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	<title>L ORIZZONTE &#187; Le mie Proposte</title>
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		<title>TEA &#8211; TECNOLOGIE  DI  EVOLUZIONE  ASSISTITA</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 01:27:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro D'Aprile</dc:creator>
				<category><![CDATA[AGRICOLTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie Proposte]]></category>

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		<description><![CDATA[<h4><strong>Cosa sono le Tea (Tecnologie di Evoluzione Assistita) e perché se ne parla in Italia</strong></h4> 
<h4 style="text-align: justify;">Cosa sono le Tea, Tecnologie di Evoluzione Assistita, e cosa si racchiude in questa sigla è possibile spiegarlo in maniera anche</h4> <a href="https://lorizzonte.net/?p=30036">Continua lettura...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4><strong>Cosa sono le Tea (Tecnologie di Evoluzione Assistita) e perché se ne parla in Italia</strong></h4>
<h4 style="text-align: justify;">Cosa sono le Tea, Tecnologie di Evoluzione Assistita, e cosa si racchiude in questa sigla è possibile spiegarlo in maniera anche relativamente semplice: sono un insieme di tecniche moderne, volte al miglioramento genetico delle piante. Queste tecniche permettono di ottenere piante resistenti agli agenti patogeni come batteri e funghi, resilienti ai cambiamenti climatici a cui sono sottoposte, più efficienti per quanto riguarda la produttività e in linea con le esigenze dei consumatori odierni.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Perché se ne parla oggi in Italia? Perché il nostro potrebbe essere <em>il primo Paese in Europa</em> a sperimentare in campo queste nuove tecnologie.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"></h4>
<h4 style="text-align: justify;">Le differenze tra Tea e Ogm</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Gli agricoltori hanno cercato, per migliaia di anni, di selezionare le colture per renderle più produttive e meno suscettibili all’attacco di patogeni, come ad esempio funghi e batteri. Questa selezione avveniva direttamente sui campi: venivano presi gli elementi più performanti, venivano incrociati e riseminati. Questo lavoro comportava un impegno lungo e anche complesso. La produttività aumentò quando, ad inizio del ‘900, si adottò un approccio anche scientifico.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">L’arrivo degli Ogm, organismi geneticamente modificati, degli anni ’90, hanno condensato enormi aspettative, ma anche altrettante paure. A causa dell’avversione dell’opinione pubblica, questo meccanismo si è bloccato, almeno in Europa. Da qualche anno si sente parlare di Ndt, New breeding techniques, un insieme di tecnologie completamente nuove, che promette di rivoluzionare i processi di miglioramento genetico e di scacciare le paure sugli Ogm.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Questo acronimo è di origine anglosassone e in italiano viene tradotto con Tea, Tecnologie di evoluzione assistita. Un  termine, questo, che vuole richiamare la naturalezza di questa tipologia di miglioramento genetico. Le Tea, in poche parole, non fanno altro che richiamare gli stessi processi che avverrebbero normalmente in natura, cosa che gli Ogm fanno invece non fanno.</h4>
<h5><span style="color: #000000; font-size: 1.2em;">Mentre nei meccanismi Tea il passaggio tra geni avviene tra specie sessualmente compatibili, nel caso degli Ogm questo può avvenire anche tra regni diversi, come ad esempio tra batteri e piante.</span></h5>
<h4 style="text-align: justify;">C’è da dire, poi, che gli Ogm sono molto più costosi da ottenere, richiedono tempi molto più lunghi e non garantiscono risultati così precisi come le Tea.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Leggi anche: <a href="https://www.itsagro.it/il-settore-agroalimentare-sempre-piu-smart-grazie-alle-nuove-tecnologie/">Il settore agroalimentare sempre più “smart” grazie alle nuove tecnologie</a></h4>
<h4 style="text-align: justify;">Le Tea a servizio dell’agricoltura italiana</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Se siamo riusciti a spiegare cosa sono le Tea, occorre anche specificare e chiarire il perché se ne stia parlando così tanto in Italia. Una maggiore produttività, più sostenibilità, più efficienza: sono solo alcuni dei vantaggi che le Tea assicurano all’agricoltura italiana. Oltre al fatto che le piante modificate richiedono un minore impiego di agrofarmaci e sono ampiamente più resistenti ai cambiamenti climatici. Fattore fondamentale è che le Tea non stravolgono i tratti delle colture su cui si basa il made in Italy.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Un esempio? Si potrebbe prendere un vitigno  come il Sangiovese e renderlo resistente sia a peronospora che allo oidio, senza modificarne i tratti che lo rendono così unico e insostituibile. L’agricoltura ottenuta sarebbe così più sostenibile e produttiva.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><em>“Le Tea sono una tecnologia biotech semplice, economica, accessibile a tutti e che ha trovato largo consenso anche da parte delle associazioni di settore, e proprio per queste caratteristiche sembra fatta su misura per fare apprezzare ancor di più la nostra agricoltura: ricca di varietà tipiche, colture di nicchia e piccole imprese”</em>, spiega Elena Sgaravatti, vicepresidente di <a href="https://assobiotec.federchimica.it/" target="_blank" rel="noopener">Assobiotec,</a> l’Associazione di categoria che rappresenta le imprese attive nel settore.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Il processo di accelerazione, dovuto alle Tea, degli avvenimenti già presenti in natura, potrebbe avere il via libera con un “provvedimento ponte” a costo zero. Sarebbe sufficiente un emendamento al decreto siccità, scorporando i contributi per la ricerca che potrebbero invece trovare spazio nella prossima legge di bilancio.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Leggi anche: <a href="https://www.itsagro.it/psr-e-pac-i-finanziamenti-a-sostegno-del-settore-agricolo/">PSR e PAC: i finanziamenti a sostegno del settore agricolo</a></h4>
<h4 style="text-align: justify;">I quattro vantaggi delle Tea per l’agricoltura</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Sia l’Unione Europea che i consumatori richiedono un minor uso di agrofarmaci. Con meno strumenti a disposizione e in un contesto ambientale in continuo mutamento, la sfida degli agricoltori diventa quella di continuare a produrre reddito e produzioni di alta qualità, per essere sempre più competitivi sul mercato.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Le Tea, potendo generare piante resistenti ai patogeni, limitano considerevolmente l’uso di agrofarmaci e garantiscono la produttività dei campi. Ad esempio, i patogeni fungini da serra rappresentano un vero flagello per gli orticoltori. Ebbene, si sta già lavorando a piante di basilico immuni alla peronospora.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Il secondo vantaggio è la resilienza agli eventi climatici. Nuove condizioni ambientali, come l’aumento delle temperature medie o le sempre più frequenti bombe d’acqua, mettono sotto stress le colture che sono state selezionate nel corso degli anni per adattarsi ad un ambiente che, di fatto, oggi non esiste più.  Con le Tea è possibile proteggere queste varietà rendendole maggiormente resistenti ai cambiamenti climatici, senza tuttavia perdere quelle caratteristiche che al settore sono costate anni ed anni di lavoro.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" alt="" src="https://www.itsagro.it/wp-content/uploads/2023/04/i-vantaggi-delle-Tea.jpg" srcset="https://www.itsagro.it/wp-content/uploads/2023/04/i-vantaggi-delle-Tea.jpg 920w, https://www.itsagro.it/wp-content/uploads/2023/04/i-vantaggi-delle-Tea-300x170.jpg 300w, https://www.itsagro.it/wp-content/uploads/2023/04/i-vantaggi-delle-Tea-768x434.jpg 768w" width="552" height="312" /></h4>
