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	<title>L ORIZZONTE &#187; giuseppe d aprile</title>
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		<title>Da Profumo a Carrozza: passaggio tra rettori (TUTTO SCUOLA)</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 19:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppe d aprile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le vostre Proposte]]></category>
		<category><![CDATA[SCUOLA]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Maria Chiara Carrozza, deputato del Pd, toscana di Pisa come il neopremier Enrico Letta, è il nuovo ministro dell’istruzione, università e ricerca.</p> 
<p style="text-align: justify;">Anche Carrozza, come il suo predecessore Profumo, già rettore</p> <a href="https://lorizzonte.net/?p=2143">Continua lettura...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Maria Chiara Carrozza, deputato del Pd, toscana di Pisa come il neopremier Enrico Letta, è il nuovo ministro dell’istruzione, università e ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche Carrozza, come il suo predecessore Profumo, già rettore del Politecnico di Torino, proviene dalla carriera universitaria, e come lui è stata rettore dell’università in cui insegnava prima di essere eletta deputato, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, attualmente presieduta da un suo illustre ex studente, Giuliano Amato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non sono solo questi gli elementi di analogia tra i due ministri avvicendatisi alla guida del Miur. Entrambi, infatti, hanno operato come ricercatori nel campo delle tecnologie industriali avanzate: in quello dei sistemi automatici Profumo, nell’area della bioingegneria industriale Carrozza. Anche l’area politica di riferimento è la stessa, il Pd. E’ vero che Profumo ha fatto parte in qualità di ministro tecnico di un governo dichiaratamente tecnico come quello presieduto da Mario Monti, ma è anche vero che poco prima era andato vicino ad essere il candidato del Pd alla carica di sindaco di Torino, prima che scendesse in campo Piero Fassino, poi eletto.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna vedere se questi elementi di contiguità politico-professionale tra i due personaggi daranno luogo anche a una continuità di filosofia e di gestione strategica del Ministero, e quale spazio sarà riservato all’istruzione scolastica da parte del nuovo ministro, anch’esso, come il suo predecessore, di provenienza universitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i due il rapporto è certamente di stima, anche se non sono mancate le critiche. Qualche mese fa Francesco Profumo, consegnando la &#8216;Mela d&#8217;oro&#8217;, simbolo del premio Marisa Bellisario, all’allora rettore della Scuola pisana Maria Chiara Carrozza, ne lodò l’azione, “<em>determinante nella crescita della Scuola Superiore Sant’Anna in termini di reputazione nazionale e internazionale</em>”, auspicando che “<em>in Italia ci possano essere altre scuole d’eccellenza come la Sant’Anna di Pisa</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Carrozza: la rivoluzione digitale? &#8220;Ineludibile, ma prima facciamo funzionare le scuole&#8221; </b></p>
<p style="text-align: justify;">Il neo ministro non aveva mancato di criticare poco prima delle elezioni il suo predecessore Francesco Profumo per “<em>un&#8217;attività particolarmente intensa che, anziché limitarsi all&#8217;ordinaria amministrazione, appare frenetica</em> (…). <em>Questa iperattività unita a un diluvio di decreti ministeriali, appare fuori luogo negli ultimi giorni della campagna elettorale e sembra rispondere a esigenze che non coincidono in pieno con gli interessi delle famiglie e degli studenti. La scuola, l&#8217;università, il diritto allo studio sono temi su cui l&#8217;Italia si gioca una buona parte del futuro e assumono un valore troppo importante perché la discussione sia affrontata in maniera frettolosa e veloce, senza la necessaria riflessione e l&#8217;indispensabile confronto che richiedono. È quindi auspicabile che tali politiche siano elaborate e discusse dal Parlamento e dal Governo che entreranno in carica dopo le elezioni e non da un Ministro che si appresta a concludere il mandato</em>”. Chissà se all’epoca si immaginava di essere proprio lei a raccogliere il testimone di Profumo.</p>
<p style="text-align: justify;">Intervistata da La Stampa, il ministro Carrozza, che certamente conosce bene il mondo dell’università e della ricerca, fa intendere di non essere affatto digiuna delle problematiche della scuola: “<em>Lavorerò certamente per la scuola. Ne conosco i problemi, ho verificato che soprattutto c&#8217;è bisogno di investimenti mirati, non solo di risorse usate in modo vago. E&#8217; necessario capire dove e come usarle</em>”. Uno dei suoi obiettivi, spiega, è quello di restituire dignità ai professori: “<em>gli insegnanti svolgono un ruolo importante sul territorio, sono i nostri ambasciatori. Se l&#8217;Italia è stata unita è anche grazie ai professori che hanno fatto studiare gli italiani sugli stessi testi</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetta l&#8217;obiettivo della digitalizzazione delle scuole del suo predecessore Francesco Profumo, “<em>un processo ineludibile</em>”, ma “<em>se poi le scuole non funzionano</em> &#8211; aggiunge &#8211; <em>è inutile pensare alla rivoluzione digitale</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Carrozza si augura che il nuovo governo dia “attenzione” alla scuola: il ministero dell&#8217;Istruzione, della Ricerca e dell&#8217;Università, sottolinea, “<em>è fondamentale nel far ripartire le speranze del Paese. Con spirito di servizio metto a disposizione la mia esperienza per convincere gli italiani che l&#8217;istruzione e la conoscenza sono pedine fondamentali per la ripresa culturale ed economica dell&#8217;Italia. Dobbiamo aiutare i più meritevoli a studiare secondo i dettami della Costituzione, dare fiducia ai ricercatori e offrire nuove motivazioni a tutto il corpo insegnante</em>”.</p>
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