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I RISPARMI DEL 2014

MILANO - Tre miliardi di risparmi possibili nel 2014. E’ l’obiettivo che Carlo Cottarelli, commissario straordinario alla spending review, ha fissato in una relazione alla Commissione Bilancio del Senato come bottino possibile dei tagli della spesa pubblica. Un obiettivo che potrà essere raggiunto solo se si partirà subito con le razionalizzazioni, ammonisce però il commissario ex Fmi. Tra queste, spiccano alcune di impatto simbolico come la riduzione delle auto blu ai soli ministri (con una dotazione di massimo 5 macchine per ministero) o ancora il taglio delle retribuzioni dei dirigenti pubblici, sopra la media europea se rapportate al reddito pro capite della nazione. Proprio sulle auto, il premier Renzi ha spiegato – nella conferenza stampa alla fine del Cdm – che quelle da dismettere verranno messe all’asta online dal 26 marzo al 16 aprile (“venghino signori venghino”, ha scherzato). Anche le pensioni più generose sono chiamate a contribuire, insieme alle forze dell’ordine e alla Rai in un orizzonte temporale più ampio.
La cifra di 3 miliardi contrasta in parte con le dichiarazioni di Matteo Renzi, che ha parlato di un impatto valutabile fino a sette miliardi per finanziare il suo piano choc che abbatterà la pressione fiscale.

  Cottarelli è stato decisamente più conservativo: ha sì indicato in 7 miliardi annui i risparmi possibili nel 2014, ma ha poi precisato che una stima prudenziale li fa scendere a 5. Bisogna infine considerare che l’anno è già ampiamente avviato; potendo così disporre di soli 8 mesi per risparmiare, il target di 3 miliardi è quello più verosimile.
I risparmi complessivi della spending review. Al ministero dell’Economia spiegano che si tratta di 3 miliardi da consegnare integralmente alle necessità del governo di abbattere il cuneo fiscale; precisazione da collegare al fatto che già la Stabilità impegna 500 milioni di risparmi e che lo stesso governo Letta faceva affidamento su circa 3 miliardi per finanziare il suo “Impegno Italia”. Nel documento di Cottarelli – una settantina di slide che riassumono le indicazioni di 25 gruppi di lavoro – si va anche oltre l’obiettivo di 3 miliardi del 2014: per l’anno prossimo il piano punta a 18 miliardi di risparmi massimi, poi 34 nel 2016 (livello simile ai 32 miliardi indicati inizialmente, il 2% del Pil) una volta che la spending sarà arrivata a regime.
Le misure immediate. Cottarelli ha spiegato che dalle sue proposte sono escluse “istruzione e cultura, visto che dai confronti internazionali emerge che l’Italia non spende molto per queste voci”. Il Commissario ha parlato di 33 gruppi di azioni, alcune delle quali sono di “immediata applicabilità” nel 2014, mentre altre vanno iniziate da subito ma per dare i loro frutti nel biennio 2015-2016. Per queste ultime Cottarelli spinge per “piani d’attuazione da approvare già entro settembre”.
Le azioni più urgenti riguardano in parte la dirigenza pubblica: “Rispetto ai colleghi europei le nostre retribuzioni sono alte, in relazione al reddito pro capite dell’intera nazione”, ha spiegato Cottarelli. Renzi, dopo il cdm, ha accennato alla possibilità di tagliare 500 milioni di stipendidi dirigenti, mentre 800 milioni di risparmi possibili derivano dall’acquisto di beni e servizi. Un’area di intervento – tornando al Commissario – è la spesa per pensioni, “che vale intorno ai 270 miliardi”, il 16% del Pil; le misure proposte sono “piuttosto contenute” e riguardano “un contributo temporaneo dalle pensioni oltre una certa soglia per consentire l’assunzione di nuove persone, intervenendo sugli oneri sociali per i neoassunti”. Da questo contributo verrebbe “esentato l’85% delle pensioni, quelle a reddito più basso”.
Anche i costi della politica sono finiti nel mirino del Commissario, che ha ricordato che nel triennio 2009-2012 la spesa degli organi politici è rimasta costante a fronte di un -10% della spesa generale; nella rassegna c’è stato spazio anche per le spese di “alta burocrazia”, dai gabinetti dei ministri alle auto blu. Queste ultime dovrebbero limitarsi all’esecutivo e scendere a massimo 5 per Ministero. Renzi ha aggiunto, di nuovo in conferenza dopo il Cdm, che ne verranno messe all’asta 100 tra il 26 marzo e il 16 aprile”. Insieme alle consulenze, già nel 2014 così per Renzi si possono risparmiare 100 milioni.
Interventi di lungo periodo. Elencando le misure da prendere su un orizzonte più ampio, Cottarelli è partito dalla razionalizzazione delle centrali d’appalto e acquisto, dalle 30mila attuali a 30-40 massimo. Ci sono poi proposte di risparmi nella spesa per immobili, che ora ammonta a 2 miliardi annui, e per le commissioni bancarie che si pagano nella riscossione dei tributi. Voci di risparmio vengono poi dalle forze di Polizia e dagli enti pubblici da eliminare o razionalizzare, tra i quali il Commissario ha nominato il Cnel. Sulle partecipate dello Stato, per le quali ha parlato di un piano entro settembre, l’ex Fmi ha indicato “un efficentamento tramite fusioni e un aumento delle tariffe”; per quelle che operano fuori dal perimetro dei servizi pubblici non ha esitato a indicare la possibilità di chiusura.
Per il Commissario è poi possibile tagliare 6 miliardi di trasferimenti  alle imprese, “da parte dello Stato e delle Regioni”, in particolare 4  miliardi a livello centrale e 2 a livello locale.
Un capitolo della relazione di Cottarelli è andato alla Rai, che “sta sviluppando un piano di rientro”, ma per la quale il Commissario propone ulteriori risparmi ad esempio eliminando alcune sedi regionali che ora per legge la televisione di Stato deve mantenere. “Una dichiarazione gravissima” secondo l’Usigrai. Tornando all’audizione, il taglio alla spesa nel comparto della Sanità “deve essere inferiore rispetto ad altre aree, ma anche qui c’è qualche risparmio da fare, da definire con le regioni. Ad esempio limitando gli sprechi come i ricoveri ospedalieri non necessari e applicare i costi standard”.

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