Stampa articolo

VERTICE STRAORDINARIO SUL CLIMA

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon intende convocare per il prossimo anno un vertice senza precedenti di capi di Stato e di governo sul clima, per preparare un accordo per contrastare il riscaldamento globale ed evitare alla Conferenza internazionale sul clima di Parigi del 2015 un flop clamoroso come quello avvenuto a Copenaghen nel 2009 (la Conferenza di quest’anno si terrà a Varsavia a novembre e si annuncia inconcludente come le precedenti quattro). Secondo fonti delle Nazioni Unite l’annuncio del vertice avverrà in settimana a New York nel corso dell’Assemblea generale dell’Onu.

IPCC – Il quinto rapporto dell’Ipcc-Intergoverntal Panel for Climate Change (il cui vertice si è aperto lunedì sera a Stoccolma) sarà ufficialmente pubblicato venerdì, ma sono stati anticipati alcuni dati. Tra cui quelli più controversi: la tendenza del riscaldamento globale pare essersi bloccata (gli scienziati utilizzano il termine hiatus=interruzione) nel corso degli ultimi 15 anni. Tanto è basato a far dire ai negazionisti che il global warming è una grande bufala e serve solo per finanziare investimenti giganteschi nelle energie rinnovabili e drenare denaro pubblico.

RAPPORTO – Il rapporto, però, dice ben altro tra cui il fatto che la responsabilità dei cambiamenti climatici – che ormai nessuno nega – è da attribuire alle attività umane con una certezza di almeno il 95%. Il testo, 2.200 pagine frutto di due anni di lavoro di centinaia di scienziati esperti di clima e non solo, illustra quattro scenari: il peggiore parla di un aumento del livello dei mari fino a 81 cm nel 2100 con l’incremento delle temperature di 4,8 gradi, scenari che potrebbe essere ridotti con profondi tagli alle emissioni di gas serra.

400 PPM – Ban Ki-moon avrebbe deciso questa mossa in quanto il Protocollo di Kyoto è scaduto nel 2012 e i vertici per un nuovo trattato globale sul clima sono giunti a un punto morto mentre le emissioni di gas serra, nonostante i coraggiosi e costosi impegni assunti da alcuni Stati per tagliare le emissioni entro il 2020 (ma oltre questa data non c’è nessun impegno), continuano a crescere con decisione: all’inizio di maggio per la prima volta da 2,5 milioni di anni la quantità di anidride carbonica nell’atmosfera ha raggiunto i 400 ppm (parti per milione), quando prima dell’inizio delle rivoluzione industriale circa 200 anni fa si assestava intorno a 280 ppm.

ALLARMI – Autorevoli agenzie che certamente non possono essere sospettate di «simpatie verdi» tra le quali l’Agenzia internazionale dell’energia e la Banca mondiale hanno lanciato avvertimenti: se non si agisce subito e in modo deciso, l’aumento delle temperature potrebbe essere addirittura di 6 gradi, con conseguenze disastrose come alluvioni, siccità, carestie, milioni di profughi ambientali. Conseguenze che potrebbero anche essere più rapide e peggiori delle più negative previsioni.

Questo elemento è postato in AMBIENTE, Le mie Proposte. Bookmark the permalink.

Lascia un Commento