<h4 style="text-align: justify;">Fertilizzanti: anche in questo caso, sia l’Ue che i consumatori chiedono un minor impiego di concimi, soprattutto quelli di sintesi. Le moderne varietà hanno performance particolarmente elevate in termini di produttività e caratteristiche tecnologiche. Ma richiedono ingenti input produttivi, ad esempio sotto forma di acqua e fertilizzanti.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Il mais si presta bene a comprendere l’importanza delle Tea da questo punto di vista. Una Ditta americana, Pivot Bio, ha selezionato dei ceppi particolari di batteri azotofissatori. A questi,  comunemente presenti in natura, è stata aumentata l’efficienza rendendoli adatti ad entrare in simbiosi con il mais.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Cosa vogliono i consumatori</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Il quarto vantaggio delle Tea sta nel soddisfare le esigenze dei consumatori. Il lavoro dei genetisti è quello di selezionare nuove varietà che siano più corrispondenti alle richieste del mercato. Gli esempi sono tanti: uva senza semi, mele e kiwi a polpa rossa, il colore del grano più giallo piuttosto che bianco.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Attraverso le Tea i genetisti sarebbero in grado di rispondere in maniera più puntuale e veloce ai gusti del consumatore e alle necessità costantemente in evoluzione da parte dell’industria. Pensiamo ad esempio alle caratteristiche dei valori nutrizionali: si potrebbero selezionare varietà arricchite in micronutrienti, oppure, rimanendo in Italia, prive di metalli pesanti o più sicure ed appetibili per i bambini.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Si potrebbe quindi dire che, con le Tea, l’unico limite potrebbe essere la nostra immaginazione.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Vuoi saperne di più?</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Se sei interessato ad un percorso di specializzazione post-diploma dedicato alla valorizzazione ed al marketing del settore agroalimentare o dedicato all’Agrifood ed alle novità di Agricoltura 4.0, puoi scegliere tra i nostri corsi gratuiti biennali:</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• <a href="https://www.itsagro.it/corso-tecnico-superiore-brand-ambassador-per-imprese-agroalimentari/" target="_blank" rel="noopener">Corso Tecnico Superiore per la Valorizzazione e il Marketing delle imprese agrarie e agroalimentari (Brand Ambassador nel Food and Beverage)</a></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="https://www.itsagro.it/corso-postdiploma-certificazioni-e-valorizzazione-imprese-biologiche/">• Corso Tecnico Superiore per la gestione e management di impresa agraria, agroalimentare e agrituristica (Agri Manager)</a></h4>
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		<title>AGRICOLTURA E POLITICA</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Feb 2024 11:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro D'Aprile</dc:creator>
				<category><![CDATA[AGRICOLTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie Proposte]]></category>

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		<description><![CDATA[<h4 itemprop="headline"><strong>L’impronta dell’agricoltura sulla politica</strong></h4> 
 
<div itemprop="text"> 
<h4><strong>I casi Brasile e India per leggere quello che accade in Europa e da noi</strong></h4> 
<h4 style="text-align: justify;">Le proteste di agricoltori e allevatori non sono esclusiva</h4></div> <a href="https://lorizzonte.net/?p=28649">Continua lettura...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<header>
<h4 itemprop="headline"><strong>L’impronta dell’agricoltura sulla politica</strong></h4>
</header>
<div itemprop="text">
<h4><strong>I casi Brasile e India per leggere quello che accade in Europa e da noi</strong></h4>
<h4 style="text-align: justify;">Le proteste di agricoltori e allevatori non sono esclusiva europea. Il settore manifesta ricorrente disagio ed esercita potenti azioni di pressione su esecutivi e parlamenti anche in altre aree del mondo, per rispondere a criticità in parte comuni e in parte specifiche. In Ue, come abbiamo visto, la protesta è rivolta contro alcune decisioni della Commissione che rientrano nei programmi di riduzione delle emissioni climalteranti, ma anche a richiedere ulteriore protezione dalle importazioni agricole e più in generale sostenere il reddito.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Ad esempio, congelando per l’ennesima volta il trattato di libero scambio col Mercosur (Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay), denominato informalmente “<a href="https://www.euractiv.com/section/economy-jobs/news/cars-v-cows-german-automakers-call-to-split-eu-mercosur-deal-to-bypass-french-non/">auto contro mucche</a>“</strong>, dove le auto sono quelle europee e le mucche quelle sudamericane. La <strong>Francia</strong> si è messa di mezzo, con <strong>Emmanuel Macron</strong> che ha detto di non poter imporre ai propri allevatori e agricoltori standard ambientali che non sono seguiti nei paesi da cui si vorrebbe importare più carne e prodotti agricoli. Nel frattempo, i tedeschi puntano a ottenere la riduzione dei dazi sudamericani, per trovare nuovi mercati di sbocco alle loro auto, già in sofferenza per la concorrenza cinese un po’ ovunque, e non solo sull’elettrico. Il risultato è lo stallo nell’avanzamento del trattato, il cui negoziato dura da lustri.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Guardiamo ora a due esempi, lontani ma vicini, dell’impatto che il settore agricolo esercita sulla politica, per trarne inferenze più generali e a noi geograficamente vicine.</h4>
<p>INDIA, PICCOLO È FALLITO</p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>In India, dove il primo ministro Narendra Modi punta al terzo mandato consecutivo, gli agricoltori sono furenti e organizzano lunghe colonne di mezzi agricoli, dando l’assedio alla capitale Delhi</strong>. l’India ha superato la Cina come paese più popoloso al mondo ma ha un enorme problema: come nutrire adeguatamente 1,4 miliardi di persone (ed esportare) con un settore agricolo fortemente arretrato, di piccola scala e spesso di pura sussistenza, dalle rese esigue ed ostaggio dei cambiamenti climatici.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Il settore agricolo indiano continua a restare indietro rispetto alla modernizzazione del paese</strong>. Secondo dati della Banca mondiale, il tasso di povertà delle regioni rurali indiane è del 25 per cento contro il 14 per cento di quelle urbane. Piccoli appezzamenti di terreno ad uso familiare, scarsa meccanizzazione, limitata capacità di contrasto dei parassiti vegetali, elevato indebitamento a costi superiori tra il 10 e il 25 per cento a quelli di mercato. Mercati all’ingrosso a controllo pubblico disorganizzati e disfunzionali. La rilevanza politica del comparto agricolo deriva dal fatto che il 65 per cento della popolazione indiana vive in aree rurali, e la maggior parte degli indiani sono coinvolti in attività agricole.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>I coltivatori indiani <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-02-14/why-india-s-farmers-are-marching-on-delhi-again-quicktake?sref=2p5cOYry">chiedono</a> al governo federale la fissazione di prezzi minimi. Che già esistono ma solo per acquisti pubblici di grano e riso, per finalità di welfare</strong>, oltre che per sostegni selettivi ad alcune produzioni. La richiesta è di imporre tali prezzi anche agli acquisti del settore privato. Ricorda qualcosa, dalle nostre parti? C’è poi il peso di un crescente indebitamento, che sta strangolando il settore ed è aumentato di un terzo negli ultimi sei anni. Il numero degli agricoltori indebitati è passato da 69 milioni a 100 milioni, a conferma della crescente antieconomicità del comparto agricolo. Qui le richieste sono per una cancellazione o alleggerimento sostanziale del debito. Il governo federale indiano eroga già a ogni agricoltore dei sussidi in denaro. Ma c’è anche la richiesta più radicale che l’India si ritiri dalla WTO, l’organizzazione mondiale del commercio.