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	<title>L ORIZZONTE &#187; SCUOLA</title>
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		<title>SCUOLA IN ITALIA I DOCENTI MENO PAGATI</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2018 02:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro D'Aprile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le mie Proposte]]></category>
		<category><![CDATA[SCUOLA]]></category>

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		<description><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><strong><img class="aligncenter" alt="Scuola, in Italia i docenti meno pagati. &#34;Per un maestro italiano servono 455 euro in piÃ¹&#34;" src="https://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2018/03/23/124940720-6b28d987-2802-4815-bbc7-f051368590e4.jpg" width="300" height="300" /></strong></h4> 
<h4 style="text-align: justify;"><strong>ROMA </strong>-<strong> </strong>Per guadagnare quanto un collega d’Europa un insegnante di</h4> <a href="https://lorizzonte.net/?p=19653">Continua lettura...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><strong><img class="aligncenter" alt="Scuola, in Italia i docenti meno pagati. &quot;Per un maestro italiano servono 455 euro in piÃ¹&quot;" src="https://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2018/03/23/124940720-6b28d987-2802-4815-bbc7-f051368590e4.jpg" width="300" height="300" /></strong></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>ROMA </strong>-<strong> </strong>Per guadagnare quanto un collega d’Europa un insegnante di infanzia e delle elementari dovrebbe avere – domani &#8211; un aumento in busta paga di 455 euro il mese. Un professore delle medie dovrebbe veder crescere lo stipendio di 363 euro, il collega delle superiori di 439 euro. Servirebbero, solo per questo, 6,8 miliardi. La Cgil, ramo Federazione dei lavoratori della Conoscenza, a convegno all’Auditorium di via Rieti ha illustrato la sua idea di scuola, &#8220;La scuola che verrà&#8221; appunto: perno del Paese e sua proiezione sul futuro. Lo ha fatto partendo dallo status quo. Della docenza, in particolare.</p>
<p>Seguendo il Conto annuale 2016 redatto dalla Pubblica amministrazione, si vede come la scuola è passata da un milione e 128 mila occupati nel 2008 (docenti, dirigenti scolastici, personale amministrativo) a un milione e 13 mila nel 2012 (115 mila persone espulse) per risalire a un milione e 116 mila nella stagione 2016 recuperando nelle ultime quattro stagioni quasi tutte le uscite delle precedenti quattro (il saldo negativo è di 12 mila unità). A otto anni di distanza la &#8220;Buona scuola&#8221; ha quasi fermato l’emorragia aperta dai tagli della Legge Gelmini: le forti assunzioni di docenti, però, non sono state seguite da un piano di stabilizzazione degli amministrativi. Le segreterie, oggi, sono l’area di crisi degli istituti scolastici italiani. A otto anni di distanza il taglio sui numeri del personale è del 10,6 per cento. Su un piano finanziario si è passati da un costo di 46,5 miliardi l’anno nel 2008 a 41,6 nel 2016: cinque miliardi di euro in meno per la scuola che rappresentano un saldo negativo del 10,7 per cento. In linea con la diminuzione degli occupati.</p>
<p>Il dato più importante, che discende dai primi due, lo abbiamo visto: il calo degli stipendi dei docenti italiani. E l’impietoso paragone con il resto dell’Europa avanzata. Solo nel 2009, penultimo contratto appena firmato, la retribuzione media del comparto era pari a 30.570 euro lordi. Nei sette anni successivi è scesa (con due piccoli recuperi nel 2011 e nel 2015) fino a toccare il pavimento nel 2016, ultimo anno rilevato: 28.403 euro lordi. Una perdita di 2.167 euro, il 7,1 per cento. Quest’anno, febbraio 2018, è arrivato il <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2018/02/09/news/scuola_dopo_nove_anni_arriva_la_firma_del_contratto_per_docenti_e_ata_aumento_stipendio_di_85_euro-188399516/">rinnovo del contratto</a> della scuola e ha consentito una leggera crescita delle buste paga: 96 euro l’aumento medio per un docente, 84,5 euro per un amministrativo. Sono però le comparazioni