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BELVEDERE IN DISSESTO: Economico e non solo (III) Parte

BELVEDERE IN DISSESTO: Economico e non. (III) Parte

Un disavanzo, quindi, quello del Comune di Belvedere che metterebbe a nudo le sofferenze tecnico contabili dei propri Uffici, soprattutto rispetto ai richiamati principi di armonizzazione stabiliti dalle nuove leggi, ma che risulta analiticamente individuato dalla Responsabile Finanziaria dello stesso che, in occasione di una nota di precisazione fatta a mezzo stampa, resa fra l’altro per sedare ingiustificate discolpe di Consiglieri di questa attuale Maggioranza a guida Cascini, così dichiarava:

Vorrei inoltre far riflettere che la drammatica situazione finanziaria in cui versa l’Ente, non è addebitabile ad alcuna “scelta di natura tecnica” o all’applicazione di un metodo semplificato piuttosto che di un metodo ordinario, bensì alla reale situazione finanziaria in cui il Comune versa da ormai diversi anni e che non permette alcuna soluzione “alternativa”; ovvero:

  • utilizzo dell’anticipazione di tesoreria per Euro 1.500.000 circa da più di 5 anni non restituita a fine esercizio, circostanza che comporta peraltro ulteriori oneri finanziari a carico dell’Ente;
  • tempi di pagamento superiori a 300 giorni, circostanza che comporta difficoltà anche nella scelta dei contraenti per gli affidamenti dei servizi visto che l’Ente risulta segnalato nella centrale rischi Banca d’Italia, creando difficoltà anche nella gestione dei servizi essenziali;
  • bassissima capacità di riscossione: le percentuali di riscossione sia in c/competenza che in c/residui restituiscono numeri che confermano le tensioni finanziarie e le difficoltà che si trascinano da anni.

Segnalazioni peraltro queste già fatte dalla Corte dei Conti negli anni addietro e che l’Ente non è stato mai in grado di risolvere. Peraltro, per far fronte alla continua esigenza di liquidità, negli anni 2013-2015 l’Ente ha fatto ricorso a ben quattro anticipazioni di liquidità aderendo al c.d. “decreto salva-comuni”; ovvero ha ottenuto dalla Cassa Depositi e Prestiti quasi 5 milioni di Euro che sarebbero dovuti servire a risollevare il Comune e a permettere di risolvere i problemi di liquidità in cui versava; vista l’attuale situazione si può dire che non sono serviti a niente, se non ad impegnare l’Ente alla restituzione di tali somme per i prossimi 30 anni, andando pertanto a gravare pesantemente anche sulla gestione ordinaria. I tentativi di risanamento sono stati già pertanto effettuati, senza però condurre ad un risultato positivo bensì ad un protrarsi di una situazione finanziaria critica priva di possibili soluzioni definitive.

A testimonianza di ciò si fa presente, inoltre, che l’Ente risulta STRUTTURALMENTE DEFICITARIO poiché supera più della metà dei parametri di cui al DM del 20.12.2018; e tale circostanza prescinde dal metodo di calcolo utilizzato per il Fcde ma fa riferimento esclusivamente al rispetto dei parametri che il Ministro individua per qualificare la deficitarietà strutturale degli Enti; e sulla base di tali parametri il Comune di Belvedere Marittimo risulta appunto strutturalmente deficitario.”

Appaiono del tutto capestri e privo di riscontro le affermazioni, a mo di tentata giustificazione, dell’attuale Sindaco e della sua Vice,(Dott.ssa Impieri), rese in Consiglio Comunale, di voler coinvolgere nelle responsabilità del Disavanzo del Comune l’Amministrazione di Centro Sinistra a guida D’Aprile. Dichiarazioni che spero gli stessi abbiano reso in senso emotivo per disperazione sopraggiunta dopo aver realizzato di aver notevolmente contribuito, già dal 2009, nel doppio ruolo di Grande Elettore ed Amministratori, allo sfasciume del Nostro Ente. Diversamente, scientemente poste, dovrebbero essere suffragate da dati e cifre probanti simile coinvolgimento. Non a caso appena sopra, nella lettera della Dott. Grosso Ciponte, sottolineo due elementi che hanno potuto indurre a confusione i due soggetti:

a)” le tensioni finanziarie e le difficoltà che si trascinano da anni.”   Riferibile alle percentuali di riscossione dell’Ente (annualità che la Stessa farebbe bene a precisare) visto la percentuale dell’86%, tenuta durante il mio mandato, con incremento sulle percentuali dei rimanenti precedenti 10 anni sempre a guida Granata.

b)” negli anni 2013-2015 l’Ente ha fatto ricorso a ben quattro anticipazioni di liquidità aderendo”   espediente contabile a guisa delle momentanee riparazioni di quanto sopra che, se non bene coordinato finisce per essere un ulteriore aggravio economico (per come è stato), mai utilizzato dal sottoscritto.