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Ma la modernizzazione si scontra con le richieste di conservazione dello <em>status quo</em>:</strong> nel 2021 il governo Modi è stato costretto a ritirare tre leggi che avrebbero riformato i mercati all’ingrosso, oggi in mano pubblica, consentendo l’ingresso dei privati. Gli agricoltori hanno assediato la capitale Delhi, sostenendo che l’ingresso dei privati avrebbe portato alla cancellazione degli aiuti pubblici e all’aumento della concentrazione nelle mani di poche grandi imprese. In pratica, è come se i piccoli e piccolissimi <em>farmer</em> dovessero scegliere se essere rovinati per mano dell’aumento di concentrazione oppure per l’antieconomicità della loro dimensione. Nel mezzo, i bilanci pubblici.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Come si nota, in India è massimamente visibile il <em>tradeoff</em> tra modernizzazione e mantenimento dello <em>status quo</em></strong>. La prima implica l’aumento di concentrazione e della dimensione media dell’impresa agricola, che è quello che serve per conseguire maggiori rese e spese per fitofarmaci e quello che può contrastare il devastante impatto del cambiamento climatico. La conservazione punta invece a chiedere sovvenzioni pubbliche in quantità crescente, tra prezzi minimi generalizzati, sovvenzioni pubbliche e cancellazione del debito.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Come detto, la mancata modernizzazione dell’agricoltura in un paese che sta tentando il decollo manifatturiero ad alto valore aggiunto è un freno che può rivelarsi decisivo</strong>. Il paese è assoggettato a vincoli alle esportazioni, sia per limiti alle rese che per volontà politica di calmierare periodicamente i prezzi delle derrate agricole che entrano nella alimentazione corrente della popolazione.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Prendere l’India a esempio dei problemi che possono sorgere nella tensione tra conservazione dell’esistente e modernizzazione, quando si analizzano le condizioni del settore agricolo in altri paesi, non è una forzatura</strong>. La memoria corre subito al caso italiano, con la sua frammentazione della proprietà agricola, indotta dalle condizioni territoriali ma anche e soprattutto da forti resistenze opposte da chi cerca di proteggere la propria indipendenza economica, ormai sempre meno tale perché legata in modo sempre più stretto a sussidi e protezioni.</h4>
<p>BRASILE, NO ALLA DECARBONIZZAZIONE</p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Ma il settore agricolo entra in rotta di collisione anche con la decarbonizzazione</strong>. In un altro paese emergente, potenza mondiale dell’agribusiness, il <strong>Brasile</strong>, in parlamento esiste un vero e proprio partito trasversale (<em>caucus</em>) degli interessi di agricoltori e allevatori, che secondo Bloomberg accoglie <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2023-12-22/brazil-farmers-plan-2024-congress-offensive-in-challenge-to-lula?sref=2p5cOYry">il sessanta per cento dei parlamentari</a>, la cui azione sul processo legislativo è mirata a ridurre l’impatto delle norme ambientali e i limiti allo sfruttamento dei terreni degli indigeni.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>L’agribusiness ha un peso decisivo nella vita politica del Brasile: il paese è il primo esportatore mondiale di carne di manzo, soia e altre materie prime</strong>. Il settore pesa per circa un quarto del prodotto interno lordo e contribuisce, nel bene e nel male, alla creazione di risorse fiscali necessarie alle riforme sociali e ambientali che il presidente <strong>Lula</strong> vuole promuovere. Anche se è opportuno ricordare, in quest’epoca di contrasti e contraddizioni, che il Brasile sta battendo mese dopo mese i propri record di estrazione di gas e petrolio.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Politicamente, il cuore dell’agribusiness brasiliano batte soprattutto a destra, come dimostra il sostegno offerto all’ex presidente <strong>Jair Bolsonaro</strong>.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Il settore è così protetto, a livello politico, da riuscire a neutralizzare il piano del governo Lula che puntava a includerlo nel sistema di tetti e quote alle emissioni di anidride carbonica</strong> (<em>cap and trade</em>), di cui è il secondo generatore nazionale, con un quarto delle emissioni, oltre ad essere responsabile di una parte rilevante della deforestazione.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Con queste premesse, è evidente che l’approccio di Lula, volto a contemperare le esigenze della produzione con quelle di decarbonizzazione, finisce dritto in rotta di collisione con gli interessi del settore</strong>. Il momento di dialogo e pace di solito si raggiunge con l’introduzione di sussidi per contrastare il calo dei prezzi e impedire che il settore cada vittima dell’indebitamento, e i danni da cambiamento climatico, che colpiscono le rese. Ma non appare esattamente una <em>policy</em> proattiva.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Quali insegnamenti possiamo trarre, da questa rapida ricognizione su due settori agricoli molto distanti per modernizzazione ma molto vicini per impatto sulla politica</strong>? Che, appunto, agricoltura e zootecnia restano molto influenti sulle scelte degli esecutivi e dei parlamenti. Che le tendenze alla conservazione dello status quo sono un formidabile ostacolo sia alla modernizzazione che alla decarbonizzazione. Sta succedendo ovunque, anche in <strong>Nuova Zelanda</strong>, col ritiro della <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-10-10/new-zealand-accepts-farm-level-pricing-of-agricultural-emissions?sref=2p5cOYry">tassa sulle emissioni agricole</a>, che doveva partire il prossimo anno.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Il settore riesce a presidiare e indirizzare l’attività di esecutivi e parlamenti</strong>, facendo leva sia sul proprio peso sull’economia nazionale che -soprattutto- sul concetto di autosufficienza alimentare, che è centrale soprattutto in quest’epoca di nazionalismi e sovranismi.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Tutto ciò premesso, e dopo aver tratteggiato a grandi linee il quadro delle dinamiche politiche, dovrebbe risultare più agevole la comprensione di alcune situazioni europee e, soprattutto, italiane.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>P.S.</strong> Piccola osservazione a pie’ di pagina: indovinate chi è il primatista mondiale di sussidi agricoli? Ma sì, sempre loro:</h4>
<div>
<figure style="text-align: justify;">
<h4><img alt="" src="https://i0.wp.com/phastidio.net/wp-content/uploads/2024/02/Sussidi-agricoli-mondiali.png?resize=657%2C369&amp;ssl=1" srcset="https://i0.wp.com/phastidio.net/wp-content/uploads/2024/02/Sussidi-agricoli-mondiali.png?w=657&amp;ssl=1 657w, https://i0.wp.com/phastidio.net/wp-content/uploads/2024/02/Sussidi-agricoli-mondiali.png?resize=300%2C168&amp;ssl=1 300w" width="657" height="369" data-attachment-id="77340" data-permalink="https://phastidio.net/2024/02/15/limpronta-dellagricoltura-sulla-politica/sussidi-agricoli-mondiali/#main" data-orig-file="https://i0.wp.com/phastidio.net/wp-content/uploads/2024/02/Sussidi-agricoli-mondiali.png?fit=657%2C369&amp;ssl=1" data-orig-size="657,369" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Sussidi-agricoli-mondiali" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/phastidio.net/wp-content/uploads/2024/02/Sussidi-agricoli-mondiali.png?fit=300%2C168&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/phastidio.net/wp-content/uploads/2024/02/Sussidi-agricoli-mondiali.png?fit=657%2C369&amp;ssl=1" data-src="https://i0.wp.com/phastidio.net/wp-content/uploads/2024/02/Sussidi-agricoli-mondiali.png?resize=657%2C369&amp;ssl=1" data-srcset="https://i0.wp.com/phastidio.net/wp-content/uploads/2024/02/Sussidi-agricoli-mondiali.png?w=657&amp;ssl=1 657w, https://i0.wp.com/phastidio.net/wp-content/uploads/2024/02/Sussidi-agricoli-mondiali.png?resize=300%2C168&amp;ssl=1 300w" data-sizes="(max-width: 420px) 300px, (min-width: 421px) 1200px, 100vw" data-ll-status="loaded" /></h4>