successive, queste tratte da <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2017/09/12/news/pochi_laureati_in_italia_la_meta_della_media_ocse-175261786/?ref=search">“Education at glance”</a> dell’Ocse, a lasciare addosso alla scuola italiana l’idea del disinteresse collettivo. Nei tre blocchi di carriera di un professore di scuola secondaria di primo grado (stipendio iniziale, dopo 15 anni di attività, al massimo dell&#8217;anzianità) l’Italia è sotto la media Ocse (i Paesi industrializzati) e sotto la media Ue a 22: nel salario d’ingresso siamo diciannovesimi dietro l’Irlanda (prima nazione è, nettamente, il Lussemburgo, quindi Svizzera e Germania, quinta la Spagna). Nella progressione della carriera ci superano altri dieci Paesi (Giappone e Corea, ma anche Costa Rica e Colombia). La situazione statistica andrà aggiornata comprendendo nell’analisi sia il rinnovo del contratto 2018 che i tentativi di premio al merito inseriti dalla Legge 107 da luglio 2015. In generale, in molti Paesi le carriere sono decisamente più dinamiche, gli incrementi più consistenti.</p>
<p>Il successivo rapporto Ocse, illustrato dalla Flc Cgil, dice ancora che tra il 2010 e il 2015 in Italia – lo abbiamo visto &#8211; gli stipendi di un docente (scuola secondaria di primo grado con 15 anni di servizio) sono diminuiti e dice poi che in Francia, Giappone e Belgio hanno conosciuto una perdita meno consistente, mentre in Gran Bretagna, Scozia, Austria, nella Finlandia presa sempre ad esempio scolastico, ovviamente in Grecia sono decresciuti maggiormente. Ci sono nazioni che hanno continuato a investire, anche durante la crisi economica, sulla loro classe docente: in Ungheria (straordinariamente), quindi in Israele, Turchia, Portogallo, Germania, in Corea, Danimarca, Norvegia e Spagna.</p>
<p>In Italia un docente di scuola primaria con 15 anni di servizio guadagna un terzo esatto in meno di un laureato in altro settore. Un professore delle medie inferiori guadagna il 72 per cento, uno delle superiori il 76 per cento. In Germania il rapporto è uno a uno, in Spagna il livello medio delle retribuzioni scolastiche è lievemente superiore alla media degli altri laureati. Per arrivare agli stipendi Ue (a 22 Paesi) un docente d’infanzia ed elementari di una scuola italiana dovrebbe conoscere un aumento di 455 euro (il 20,5 per cento in più), un professore di medie dovrebbe veder crescere la busta paga di 363 euro (più 14,9 per cento) e uno delle superiori di 439 euro (più 17,6 per cento). Servirebbero, solo per questo, 6,8 miliardi (la Buona scuola, tra il 2015 e il 2017, ne ha investiti quattro).</p>
<p>D’altro canto – è questa è l’aliquota più preoccupante e segnale di miopia politica – la percentuale di spesa per la scuola rispetto all’intera amministrazione pubblica in otto anni (2005-2013) è scesa dall’8,1 per cento al 7,3: quattro punti percentuali sotto la media Ocse, due punti e mezzo sotto la media Ue. La spesa per studente in Italia (dalla scuola primaria alla secondaria) è pari a 8.926 dollari quando la media europea è di 795 dollari superiore.</p>
<p>La Cgil propone uno schema di finanziamento progressivo per i prossimi sei anni (2019-2024) costruito su quattordici punti: prevede, solo per queste voci, un impiego che parte da 3,5 miliardi per arrivare a 20,6 miliardi nel 2024. Tra le voci, va ricordato, ci sono: l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni, la generalizzazione della scuola dell’infanzia, il ripristino del tempo pieno (e dei moduli) nella scuola primaria, il ritorno del tempo prolungato nella secondaria di primo grado, laboratori nelle superiori e “revisione radicale” dell’attuale modello di Alternanza scuola lavoro, quindi riduzione degli alunni per classe e un investimento massiccio sull’istruzione per gli adulti.</p>
<p>Susanna Camusso, segretaria nazionale Cgil, dice: &#8220;Discutere della scuola che verrà significa discutere del futuro che immaginiamo. La nostra sfida è alta. Apriamo nel Paese un dibattito sull&#8217;istruzione”. Il segretario della Federazione lavoratori della conoscenza, Francesco Sinopoli, aggiunge: “Lo studio, la scuola e l’università sono parte di un riscatto sociale, strumenti indispensabili per la comprensione del mondo. Ma la scuola da sola non può colmare il più grande divario territoriale d’Europa e non può assolvere alla sua missione senza un grande progetto nazionale mirato a superare i differenziali degli stessi sistemi territoriali.<br />
