impiegare o nella copertura dei tagli decisi dal Governo o se il Governo finalmente ci lascia in pace, nel sostegno alla scuola, agli anziani, alle attività produttive”. Dopo aver informato che “prudentemente vengono accantonati i proventi del piano delle alienazioni per fronteggiare eventuali sopravvenienze passive”, l’Assessore afferma che tra le priorità dell’Amministrazione “rientra anche il sostegno agli investimenti quale motore di crescita per una economia locale particolarmente bisognosa di stimoli espansivi, rappresentati dagli investimenti pubblici e non dalla spesa corrente, così come ci ha ricordato un componente consigliere di minoranza, in occasione del Bilancio preventivo 2012”. E che “ ciò non ci è stato consentito dalla finanza pubblica che a fine ottobre 2012 ci ha ulteriormente tagliato i trasferimenti”.

Col candore che lo contraddistingue e la sua fredda ironia compassata, l’Assessore Cesareo, confidando su disattenzioni derivabili dalle vicende politiche nazionali, spera non solo di farla franca ma di affermare una “sua verità”: la colpa del fallimento dell’Amministrazione Granata è da ricercarsi nel taglio dei Trasferimenti Governativi; anzi è stata, questa, un’Amministrazione che si è sacrificata per rendere agevole il lavoro di quella “prossima-futura”.  In sintesi lo stesso anticipa le “possibili argomentazioni” di una competizione amministrativa, giocando, ancora una volta, sulla disinformazione e l’inspiegabile disinteresse della Cittadinanza alla Città e alla tutela dei propri personali beni.

Il Consigliere di Minoranza, come in occasione del Bilancio di Previsione riguardante lo stesso esercizio 2012, così rammenta ed osserva:

La “capacità di non generare residui attivi o passivi” è appunto la “incapacità” dell’Ente di  accertare entrate con titolo giuridico di creditore o gestire somme derivanti dalla stipulazione di contratti di apertura di crediti nei suoi confronti; il che rappresenta il massimo del disimpegno amministrativo, in questo caso “l’Assenza” anche nell’ordinaria amministrazione. L’Assessore inoltre sottace che l’immobilismo a cui è stata sottoposta la Giunta Granata non si può tradurre in una sorta di “virtù del sacrificio”, ma scaturisce dallo sforamento del Patto di Stabilità dell’anno precedente, 2011, le cui misure, attuate per legge, hanno determinato, conseguentemente, nell’insieme l’avanzo sia corrente che di competenza, con conseguente “equilibrio strutturale della parte corrente, quella del funzionamento dell’Ente”. Peraltro, a differenza di quanto sostiene l’Assessore, dagli atti contabili esposti, risulta che l’avanzo di amministrazione non viene destinato ad investimenti ma vincolato per 296.000Euro per Fondo Svalutazione Crediti, 11.000 Euro per Fondi di Ammortamento, e 118.000Euro per fondi non vincolati ma accantonati per la difficile riscossione di residui attivi (c’è da stare allegri).

Il vero specchio per allodole è allora, caro simpatico Assessore, la situazione complessiva della Città, nella sua immagine di miseria, di abiti rattoppati, quelli degli asfalti, delle buche, delle erbacce, della sporcizia generale, dei verdi lasciati morire, dei lampioni ammalati, per non parlare degli interventi infrastrutturali e dell’abbandono di iniziative per qualsiasi forma di un dignitoso municipalismo. La ricerca di un decoro, una compostezza civile violentemente impedita da mancanza di dialogo, quello necessario ed indispensabile alla promozione delle intelligenze costruttive, il cui presupposto é il rispetto della persona.

Tutto quanto questo accade mentre i responsabili gestionali dell’Ente, Segretario ed Ufficio Finanziario, ai quali la nuova iscrizione dell’articolo 147 del TUEL, ha esteso, nell’ambito della autonomia normativa e organizzativa, strumenti e metodologie per garantire, attraverso il controllo di regolarità amministrativa e contabile, la legittimità, la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa, sono chiamati anche, nel corso dell’esercizio a pronunciarsi sul permanere della garanzia che le decisioni e gli atti gestionali non siano in contrasto con gli indirizzi e gli obiettivi indicati nella Relazione  Programmatica del Sindaco (Quale?) e non pregiudichino gli equilibri finanziari ed economico-patrimoniali.

Mauro D’Aprile Gruppo L’ORIZZONTE

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