</figure>
</div>
</div>
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		<title>AGRICOLTURA E TRANSIZIONE</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Feb 2024 16:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro D'Aprile</dc:creator>
				<category><![CDATA[AGRICOLTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie Proposte]]></category>

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		<description><![CDATA[<h4><strong>Agricoltura: transizione a spese di chi?</strong></h4> 
 
<div> 
<h4 style="text-align: justify;">Il mese di gennaio 2023 ha marcato l’escalation di grandi proteste di piazza da parte degli agricoltori europei. Dalla Francia alla Spagna, dalla Polonia all’Italia</h4></div> <a href="https://lorizzonte.net/?p=28643">Continua lettura...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<header>
<h4><strong>Agricoltura: transizione a spese di chi?</strong></h4>
</header>
<div>
<figure></figure>
<h4 style="text-align: justify;">Il mese di gennaio 2023 ha marcato l’escalation di grandi proteste di piazza da parte degli agricoltori europei. Dalla Francia alla Spagna, dalla Polonia all’Italia, fino al cuore rurale mitteleuropeo di Germania, Olanda e Belgio, associazioni di settore e semplici gruppi di coltivatori e allevatori esasperati hanno inscenato spettacolari scioperi. Il culmine è stato raggiunto venerdì 2 febbraio, quando migliaia di dimostranti arrivati da tutta Europa a bordo di trattori si sono riversati a Bruxelles sulla piazza del Parlamento Europeo, spargendo fieno e letame in uno dei luoghi simbolo del legiferare comunitario. Le proteste, per lo più pacifiche e scandite da striscioni con messaggi apocalittici e slogan critici verso l’Unione Europea e i governi dei diversi Paesi di provenienza, hanno toccato durante la giornata <a href="https://www.politico.eu/article/fires-water-cannon-toppled-statue-farmers-clash-police-eu-parliament/">picchi di tensione sorprendenti</a>, con lanci di sassi verso la polizia, alberi bruciati ed una statua di bronzo divelta dai manifestanti.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Un malcontento che giunge da lontano</h4>
<h4 style="text-align: justify;">La presente intensificazione delle proteste giunge sull’onda lunga di un malessere che scuote il comparto agro-alimentare europeo da almeno cinque anni e che ha origini composite. Da una parte, gli <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0308521X21001050">effetti della pandemia di COVID-19 sulle filiere agro-alimentari</a> hanno comportato una combinazione di perdite di ricavi e sensibili aumenti dei prezzi dei fattori di produzione da cui una fetta di piccoli agricoltori di diversi Paesi non si è mai ripresa. Dall’altra, l’alta priorità attribuita alla questione della transizione ecologica dalla Commissione Europea di Ursula von der Leyen ha generato delle <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/food-security-emergenza-continua-37030">richieste di sforzi crescenti per il settore agricolo</a> in termini di contributo alla neutralità carbonica. Tali richieste sono percepite come ingiuste perché formulate principalmente nei confronti degli attori più fragili della catena, cioè agricoltori ed allevatori stessi. Infine, l’invasione russa dell’Ucraina ha <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/se-il-granaio-del-mondo-brucia-34881">prodotto ulteriori aumenti dei prezzi di fattori produttivi</a> insieme ad una spirale inflazionistica che ha depotenziato il fondamentale supporto degli aiuti forniti ai produttori attraverso i contributi diretti erogati nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC). Inoltre, il considerevole supporto fornito dai Paesi europei (inclusa l’Italia) alla sopravvivenza dell’economia ucraina ha anche comportato il prolungato mantenimento delle cosiddette “solidarity lanes”, dei canali di trasporto via terra che, introducendo grandi volumi di grano e pollame ucraino di fatto esenti da alcun dazio doganale, hanno messo grande pressione sui mercati dei Paesi europei limitrofi.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Istanze diverse, frustrazione comune</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Il filo conduttore che lega le odierne proteste di agricoltori ed allevatori è la critica stentorea nei confronti delle politiche economiche, climatiche e commerciali messe in atto in ambito agro-alimentare da parte dell’Unione Europea. A queste, si somma la supposta incapacità (o connivenza) dei governi nazionali nell’opporsi a quelli che vengono percepiti come diktat di una Bruxelles del tutto sorda ai problemi della società reale. Il contenuto specifico delle rivendicazioni varia però da Paese a Paese e riflette le caratteristiche dei sistemi agricoli nazionali, il dibattito interno sull’Europa, ed il posizionamento delle associazioni di categoria nazionali all’interno dei gruppi di influenza europei.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Ad aprire il ciclo di manifestazioni del 2024 sono stati i contadini tedeschi, inalberatisi contro la <a href="https://www.reuters.com/markets/europe/german-coalition-dilutes-2024-subsidy-cuts-after-farmer-backlash-2024-01-04/?utm_source=substack&amp;utm_medium=email">decisione del governo di Berlino</a> di terminare le agevolazioni sul prezzo del carburante utilizzato nel settore agricolo. A stretto giro, <a href="https://www.theguardian.com/world/2024/jan/26/world-changing-too-fast-organic-farmers-french-protests">i colleghi francesi</a> sono scesi per strada per manifestare contro l’aumento del prezzo del petrolio e la concorrenza, giudicata sleale, portata al mercato francese da prodotti importati. La presenza del tema del costo del carburante, insieme all’eco mediatica causata dalle proteste nei due Paesi, ha portato diversi analisti ad utilizzare l’espressione “<a href="https://www.lopinion.fr/politique/les-gilets-verts-sont-ils-les-nouveaux-gilets-jaunes">Gilet Verdi</a>” per sottolineare le somiglianze tra il nascente movimento degli agricoltori e quello dei gilet gialli che infiammarono la Francia tra il 2018 e il 2019. Nel frattempo, gli <a href="https://apnews.com/article/poland-ukraine-border-protest-truckers-lines-cbb2524630fdefcd4f58718d3a04d16a?utm_source=substack&amp;utm_medium=email">agricoltori romeni e polacchi</a> continuano a lamentare i problemi causati dalla saturazione dei mercati locali da parte del grano ucraino, mentre quelli <a href="https://www.dutchnews.nl/2024/02/farmers-protests-spread-to-the-netherlands-border-roads-closed/">olandesi</a>, che nel 2023 hanno votato in massa per il neonato partita populista ed euroscettico Movimento Civico-Contadino, denunciano l’obbligo di ridurre l’azoto nelle terre coltivate emanato dalle normative europee che imporrebbe una diminuzione forzata degli allevamenti bovini. <a href="https://www.esmmagazine.com/supply-chain/farmers-protests-disrupt-belgian-supermarket-colruyts-supply-chain-258716">Le proteste dei contadini belgi</a> vertono principalmente sull’opposizione ai principi liberisti del mercato unico europeo, che li vede in posizione di svantaggio nella negoziazione dei prezzi con gli intermediari e la grande distribuzione, ed in opposizione frontale agli accordi commerciali di libero scambio che <a href="https://www.politico.eu/article/mercosur-mull-last-chance-summit-coming-weeks-close-eu-trade-deal/">l’Unione Europea sta negoziando il MERCOSUR</a>. Anche i <a href="https://it.euronews.com/my-europe/2024/02/01/gli-agricoltori-invadono-bruxelles-proteste-davanti-al-parlamento-europeo">contadini italiani</a> protestano contro i proventi troppo bassi cui sono costretti dalla grande distribuzione, e domandano all’Unione Europea di aumentare la quota di pagamenti diretti agli agricoltori, che costituisce in molti casi la metà del loro reddito.