Si deve rivedere l’autonomia e investire davvero. Sulla scuola apriamo un’assemblea costituente”.</h4>
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		<title>Da Profumo a Carrozza: passaggio tra rettori (TUTTO SCUOLA)</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 19:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppe d aprile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le vostre Proposte]]></category>
		<category><![CDATA[SCUOLA]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Maria Chiara Carrozza, deputato del Pd, toscana di Pisa come il neopremier Enrico Letta, è il nuovo ministro dell’istruzione, università e ricerca.</p> 
<p style="text-align: justify;">Anche Carrozza, come il suo predecessore Profumo, già rettore</p> <a href="https://lorizzonte.net/?p=2143">Continua lettura...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Maria Chiara Carrozza, deputato del Pd, toscana di Pisa come il neopremier Enrico Letta, è il nuovo ministro dell’istruzione, università e ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche Carrozza, come il suo predecessore Profumo, già rettore del Politecnico di Torino, proviene dalla carriera universitaria, e come lui è stata rettore dell’università in cui insegnava prima di essere eletta deputato, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, attualmente presieduta da un suo illustre ex studente, Giuliano Amato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non sono solo questi gli elementi di analogia tra i due ministri avvicendatisi alla guida del Miur. Entrambi, infatti, hanno operato come ricercatori nel campo delle tecnologie industriali avanzate: in quello dei sistemi automatici Profumo, nell’area della bioingegneria industriale Carrozza. Anche l’area politica di riferimento è la stessa, il Pd. E’ vero che Profumo ha fatto parte in qualità di ministro tecnico di un governo dichiaratamente tecnico come quello presieduto da Mario Monti, ma è anche vero che poco prima era andato vicino ad essere il candidato del Pd alla carica di sindaco di Torino, prima che scendesse in campo Piero Fassino, poi eletto.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna vedere se questi elementi di contiguità politico-professionale tra i due personaggi daranno luogo anche a una continuità di filosofia e di gestione strategica del Ministero, e quale spazio sarà riservato all’istruzione scolastica da parte del nuovo ministro, anch’esso, come il suo predecessore, di provenienza universitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i due il rapporto è certamente di stima, anche se non sono mancate le critiche. Qualche mese fa Francesco Profumo, consegnando la &#8216;Mela d&#8217;oro&#8217;, simbolo del premio Marisa Bellisario, all’allora rettore della Scuola pisana Maria Chiara Carrozza, ne lodò l’azione, “<em>determinante nella crescita della Scuola Superiore Sant’Anna in termini di reputazione nazionale e internazionale</em>”, auspicando che “<em>in Italia ci possano essere altre scuole d’eccellenza come la Sant’Anna di Pisa</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Carrozza: la rivoluzione digitale? &#8220;Ineludibile, ma prima facciamo funzionare le scuole&#8221; </b></p>
<p style="text-align: justify;">Il neo ministro non aveva mancato di criticare poco prima delle elezioni il suo predecessore Francesco Profumo per “<em>un&#8217;attività particolarmente intensa che, anziché limitarsi all&#8217;ordinaria amministrazione, appare frenetica</em> (…). <em>Questa iperattività unita a un diluvio di decreti ministeriali, appare fuori luogo negli ultimi giorni della campagna elettorale e sembra rispondere a esigenze che non coincidono in pieno con gli interessi delle famiglie e degli studenti. La scuola, l&#8217;università, il diritto allo studio sono temi su cui l&#8217;Italia si gioca una buona parte del futuro e assumono un valore troppo importante perché la discussione sia affrontata in maniera frettolosa e veloce, senza la necessaria riflessione e l&#8217;indispensabile confronto che richiedono. È quindi auspicabile che tali politiche siano elaborate e discusse dal Parlamento e dal Governo che entreranno in carica dopo le elezioni e non da un Ministro che si appresta a concludere il mandato</em>”. Chissà se all’epoca si immaginava di essere proprio lei a raccogliere il testimone di Profumo.</p>