 Ma le “sofferenze”, che soltanto con gli accorgimenti tecnici e le volontà politiche potevano essere lenite se si fossero attuati quei rimedi suggeriti nella precedente seconda parte del mio articolo, diventano una bazzecola rispetto a quanto sollevato dalla Resp.Finanziaria sulle precise responsabilità di quelle Amministrazioni e di quei Amministratori voluti e pubblicamente appoggiati dall’attuale Sindaco.

Infatti la stessa Relazione precisa:

Mi domando, infine, come mai ci si sta preoccupando solo ora di entrare nel merito di questioni prettamente tecniche quando, fino all’esercizio 2017 sono stati approvati, senza battere ciglio, rendiconti predisposti senza tener conto di quanto la normativa vigente impone; basta leggere i prospetti del risultato di amministrazione degli esercizi dal 2015 al 2017 e chiunque, anche una persona non specializzata nel campo, può facilmente verificare come sono del tutto assenti, ovvero pari a zero, le specifiche relative ai fondi vincolati ed accantonati che la legge impone.  Per non parlare dell’omissione del riconoscimento di debiti fuori bilancio relative a sentenze esecutive, delle passività pregresse relative a forniture mai riconosciute, del disavanzo da riaccertamento straordinario dei residui ripianato in un solo anno, del mantenimento in bilancio di residui attivi infondati giuridicamente ed inesigibili, dell’incongruenza del Fondo Pluriennale Vincolato tra il 31.12 e il 01.01 dell’anno successivo (per gli approfondimenti sui dettagli tecnici si rinvia alla mia nota di risposta a quella inviata dall’ex sindaco Granata). E’ facile “far quadrare i conti” senza rispettare la normativa contabile vigente. Ci penseranno comunque la Corte dei Conti, già interpellata dal Revisore Unico, e gli organi preposti, ad effettuare tutte le valutazioni necessarie.

Ci resta ben poco da spiegare ai lettori, ai non addetti ai lavori ed alla opinione pubblica tutta.

Il mio continuo ritornello in solitudine, espresso con decine di articoli in merito su Laltrasinistra dal 2010 in poi (accorgimenti sulle nuove disposizioni in Finanziarie varie, sottolineature della Corte dei Conti, anticipazioni indebite di tesoreria, mancanza di riferimento alcuno a Programmi regolarmente approvati, osservazioni sui Consuntivi, assunzioni di strumentazione di accertamento e riscossione, difetto nella procedura seguita per l’acquisto del Castello, etcc..etcc), non è servito a scoraggiare “gli Incapaci” ad intraprendere questo impegno di voler Amministrare Belvedere.

Impietoso sotto questo aspetto risulta essere il dato comparato della massa debitoria dei “Debiti Fuori Bilancio” di 4.961.297,10, di cui  € 1.628.94226 per sentenze esecutive e ben € 3.332.354.84 acquisizione di beni e servizi, in violazione degli Obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’articolo 191 dei T.U. n. 26712000, nei Iimiti degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per “ente, nell’ambito dell’espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza.   

I relativi singoli atti erano all’O.d.G del Consiglio Comunale riunitosi per la Dichiarazione di Dissesto. Non sono riuscito a comprendere con quale procedura il malloppo è stato rinviato all’esame unico della prossima Commissione da Costituirsi  su nomina Prefettizia per l’esame dello stesso, dopo il riaccertamento fatto dall’Ufficio Finanziario sul quale ha espresso parere il Revisore.

Resta visibile il lungo elenco e la datazione di quegli atti, e la risultanza di giudizio sulle responsabilità, a seguito lettura, non può che essere incontrovertibile e lapalissiana: l’Era Granata, gli Amministratori Granatiani ed il suo “granitico” elettorato.

Al di là di qualche goffo tentativo di apparire, amabilmente e con candore, inconsapevoli di tanta responsabilità, tanto da poter incoraggiare passeggiate fra i Belvederesi con la testa in alto, quegli Atti e le Delibere citate dall’Ufficio Finanziario riconducono amaramente ad un prossimo quadro di pesanti ed estenuanti diatribe: quelle artate caciare tanto utili da far confondere le acque agli ingenui e sprovveduti Belvederesi per i quali si prospetta un clima Natalizio del tutto privo di doni e con addobbi mistificanti di luci spente, comunque da pagare. Ricordano anche alle alari ed infaticabili eroine che l’emblema della Renna Natalizia con le magnifiche ramificazioni portate in testa pur restituendo decoro e regalità durante il traino della slitta in aperta distesa bianca, rappresentano anche un oggettivo e pericoloso impedimento, se non una trappola, quando vanno a sbattere contro i rami  ciondolanti degli alberi, appesantiti dalla copiosa neve.

Per i giudizi Politici di merito rimando a prossimi articoli.

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