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">PAC: tornasole delle incertezze strategiche della UE</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Molte delle tensioni sottostanti alle attuali proteste dei contadini possono essere ricondotte alla relativa mancanza di coerenza tra una visione europea agro-alimentare plasmata dalle sfide sociali ed economiche del futuro – tra tutte, l’inesorabile peggioramento della crisi climatica e l’inasprirsi della competizione geo-economica globalizzata – e degli strumenti inadatti per realizzare tale visione. Quando fu lanciata la PAC, nel 1962, assorbiva il 70% del budget europeo con l’obiettivo principale di allontanare gli spettri della fame che avevano contraddistinto il periodo bellico e stabilizzare il potere d’acquisto necessario al funzionamento del mercato unico. Oggi, nonostante la quota destinata alla PAC sia scesa al 30% del budget europeo, al comparto agricolo viene chiesto uno <a href="https://meta.eeb.org/2022/11/30/what-will-really-change-in-the-cap-in-2023/">sforzo oggettivamente più ampio.</a> Si tratta infatti non solo di continuare a produrre a ritmi sostenuti per soddisfare la domanda interna, ma anche di mettere in pratica gli obiettivi climatici contenuti nei capitoli dedicati al settore agro-alimentare dell’iniziativa Patto Verde Europeo. In particolare, gli ambiziosi target contenuti dalla <a href="https://www.euractiv.com/section/agriculture-food/news/2022-cap-farm-to-fork-and-other-gifts-that-keep-on-giving/">strategia Farm to Fork</a> – cui non è stato affiancato per ora un vero supporto legislativo vista l’opposizione delle forze conservatrici nel Parlamento Europeo – sono stati integrati nella PAC attraverso l’introduzione dei cosiddetti eco-schemi, che incontrano grandi resistenze nel mondo agricolo. Tra queste, si contano l’obbligo di lasciare il 4% delle terre in ogni appezzamento a riposo per favorire la biodiversità; la crescente pressione per dimezzare l’uso dei fertilizzanti chimici entro il 2030; e gli onerosi obblighi amministrativi relativi al monitoraggio del rispetto degli standard di benessere animale.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">La tensione tra la volontà europea di affrontare le esigenze ambientali, e quella di garantire un giusto equilibrio tra protezione del potere d’acquisto dei consumatori ed il necessario sostegno agli agricoltori potrebbe trovare conciliazione se la PAC fosse chiaramente orientata verso la promozione di pratiche agricole sostenibili quali l’agrologia e la cosiddetta <a href="https://www.eitfood.eu/projects/regenag-revolution">agricoltura rigenerativa</a>. Al contrario, gli agricoltori riportano una crescente difficoltà di intercettare gli aiuti diretti della PAC – che costituiscono il primo pilastro, ovvero circa il 75% di tutto il budget della PAC – sempre più legati alla soddisfazione di criteri ambientali che necessitano sostanziosi investimenti. Come conseguenza, per mantenere il loro tenore di vita a fronte di una riduzione generalizzata dei rendimenti delle terre, gli agricoltori sono quasi costretti ad indebitarsi per effettuare gli investimenti, espandere le proprie aziende ed intensificare la produzione.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Un forum per discutere costi e responsabilità della transizione ecologica</h4>
<h4 style="text-align: justify;">La visione strategica della Commissione Europea sviluppata a fine 2019 prevedeva inizialmente che gli investimenti necessari a migliorare la performance ambientale dell’ecosistema agricolo europeo fossero finanziati da tutti gli attori della filiera: dagli attori privati – che avrebbero sfruttato il costo conveniente del denaro – ai governi nazionali, fino ai consumatori, che avrebbero gradualmente accettato la crescita dei prezzi in cambio del contributo del sistema allo sforzo climatico. L’avvento della recessione causata dal COVID-19 e della crescita del costo del denaro dovuto all’innalzamento dei tassi ha cambiato drasticamente i piani di Bruxelles. I consumatori hanno preferito la prudenza del risparmio, come dimostra la corrente crisi del comparto dei prodotti biologici, mentre le produzioni locali subiscono la forte pressione delle importazioni a basso costo provenienti dall’Ucraina e dal Nordafrica. Anche per questo, i contadini piccoli e medi, e più in generale la grande maggioranza degli attori agricoli che non nutrono ambizioni di esportare i loro prodotti su scala globale – si oppongono con ostinata fermezza alle trattative sul trattato di libero scambio tra l’Unione Europea e MERCOSUR – nella stessa maniera in cui si sono opposti nei decenni passati a quelli con <a href="https://www.euractiv.com/section/global-europe/news/european-parliament-backs-ttip-rejects-isds/">gli Stati Uniti</a> prima, <a href="https://www.euractiv.com/section/ceta/news/french-mps-strongly-oppose-ceta-one-day-before-ratification-vote/">il Canada</a> poi.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Alla fine del 2023, la Commissione von der Leyen ha annunciato la creazione di una piattaforma per il lancio del <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_24_417">Dialogo Strategico sul Futuro dell’Agricoltura Europea</a>, strutturato intorno ai quattro temi chiavi della crescita economica, della sostenibilità, dell’innovazione e del coinvolgimento di tutta la filiera del valore. La piattaforma, calcata sul modello di una commissione creata in Germania allo stesso scopo, riunirà intorno ad un tavolo ogni sei settimane dei rappresentanti del mondo privato, delle ong, dei poteri pubblici, degli investitori, dei provider di servizi e tecnologia. Il forum – lanciato da una Commissione ormai in procinto di terminare i suoi lavori – ha l’intento nemmeno troppo velato di mettere le basi per una migliore collaborazione tra gli attori del settore nella prossima legislatura, e raddrizzare gli equivoci creati da un’implementazione della visione agro-alimentare europea giudicata da molti stakeholders come troppo artificiale e calata dall’altro. Con le elezioni europee di giugno 2024 alle porte, i nostri rappresentanti politici a livello nazionale ed europeo hanno l’opportunità di utilizzare il Dialogo Strategico per intercettare le molteplici nuove istanze che usciranno dalle urne dei Paesi membri e promuoverne la coesistenza con gli <a href="https://www.euractiv.com/section/agriculture-food/news/geopolitics-expert-eu-needs-less-politics-more-strategy-for-agriculture/">obiettivi geopolitici</a> di medio e lungo periodo dell’Unione Europea. In ultima analisi, la questione che si porrà con rinnovata forza è quella relativa a come finanziare la transizione ecologica, in un’arena globale dove le superpotenze agricole promuovono aggressivamente l’antico modello di produzione: poco sensibile al dato climatico e talvolta spietato nei confronti degli agricoltori locali ma estremamente competitivo nelle esportazioni dal punto di vista economico.</h4>
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		<title>BACCO  CALABRIA E  VENERE</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2022 00:26:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro D'Aprile</dc:creator>
				<category><![CDATA[AGRICOLTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie Proposte]]></category>

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		<description><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><strong>BACCO, CALABRIA E VENERE: QUI IL VINO È DONNA. LE PRINCIPALI CANTINE A CONDUZIONE FEMMINILE DAL POLLINO ALLO STRETTO</strong></h4> 
<h4 style="text-align: justify;">Alla scoperta delle imprese vitivinicole guidate da imprenditrici calabresi che si stanno</h4> <a href="https://lorizzonte.net/?p=28196">Continua lettura...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><strong>BACCO, CALABRIA E VENERE: QUI IL VINO È DONNA. LE PRINCIPALI CANTINE A CONDUZIONE FEMMINILE DAL POLLINO ALLO STRETTO</strong></h4>