<p style="text-align: justify;">Intervistata da La Stampa, il ministro Carrozza, che certamente conosce bene il mondo dell’università e della ricerca, fa intendere di non essere affatto digiuna delle problematiche della scuola: “<em>Lavorerò certamente per la scuola. Ne conosco i problemi, ho verificato che soprattutto c&#8217;è bisogno di investimenti mirati, non solo di risorse usate in modo vago. E&#8217; necessario capire dove e come usarle</em>”. Uno dei suoi obiettivi, spiega, è quello di restituire dignità ai professori: “<em>gli insegnanti svolgono un ruolo importante sul territorio, sono i nostri ambasciatori. Se l&#8217;Italia è stata unita è anche grazie ai professori che hanno fatto studiare gli italiani sugli stessi testi</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetta l&#8217;obiettivo della digitalizzazione delle scuole del suo predecessore Francesco Profumo, “<em>un processo ineludibile</em>”, ma “<em>se poi le scuole non funzionano</em> &#8211; aggiunge &#8211; <em>è inutile pensare alla rivoluzione digitale</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Carrozza si augura che il nuovo governo dia “attenzione” alla scuola: il ministero dell&#8217;Istruzione, della Ricerca e dell&#8217;Università, sottolinea, “<em>è fondamentale nel far ripartire le speranze del Paese. Con spirito di servizio metto a disposizione la mia esperienza per convincere gli italiani che l&#8217;istruzione e la conoscenza sono pedine fondamentali per la ripresa culturale ed economica dell&#8217;Italia. Dobbiamo aiutare i più meritevoli a studiare secondo i dettami della Costituzione, dare fiducia ai ricercatori e offrire nuove motivazioni a tutto il corpo insegnante</em>”.</p>
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		<title>PROPOSTA SCUOLA</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 09:59:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro D'Aprile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le mie Proposte]]></category>
		<category><![CDATA[SCUOLA]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’uomo si trova inserito in una società che non ha il tempo di ricordare e fare memoria, e dunque, immerso in un continuo presente, dimentica gli elementi di riflessione e predilige quelli strumentali</p> <a href="https://lorizzonte.net/?p=318">Continua lettura...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’uomo si trova inserito in una società che non ha il tempo di ricordare e fare memoria, e dunque, immerso in un continuo presente, dimentica gli elementi di riflessione e predilige quelli strumentali. Da qui la forte criticità di una netta separazione tra cultura scientifico-tecnologica e quella umanistica. Questo clima di insicurezza generalizzato e diffuso, soprattutto con l’avvento della globalizzazione, impedisce agli intellettuali di esercitarsi nella dialettica, con conseguente appiattimento culturale. Si assiste alla mercificazione della cultura attraverso la semplificazione strumentale della complessità dei fenomeni da essa rappresentati. L’omologazione, nell’intento di omogeneizzare il tutto, banalizza le differenze per renderle irriconoscibili alla maggior parte della gente, vendendo il prodotto finito come standardizzato ed universalmente fruibile.</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Il tempo che attraversiamo è caratterizzato da paradossi enormi, infatti nel momento in cui le scoperte tecnologiche e scientifiche stanno raggiungendo livelli di progresso in grado di garantire un’età di benessere all’uomo, sono proprio le stesse tecnologie che rischiano di negare l’idea stessa di umanità riducendola ad un elemento fra tanti, un ingranaggio della macchina economico-produttiva che sembra dominare il mondo. Anche la scuola sembra impegnata a distribuire titoli culturali spendibili sul mercato del lavoro, piuttosto che a generare coscienza critica, e a divenire davvero termoregolatore. Possiamo identificare alcuni aspetti di forte criticità:</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>la notte della filosofia come ricerca di senso;</li>
<li>la perdita della memoria storica come elaborazione di un passato che, interpretando il presente, orienti il futuro;</li>
<li>la riduzione della vita dell’uomo a mezzo (cosa) dell’apparato socio-economico-produttivo;</li>
<li>la crisi della ragione oggettiva in virtù di un soggettivismo che scade in isolamento individualista;</li>
<li>la percezione di un mondo completamente amministrato da forze che l’uomo non riesce più a controllare.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Cadute le «grandi narrazioni» ideali e/o progetti, avviene come una saldatura della tecnocrazia su se stessa. Il prevalere del criterio di performatività ha fatto sì che nell’insegnamento prevalgano competenze operative, dei curricola strettamente funzionalizzati. L’eclissi della facoltà del giudizio valutativo, soppiantata dal più povero gioco linguistico della constatazione, reca con sé il pericolo di una idiozia e un ristagno cognitivo evidenti: se il successo (ovvero l’efficacia performativa) di una teoria o di un’azione è il suo unico criterio di validità (pertinenza, legittimazione, funzionalità), dobbiamo ricordare che il successo non si giudica, ma si constata. L’impegno cognitivo richiesto è poco superiore allo zero. Questa stessa sostituzione del giudizio con la constatazione, che elegge il successo a valore, si è impiantata come è evidente nelle scelte politiche (in Italia abbiamo potuto avere un governo di pubblicitari di professione, e ha lasciato il segno) e nelle scelte culturali. Come ogni insegnante sa, tra i giovani la frase oggi più ricorrente è: «cosa lo fai a fare?» «A cosa serve?» «Cosa lo leggi a fare?».” è dunque quella di costruire una sintesi possibile riconducendo ad unità i saperi frammentati se non opposti.</p>
<p>“…Promuovere i saperi propri di un nuovo umanesimo:…”</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Nuovo umanesimo è invertire la prospettiva di frammentazione e di frantumazione culturale per attuare un possibile percorso formativo finalizzato alla capacità di fare sintesi culturale, e quindi esistenziale, al fine di affermare il dominio dell’uomo, di ognuno e di ciascuno, sulla tecnica e sul mondo.</li>
<li style="text-align: justify;">Cogliere gli aspetti essenziali dei problemi</li>
<li style="text-align: justify;">Comprendere le implicazioni per l’uomo dello sviluppo scientifico e tecnologico</li>
<li style="text-align: justify;">Valutare i limiti e le possibilità delle conoscenze</li>
<li style="text-align: justify;">Vivere e agire in un mondo in continuo cambiamento.</li>
<li style="text-align: justify;">I verbi utilizzati nel testo ma anche la loro progressione fanno riferimento ad un processo, che si amplia al dare significato all’oggetto del conoscere. Nella promozione di saperi necessari al nuovo umanesimo è indispensabile centrare sulla loro significatività, all’interno di un apprendimento situato e contestualizzato in ambienti caratterizzati da una profonda aderenza al principio di realtà, oserei dire che la dimensione esperienziale deve caratterizzare il percorso.</li>
<li style="text-align: justify;">Il bambino ed il ragazzo non sono entità astratte ma collocate in un qui ed ora, in uno specifico storico e culturale che si intreccia con dimensioni che ampliano la dimensione identitaria del singolo soggetto in una prospettiva di rapporto molteplice e vario.</li>
<li style="text-align: justify;">Occorre fornire chiavi di lettura e di elaborazione della realtà, non ci si può limitare ad un approccio teorico cattedratico, o semplicemente asettico.</li>
<li style="text-align: justify;">Il percorso formativo si prefigura con un “cuore di carne” i cui palpiti sono i tempi dell’apprendere e del comprendere.</li>