<h4 style="text-align: justify;">Alla scoperta delle imprese vitivinicole guidate da imprenditrici calabresi che si stanno facendo strada nel settore a suon di premi e riconoscimenti. Le loro storie, le uve e le etichette.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Donne e vino</strong>: un accoppiamento perfetto anche <strong>in Calabria</strong>. Dal Pollino allo Stretto, sono tantissime le <strong>aziende vinicole in Calabria a conduzione femminile</strong>. C&#8217;è chi decide di portare avanti le tradizioni di famiglia e chi ha trasformato una passione in un&#8217;impresa. Ecco una carrellata di alcune delle realtà vitivinicole che vedono al timone donne.</h4>
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<h3><a href="https://www.lacnews24.it/lacalabriavisione/food/il-vino-e-donna-in-calabria-alla-scoperta-cantine-calabresi_170604/1/">Azienda Agricola Maradei</a></h3>
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<h3><a href="https://www.lacnews24.it/lacalabriavisione/food/il-vino-e-donna-in-calabria-alla-scoperta-cantine-calabresi_170604/2/">L’Antico Fienile Belmonte</a></h3>
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<h3><a href="https://www.lacnews24.it/lacalabriavisione/food/il-vino-e-donna-in-calabria-alla-scoperta-cantine-calabresi_170604/3/">Tenute Pacelli</a></h3>
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<h3><a href="https://www.lacnews24.it/lacalabriavisione/food/il-vino-e-donna-in-calabria-alla-scoperta-cantine-calabresi_170604/4/">Tenuta del Travale</a></h3>
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<h3><a href="https://www.lacnews24.it/lacalabriavisione/food/il-vino-e-donna-in-calabria-alla-scoperta-cantine-calabresi_170604/5/">Tenuta Terre Nobili</a></h3>
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<h3><a href="https://www.lacnews24.it/lacalabriavisione/food/il-vino-e-donna-in-calabria-alla-scoperta-cantine-calabresi_170604/7/">Cantine Artese</a></h3>
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<article>
<h3><a href="https://www.lacnews24.it/lacalabriavisione/food/il-vino-e-donna-in-calabria-alla-scoperta-cantine-calabresi_170604/8/">Azienda Vinicola Malaspina</a></h3>
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<h3><a href="https://www.lacnews24.it/lacalabriavisione/food/il-vino-e-donna-in-calabria-alla-scoperta-cantine-calabresi_170604/9/">Azienda Nesci</a></h3>
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<h3><a href="https://www.lacnews24.it/lacalabriavisione/food/il-vino-e-donna-in-calabria-alla-scoperta-cantine-calabresi_170604/10/">Azienda Agricola Baccellieri</a></h3>
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<h3><a href="https://www.lacnews24.it/lacalabriavisione/food/il-vino-e-donna-in-calabria-alla-scoperta-cantine-calabresi_170604/11/">Azienda Agricola Antonella Lombardo</a></h3>
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<h3><a href="https://www.lacnews24.it/lacalabriavisione/food/il-vino-e-donna-in-calabria-alla-scoperta-cantine-calabresi_170604/12/">Tenuta del Conte</a></h3>
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<h3><a href="https://www.lacnews24.it/lacalabriavisione/food/il-vino-e-donna-in-calabria-alla-scoperta-cantine-calabresi_170604/13/">Vini dell’Aquila </a></h3>
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<h3><a href="https://www.lacnews24.it/lacalabriavisione/food/il-vino-e-donna-in-calabria-alla-scoperta-cantine-calabresi_170604/14/">Cantine Greco</a></h3>
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<h3><a href="https://www.lacnews24.it/lacalabriavisione/food/il-vino-e-donna-in-calabria-alla-scoperta-cantine-calabresi_170604/15/">Cantine Lento</a></h3>
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<h3><a href="https://www.lacnews24.it/lacalabriavisione/food/il-vino-e-donna-in-calabria-alla-scoperta-cantine-calabresi_170604/16/">Casa Comerci</a></h3>
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<h3><a href="https://www.lacnews24.it/lacalabriavisione/food/il-vino-e-donna-in-calabria-alla-scoperta-cantine-calabresi_170604/17/">Azienda Agricola Cerchiara</a></h3>
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		<title>LA SALUTE DEL SUOLO</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Feb 2022 05:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro D'Aprile</dc:creator>
				<category><![CDATA[AGRICOLTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie Proposte]]></category>

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		<description><![CDATA[<div> 
<h5 itemprop="headline"><a title="Link Permanente: Dall’Unione europea 62 milioni per i progetti in difesa del suolo" href="https://resoilfoundation.org/ambiente/mission-soil-bandi-progetti-suolo/" rel="bookmark">Dall’Unione europea 62 milioni per i progetti in difesa del suolo</a></h5> 
</div> <a href="https://lorizzonte.net/?p=26232">Continua lettura...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<header>
<div>
<h5 itemprop="headline"><a title="Link Permanente: Dall’Unione europea 62 milioni per i progetti in difesa del suolo" href="https://resoilfoundation.org/ambiente/mission-soil-bandi-progetti-suolo/" rel="bookmark">Dall’Unione europea 62 milioni per i progetti in difesa del suolo</a></h5>
</div>
</header>
<h5 itemprop="image" itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/ImageObject" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-size: 1em;">Presentati gli 8 bandi lanciati a dicembre dalla UE per lo sviluppo di nuovi progetti nell’ambito della Mission Soil. La Commissione valuterà le proposte per la tutela del suolo e per sviluppare buone pratiche.</span></h5>
<div itemprop="text">
<h5 style="text-align: justify;">Dallo sviluppo della conoscenza alla sicurezza alimentare, dal ruolo dei fattori socio-culturali ai nuovi modelli di business. E non solo. Sono molteplici e ricchi di sfumature i temi degli <strong>8 bandi di gara</strong> indetti nell’ambito della <a href="https://resoilfoundation.org/ambiente/salute-suoli-mission-ue/">Mission Soil</a> UE e <a href="https://www.youtube.com/watch?v=CZcJCPH4Ego">presentati</a> il 19 gennaio in un evento online organizzato dalla Commissione. Un programma di <strong>finanziamenti da 62 milioni di euro</strong> destinato a gettare le basi del lavoro concreto al servizio dell’iniziativa continentale.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">L’obiettivo primario, infatti, è dato dalla creazione di nuovi <a href="https://ec.europa.eu/info/research-and-innovation/funding/funding-opportunities/funding-programmes-and-open-calls/horizon-europe/missions-horizon-europe/soil-health-and-food_en">Living Labs</a>, i centri di sperimentazione sul campo dedicati allo sviluppo di nuove tecnologie e soluzioni. Ed è proprio in questo ambito che i progetti dovranno prendere forma per fornire il contributo necessario alla tutela della <strong>salute del suolo</strong> e allo sviluppo di buone pratiche. Lanciate a dicembre, le call si chiuderanno ufficialmente il 24 marzo prossimo.</h5>
<h5>La conoscenza alla base della Mission Soil</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Si parte dalle attività di ricerca per colmare le lacune di conoscenza che minacciano la salute del suolo. Il <a href="https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/opportunities/topic-details/horizon-miss-2021-soil-02-01;callCode=null;freeTextSearchKeyword=;matchWholeText=true;typeCodes=0,1,2;statusCodes=31094502;programmePeriod=2021%20-%202027;programCcm2Id=43108390;programDivisionCode=null;focusAreaCode=null;destination=null;mission=43650621;geographicalZonesCode=null;programmeDivisionProspect=null;startDateLte=null;startDateGte=null;crossCuttingPriorityCode=null;cpvCode=null;performanceOfDelivery=null;sortQuery=sortStatus;orderBy=asc;onlyTenders=false;topicListKey=topicSearchTablePageState">primo bando</a> chiama in causa la <strong>definizione di una base teorica</strong> per monitorare efficacemente le attività della Mission con un approccio multidisciplinare che tenga conto delle esigenze di differenti settori. “Particolare attenzione dovrebbe essere data a quella ricerca sugli usi extra agricoli del suolo che meno ne ha ricevuta in passato”, precisa la Commissione. Più specifiche ancora le richieste del <a href="https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/opportunities/topic-details/horizon-miss-2021-soil-02-02;callCode=null;freeTextSearchKeyword=;matchWholeText=true;typeCodes=0,1,2;statusCodes=31094502;programmePeriod=2021%20-%202027;programCcm2Id=43108390;programDivisionCode=null;focusAreaCode=null;destination=null;mission=43650621;geographicalZonesCode=null;programmeDivisionProspect=null;startDateLte=null;startDateGte=null;crossCuttingPriorityCode=null;cpvCode=null;performanceOfDelivery=null;sortQuery=sortStatus;orderBy=asc;onlyTenders=false;topicListKey=topicSearchTablePageState">secondo bando</a>. Che, da parte sua, punta alla <strong>creazione di un framework</strong> “per misurare la salute del suolo sviluppando un relativo indice basato su una definizione condivisa”.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">L’operazione è il punto di partenza per la definizione di un <strong>sistema di monitoraggio</strong> delle iniziative di gestione del suolo e dei relativi risultati a partire da un set di indicatori. In questo modo sarà possibile offrire un sostegno “alle politiche di intervento e alla creazione di un sistema di incentivi”.</h5>