<li style="text-align: justify;">Si prefigura una didattica di tipo laboratoriale che sappia realizzare percorsi di apprendimento attraverso il fare. Un fare che è sia operativo che mentale, un modo di approcciare all’apprendimento come esito di costruzione attiva del sapere e dei saperi, un sapere di strada che esce dall’asettico mondo della trasmissività fredda e glaciale.</li>
<li style="text-align: justify;">Gli alunni vanno coinvolti in situazioni formative appassionanti, prevedendo spazi e tempi intenzionalmente organizzati, in cui i processi di apprendimento siano orientati al fare ed all’agire con e sui materiali e sugli oggetti della conoscenza.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"> “ L’elaborazione dei saperi necessari per comprendere l’attuale condizione dell’uomo planetario…… creare le condizioni più propizie per rivitalizzare gli aspetti più alti e fecondi della nostra tradizione.”</p>
<p> Saperi necessari</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">per comprendere la condizione dell’uomo planetario</li>
<li style="text-align: justify;">per l&#8217;esercizio consapevole di una cittadinanza nazionale europea e planetaria</li>
</ul>
<p>Diventa essenziale rivitalizzare gli aspetti più fecondi della nostra tradizione….</p>
<p style="text-align: justify;">Questa parte richiama suggestioni profonde rispetto al rapporto tra la dimensione locale e quella globale, tra il collocarsi saldamente radicati alla propria tradizione e la prospettiva planetaria di contaminazione tra culture diverse. Il mondo di ognuno si incontra con quella dimensione globale che se da un lato affascina per la sua immensa vastità, dall’altro sconforta per il grande rischio di omologazione massificante insito nello stesso processo globalizzante. Sembra esserci, nell’epoca attuale una sorta di visione strabica, da un lato il richiamo alla tradizione e alla memoria e dall’altro la capacità di esercitare una cittadinanza europea e mondiale.</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Tale divaricazione, in effetti, è solo apparente in quanto la scuola è chiamata ad operare attraverso i saperi che necessariamente vanno ripensati non come entità statiche ma dinamiche in cui partendo dalla nostra memoria attraversano le suggestive strade dell’uomo planetario per arrivare ad una nuova possibile umanità solidale.</li>
<li style="text-align: justify;">E’ attraverso i saperi che riusciamo ad accompagnare il presente verso un futuro in cui l’identità di ognuno sia capace di interagire ed interconnettersi con quella dell’altro .</li>
<li style="text-align: justify;">Nella costruzione dell’uomo planetario la scuola opera attraverso la sintesi tra alfabetizzazione di base e alfabetizzazione culturale, l’una non esclude l’altra. Una profonda padronanza degli strumenti favorisce un approccio di culturale all’esistere e lo sviluppo di un uomo integrale e dialogante.</li>
<li style="text-align: justify;">In tale direzione la progettualità della scuola deve muoversi in molteplici direzioni che a partire dalla immersione nella storia e nella cultura del “ paesello” si apra a prospettive altre che siano in grado di rompere le “mura del territorio”.</li>
</ul>
<p>Nota:<em>Il presente Lavoro é stato desunto dal Sito del Centro Servizi Scolastico di Chieti</em></p>
<div><cite><a href="http://www.csachieti.it%20nuovo%20umanesimo/">www.csachieti.it NUOVO UMANESIMO</a>&#8230;</cite>Formato file: Microsoft Powerpoint &#8211; <a href="http://docs.google.com/viewer?a=v&amp;q=cache:kFlBTWE5kWEJ:www.csachieti.it/indicazioni/materiali/PERCHE'%2520UN%2520NUOVO%2520UMANESIMO.pps+%EF%82%A7+Il+tempo+che+attraversiamo+%C3%A8+caratterizzato+da+paradossi+enormi,+infatti+nel+momento+in+cui+le+scoperte+tecnologiche+e+scientifiche+stanno+raggiungendo+livelli+di+progresso+in+grado+di+garantire+un%E2%80%99et%C3%A0+di+benessere+all%E2%80%99uomo,+sono+proprio+le+stesse+tecnologie+che+rischiano+di+negare+l%E2%80%99idea+stessa+di+umanit%C3%A0+riducendola+ad+un+elemento+fra+tanti,+un+ingranaggio+della+macchina+economico-produttiva+che+sembra+dominare+il+mondo.&amp;hl=it&amp;gl=it&amp;pid=bl&amp;srcid=ADGEESi2DHzKu7iGvMmSjAqKP1EgflWqNNZVoLCC_ZcD67wgsen26LLLKZDpqVtK7y9O4gdfeWKhLARKEF5YDP_cs2jQdoYf3LX85eKXt_a8PRIZXDYbpQJye_cOIYL4dHOrNEnbPiTD&amp;sig=AHIEtbStlvClaNxUkGF6OAou5QbEo8Q0sg">Visualizzazione rapida</a><cite> </cite></div>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Rassegna Stampa di Articoli mirati- 2011-2013</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.kickstarter.com/projects/1351910088/3doodler-the-worlds-first-3d-printing-pen">E&#8217; arrivata la penna 3D&#8230;che scrive nell&#8217;aria!</a><br />
Puoi scrivere in 3D sul foglio e &#8220;toccare&#8221; le tue parole, oppure librarla nell&#8217;aria e creare sculture, gioielli, scritte e disegni in tre dimensioni. Grazie a un&#8217;innovativa tecnologia che usa plastica al posto dell&#8217;inchiostro, la penna 3Doodle potrebbe davvero rivoluzionare l&#8217;idea della scrittura a mano: lasciati stupire dal video!<br />
(22/02/2013, <a href="http://www.kickstarter.com/">Kickstarter.com</a>)</li>
<li><a href="http://www.lastampa.it/2012/05/02/cultura/scuola/invalsi-si-pensa-a-piu-materiee-test-svolti-con-l-uso-del-pc-BQyHPZpYWvMVl0QXbzgEIM/pagina.html">Invalsi, si pensa a più materie e test svolti con l&#8217;uso del pc</a><br />
Le prove 2012 al via la prossima settimana&#8230;<br />
(03/05/2012, <a href="http://www.lastampa.it/">La Stampa</a>)</li>
<li><a href="http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2012/02/17/scuola_libri_testo_digitali_risparmio.html">Scuola, si cambia: addio ai libri solo su carta</a><br />
Dal prossimo anno scolastico gli istituti potranno adottare solo testi disponibili anche in formato elettronico. Una scelta accolta con favore dalle associazioni per i consumatori, che però sollevano anche qualche dubbio&#8230;<br />
(18/02/2012, <a href="http://www.sky.it/">Sky.it</a>)</li>
<li><a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/02/06/news/safer_internet_day_l_allarme_di_microsoft_cybercriminali_sempre_pi_bravi_-29432681/">Safer Internet day, l&#8217;allarme di Microsoft l&#8217;Italia non sa difendersi dal cybercrimine</a><br />
L&#8217;allerta lanciata dall&#8217;ultimo indice di sicurezza stilato dall&#8217;azienda. Il 71% degli utenti italiani non possiede le competenze per proteggersi da attacchi sempre più sofisticati e ingannevoli. Peggio di noi solo Bosnia e Montenegro. Particolarmente attivo il fronte degli attacchi sui social network. Jovane: &#8220;C&#8217;è un gap digitale&#8221;&#8230;<br />
(06/02/2012, <a href="http://www.repubblica.it/">Repubblica.it</a>)</li>
<li><a href="http://educazionemultimediale.wordpress.com/2012/01/26/le-opportunita-rischiose-della-rete-la-situazione-europea-sulluso-di-internet-da-parte-dei-minori/">Le opportunità rischiose della rete: la situazione europea sull&#8217;uso di Internet da parte dei minori</a><br />
Un resoconto sommario sulla ricerca europea condotta da EU Kids Online, progetto di ricerca che mira a ricostruire ed analizzare le pratiche d’uso di internet e le esperienze sul piano delle opportunità e dei rischi online da parte dei minori&#8230;<br />
(26/01/2012, <a href="http://educazionemultimediale.wordpress.com/">Educazione multimediale</a>)</li>
<li><a href="http://www.i-dome.com/articolo/19353-L-impatto-delle-nuove-tecnologie-.html">L&#8217;impatto delle nuove tecnologie</a><br />
Tra conferme e disattese, ecco l’impatto delle nuove tecnologie nel contesto italiano&#8230;<br />
(23/01/2012, <a href="http://www.i-dome.com/">PMI-dome</a>)</li>
<li><a href="http://www.qdrmagazine.it/2012/1/17/44_campione.aspx">Internet a scuola: stupido è chi lo stupido fa</a><br />
Le tecnologie digitali fanno bene o no agli studenti (e agli insegnanti)? Marco Campione risponde su qdR magazine al recente articolo di Raffale Simone su Repubblica dove accusava LIM e tablet di istupidire gli alunni&#8230;<br />
(17/01/2012, <a href="http://www.qdrmagazine.it/">qdR Magazine</a>)</li>
<li><a href="http://www.corriere.it/salute/12_gennaio_03/cyberbullismo-peggiore-di-quello-reale-peccarisi_43dd41d8-2b16-11e1-b7ec-2e901a360d49.shtml">Il bullismo virtuale è peggio di quello reale</a><br />