<h5>Sicurezza alimentare e lotta al degrado del suolo</h5>
<h5 style="text-align: justify;">La <strong>sicurezza alimentare</strong> è protagonista della <a href="https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/opportunities/topic-details/horizon-miss-2021-soil-02-03;callCode=null;freeTextSearchKeyword=;matchWholeText=true;typeCodes=0,1,2;statusCodes=31094502;programmePeriod=2021%20-%202027;programCcm2Id=43108390;programDivisionCode=null;focusAreaCode=null;destination=null;mission=43650621;geographicalZonesCode=null;programmeDivisionProspect=null;startDateLte=null;startDateGte=null;crossCuttingPriorityCode=null;cpvCode=null;performanceOfDelivery=null;sortQuery=sortStatus;orderBy=asc;onlyTenders=false;topicListKey=topicSearchTablePageState" target="_blank" rel="noopener">call numero 3</a>, che chiama in causa le attività di ricerca e sviluppo e la promozione di una dieta sostenibile in termini di contrasto al cambiamento climatico e tutela della biodiversità. I promotori dei progetti, in particolare, saranno chiamati a indagare il nesso tra salute del suolo e qualità dei prodotti alimentari, coinvolgendo tutti gli attori della catena di fornitura.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il tema del <strong>degrado del suolo</strong> caratterizza il <a href="https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/opportunities/topic-details/horizon-miss-2021-soil-02-04;callCode=null;freeTextSearchKeyword=;matchWholeText=true;typeCodes=0,1,2;statusCodes=31094502;programmePeriod=2021%20-%202027;programCcm2Id=43108390;programDivisionCode=null;focusAreaCode=null;destination=null;mission=43650621;geographicalZonesCode=null;programmeDivisionProspect=null;startDateLte=null;startDateGte=null;crossCuttingPriorityCode=null;cpvCode=null;performanceOfDelivery=null;sortQuery=sortStatus;orderBy=asc;onlyTenders=false;topicListKey=topicSearchTablePageState" target="_blank" rel="noopener">quarto bando</a>, dedicato allo studio di buone pratiche di gestione del terreno e valutazione del rischio. I candidati dovranno analizzare i fattori economici che influenzano la salute del suolo, nonché gli aspetti sociali (dalla densità demografica alla coesione) e culturali.</h5>
<h5>I modelli di business e il ruolo dei governi locali</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il tema degli <strong>incentivi economici </strong>e dei <strong>modelli di business</strong> caratterizza poi il <a href="https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/opportunities/topic-details/horizon-miss-2021-soil-02-05;callCode=null;freeTextSearchKeyword=;matchWholeText=true;typeCodes=0,1,2;statusCodes=31094502;programmePeriod=2021%20-%202027;programCcm2Id=43108390;programDivisionCode=null;focusAreaCode=null;destination=null;mission=43650621;geographicalZonesCode=null;programmeDivisionProspect=null;startDateLte=null;startDateGte=null;crossCuttingPriorityCode=null;cpvCode=null;performanceOfDelivery=null;sortQuery=sortStatus;orderBy=asc;onlyTenders=false;topicListKey=topicSearchTablePageState" target="_blank" rel="noopener">quinto bando</a>. I candidati, infatti, sono chiamati a concepire nuove opportunità per la diversificazione del reddito nel settore agricolo e per la promozione di nuovi investimenti sulla salute del suolo lungo tutta la catena produttiva. Le altre dimensioni affrontate riguardano la consapevolezza dei consumatori, un’analisi comparata dei modelli di incentivazione alla tutela del suolo già presenti nel Continente e il ruolo delle tecnologie digitali.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il <a href="https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/opportunities/topic-details/horizon-miss-2021-soil-02-06;callCode=null;freeTextSearchKeyword=;matchWholeText=true;typeCodes=0,1,2;statusCodes=31094502;programmePeriod=2021%20-%202027;programCcm2Id=43108390;programDivisionCode=null;focusAreaCode=null;destination=null;mission=43650621;geographicalZonesCode=null;programmeDivisionProspect=null;startDateLte=null;startDateGte=null;crossCuttingPriorityCode=null;cpvCode=null;performanceOfDelivery=null;sortQuery=sortStatus;orderBy=asc;onlyTenders=false;topicListKey=topicSearchTablePageState" target="_blank" rel="noopener">sesto bando</a> ruota invece attorno all’<strong>importanza dei governi locali</strong> nel sostegno al dialogo tra operatori del settore e cittadini. Così come nella promozione della cooperazione tra il settore pubblico e i privati. “L’obiettivo principale di questo tema”, spiega la Commissione, “è quello di creare spazi e pratiche per dialoghi regionali e locali sulla salute del suolo e la gestione del territorio”.</h5>
<h5>Living Labs e formazione</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il <a href="https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/opportunities/topic-details/horizon-miss-2021-soil-02-07;callCode=null;freeTextSearchKeyword=;matchWholeText=true;typeCodes=0,1,2;statusCodes=31094502;programmePeriod=2021%20-%202027;programCcm2Id=43108390;programDivisionCode=null;focusAreaCode=null;destination=null;mission=43650621;geographicalZonesCode=null;programmeDivisionProspect=null;startDateLte=null;startDateGte=null;crossCuttingPriorityCode=null;cpvCode=null;performanceOfDelivery=null;sortQuery=sortStatus;orderBy=asc;onlyTenders=false;topicListKey=topicSearchTablePageState" target="_blank" rel="noopener">settimo bando</a> da parte sua intende contribuire a uno degli obiettivi della Mission Soil: la creazione di <strong>100 Living Labs</strong> entro il 2027. “La proposta vincitrice”, spiega infatti la Commissione, “garantirà un lancio efficace dei primi laboratori sulla salute del suolo e delle <a href="https://ec.europa.eu/eip/agriculture/en/news/launch-eu-mission-soil-deal-europe" target="_blank" rel="noopener">Lighthouses</a>“. Il progetto, in particolare, dovrà fornire “un ventaglio variegato di <strong style="font-size: 1em;">proposte</strong><span style="color: #000000; font-size: 1em;">“. Garantendo inoltre la capacità di “affrontare le principali sfide per la salute del suolo nelle regioni partecipanti”.</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;">L’<a href="https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/opportunities/topic-details/horizon-miss-2021-soil-02-08;callCode=null;freeTextSearchKeyword=;matchWholeText=true;typeCodes=0,1,2;statusCodes=31094502;programmePeriod=2021%20-%202027;programCcm2Id=43108390;programDivisionCode=null;focusAreaCode=null;destination=null;mission=43650621;geographicalZonesCode=null;programmeDivisionProspect=null;startDateLte=null;startDateGte=null;crossCuttingPriorityCode=null;cpvCode=null;performanceOfDelivery=null;sortQuery=sortStatus;orderBy=asc;onlyTenders=false;topicListKey=topicSearchTablePageState" target="_blank" rel="noopener">ottava call</a> punta infine all’individuazione di <strong>esperti capaci di fornire servizi di consulenza</strong> sulla gestione del suolo. La progettazione di buone pratiche, la creazione di nuove forme digitali di interscambio di conoscenze e lo sviluppo di risorse formative sono solo alcune delle attività pensate per gli attori coinvolti.</h5>