Le vittime possono riportare danni anche maggiori di quelli che il bullismo lo subiscono nella vita reale&#8230;<br />
(03/01/2012, <a href="http://www.corriere.it/">Corriere.it</a>)</li>
<li><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-12-01/nativi-digitali-sicurezza-cyberbaitinge-125203.shtml">I nativi digitali e la sicurezza, fra &#8220;cyberbaiting&#8221; e carte di credito</a><br />
Dalla seconda edizione del <em>Norton Online Family Report</em>, emergono interessanti spunti di riflessione per inquadrare il tema, sempre più di attualità, della sicurezza informatica abbinata all&#8217;uso delle nuove tecnologie digitali&#8230;<br />
(01/12/2011, <a href="http://www.ilsole24ore.com/">Il Sole 24 Ore</a>)</li>
<li><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2011/11/18/news/istat_rapporto_infanzia-25227435/">Sempre più soli e tecnologici, così cambiano i bambini italiani</a><br />
Secondo l&#8217;Istat, cresce la percentuale dei minori senza fratelli e di quelli che vivono con un solo genitore. Ma amano pc, internet e cellulari: fra gli 11 ed i 17 anni, il 93 per cento usa il telefonino&#8230;<br />
(18/11/2011, <a href="http://www.repubblica.it/">Repubblica.it</a>)</li>
<li><a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_novembre_11/jobs-applicazioni-giovani-burchia_4b711f3e-0c56-11e1-bdbd-5a54de000101.shtml">Piccoli Jobs crescono, arrivano i 12enni</a><br />
Thomas presenta le sue applicazioni alla conferenza Ted dirige una società di software che si chiama CarrotCorp&#8230;<br />
(11/11/2011, <a href="http://www.corriere.it/">Corriere.it</a>)</li>
<li><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2011/10/12/news/mamma_spia-23080765/">Padri hacker e madri 007: così i genitori spiano i figli</a><br />
Genitori ansiosi che fanno pedinare i figli da investigatori privati. Altri che li osservano di nascosto sul web. Negli Usa lo fa già una coppia su due, in Italia è un fenomeno crescente. Ma per qualcuno è violazione della privacy&#8230;<br />
(12/10/2011, <a href="http://www.repubblica.it/">Repubblica.it</a>)</li>
<li><a href="http://www.lastampa.it/2011/10/06/tecnologia/come-la-tecnologia-puo-aiutare-i-disabili-fkWFAyJEwiW8UZQonDyPNK/pagina.html">Come la tecnologia può aiutare i disabili</a><br />
Sette invenzioni per supportare chi non può parlare, muoversi o sentire. Tra tutte l&#8217;automobile senza conducente di Google&#8230;<br />
(06/10/2011, <a href="http://www.lastampa.it/">La Stampa</a>)</li>
<li><a href="http://www.educationduepuntozero.it/community/facebook-puo-aiutare-bambini-scuola-4021744558.shtml">Facebook può aiutare i bambini a scuola</a><br />
Cresce il numero di studi, e di guide, sull’uso dei social network in classe. Gli insegnanti hanno un ruolo centrale nel coordinare e nell’immaginare nuove forme di interazione attraverso il web. Pure con qualche beneficio per l’apprendimento&#8230;<br />
(3/10/2011, <a href="http://www.educationduepuntozero.it/">Educazione2.0</a>)</li>
<li><a href="http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2011/09/19/scuola_digitale_piano_e_gov_2012_lavagne_elettroniche_libri_digitali_wifi_internet.html">Pc e wi-fi: la scuola digitale resta una chimera</a><br />
Nel 2009 Brunetta aveva detto che avrebbe digitalizzato gli istituti entro fine legislatura. A un anno e mezzo dalla scadenza, le lavagne elettroniche sono usate solo dal 7% degli studenti e i portatili devono ancora arrivare nelle aule&#8230;<br />
(22/09/2011, <a href="http://www.sky.it/">Sky.it</a>)</li>
<li><a href="http://www.key4biz.it/News/2011/09/13/eSociety/Ue_minori_neelie_kroes_agenda_digitale_205263.html">La Ue lancia l’allarme minori: le politiche degli Stati membri inadeguate e insufficienti</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.fasi.biz/it/finanza/22-in-evidenza/10242-erasmus-via-libera-in-commissione-cultura-e-istruzione-del-pe.html">Erasmus+: via libera in Commissione Cultura e Istruzione del Pe</a></li>
<li><a href="http://www.fasi.biz/it/finanza/23-notizie/10241-europa-creativa-via-libera-della-commissione-cultura.html">Europa Creativa: via libera della commissione Cultura</a></li>
</ul>
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