</div>
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		<title>UN  PROGRAMMA  COMUNALE  4</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 02:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro D'Aprile</dc:creator>
				<category><![CDATA[AGRICOLTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie Proposte]]></category>

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		<description><![CDATA[<h4 itemprop="headline" style="text-align: justify;">Per come è noto, e nel caso di Belvedere storicamente tragico, il fenomeno dei dissesti idrogeologici si registra a seguito l'abbandono delle attività primarie agricole, con consequenze altamente impegnative di risorse</h4> <a href="https://lorizzonte.net/?p=26048">Continua lettura...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<header>
<h4 itemprop="headline" style="text-align: justify;">Per come è noto, e nel caso di Belvedere storicamente tragico, il fenomeno dei dissesti idrogeologici si registra a seguito l&#8217;abbandono delle attività primarie agricole, con consequenze altamente impegnative di risorse per farvi fronte.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Il recupero delle Attività Agricole ed il riuso dei Terreni Incolti si pone quindi come stato di necessità primaria proprio per lenire il carico degli interventi a riparazione della infrastrutturazione comunale divenuto pribitivo anche per effetto del Dissesto Economico del Comune.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Tale attività rientra fra gli impegni  di Proposta ed Attuazione di un Programma Amministrativo di Iniziative che non impegna direttamente Capitoli di Spesa dell&#8217;Ente, impossibilitato ad intervenire sotto questo aspetto, ma semplicemente di Coordinamento nell&#8217;Esercizio delle proprie funzioni.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Nel caso specifico all&#8217;argomento, &#8220;<strong>Riutilizzo dei Terreni Incolti</strong>&#8220;, ritorna utile l&#8217;esempio che di seguito si sottopone all&#8217;attenzione, precisando che per quanto attiene le PROCEDURE DIVERSIFICATE  per ragioni socio-economiche delle due realtà, quella relativa a Belvedere si richiama nei <span style="text-decoration: underline;"><strong>dispositivi legislativi vigenti</strong> appositamente redatti e richiamati in fondo all&#8217;articolo</span>.</h4>
<h4 itemprop="headline" style="text-align: justify;"></h4>
</header>
<h4 itemprop="image" itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/ImageObject" style="text-align: justify;"><a title="Il borgo medievale di Bobbio è un Comune emiliano nella Val Trebbia. Alcuni dei suoi studenti si sono resi protagonisti di una proposta originale per tutelare la propria terra. FOTO: CC.4.0." href="https://resoilfoundation.org/wp-content/uploads/2021/12/1024px-Bobbio.jpg"><img alt="Il borgo medievale di Bobbio è un Comune emiliano nella Val Trebbia. Alcuni dei suoi studenti si sono resi protagonisti di una proposta originale per tutelare la propria terra. FOTO: CC.4.0." src="https://resoilfoundation.org/wp-content/uploads/2021/12/1024px-Bobbio-1024x423.jpg" width="614" height="254" /></a></h4>
<div itemprop="text">
<h4 style="text-align: justify;">Accade a Bobbio, in Val Trebbia: gli studenti dell’Istituto tecnico commerciale San Colombano hanno chiesto di ricevere in comodato d’uso gratuito zone agricole un tempo coltivate a terrazza ma oggi abbandonate</h4>
<h4 style="text-align: justify;"></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><iframe id="spreaker-player-759905" src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=47817415&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;playlist-loop=false&amp;playlist-autoupdate=true&amp;autoplay=false&amp;live-autoplay=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true&amp;hide-episode-description=false&amp;hide-playlist-images=false&amp;hide-playlist-descriptions=false&amp;gdpr-consent=null" height="200" width="100%" frameborder="0"></iframe></h4>
<h4 style="text-align: justify;">Di motivi che spingono a ricordarlo e far venire voglia di visitarlo, il comune piacentino di Bobbio ne aveva già parecchi. È collocato in Val Trebbia, descritta da <strong>Ernest Hemingway</strong> come una delle vallate più belle del mondo. Sulle sue colline si coltiva fin dal ‘700 il pregiato nebbiolo. Il borgo medievale è poi impreziosito dal suggestivo Ponte del Diavolo, di epoca romanica, lungo 280 metri e dall’<strong>Abbazia di San Colombano</strong> fin dal 614. Da anni, poi, vi si organizza un <a href="http://www.bobbiofilmfestival.it/" target="_blank" rel="noopener">Festival del cinema</a>, ideato dal regista <strong>Marco Bellocchio,</strong> che di Bobbio è uno dei cittadini più noti. Tante peculiarità che lo hanno anche fatto eleggere “<a href="https://www.rai.it/borgodeiborghi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>borgo più bello d’Italia</strong></a>” un paio d’anni fa.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Oggi Bobbio torna a far parlare di sé per un’azione dei propri studenti. Più precisamente, di quelli che frequentano gli ultimi due anni all’<strong>Istituto tecnico commerciale San Colombano.</strong> Tutti insieme hanno scritto alla Regione Emilia Romagna per chiedere di vedersi assegnati i terreni agricoli abbandonati per riportarli a nuova vita.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Riportare protagonisti i terrazzamenti</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Il fenomeno dell’abbandono delle <strong>aree fertili</strong> non è certo marginale e accomuna Bobbio a molti altri territori italiani. I vecchi terrazzamenti, una volta vocati prevalentemente a vigna, sono da tempo incolti. Chi ha ereditato appezzamenti di terreno da genitori e nonni non ha tempo né voglia di occuparsene. Spesso anzi è emigrato altrove.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Il bosco così sta avanzando, riappropriandosi di quelle terre. L’altro volto che si cela dietro alla crescita importante delle <strong>superfici</strong> <strong>boscate</strong>, praticamente <strong>raddoppiate</strong> rispetto all’Unità d’Italia ma sulle quali il più delle volte non si interviene poi con alcuna azione che aiuti ad aumentare il <strong>sequestro di carbonio</strong> e la gestione sostenibile. È lo stesso <a href="https://www.sian.it/inventarioforestale/" target="_blank" rel="noopener">Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi forestali di Carbonio</a> a evidenziare questa situazione: sul 37.4% della superficie dei boschi non si registra alcun intervento selvicolturale.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><img alt="Quali pratiche selvicolturali vengono eseguite nei boschi italiani? FONTE: terzo Inventario Forestale Nazionale INFC 2015" src="https://resoilfoundation.org/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-10.41.05.png" srcset="https://resoilfoundation.org/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-10.41.05.png 796w, https://resoilfoundation.org/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-10.41.05-300x213.png 300w, https://resoilfoundation.org/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-10.41.05-768x544.png 768w, https://resoilfoundation.org/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-10.41.05-260x185.png 260w, https://resoilfoundation.org/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-10.41.05-705x500.png 705w" width="637" height="451" /></h4>
<p id="caption-attachment-10385">Quali pratiche selvicolturali vengono eseguite nei boschi italiani? FONTE: terzo Inventario Forestale Nazionale<br />
INFC 2015</p>
<h4 style="text-align: justify;">Unire valorizzazione agricola e turismo</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Gli studenti di Bobbio hanno stilato una sorta di business plan, frutto di un lavoro fatto con la <a href="http://www.eurekacoop.it/" target="_blank" rel="noopener">cooperativa piacentina Eureka,</a> che ha sviluppato un’analisi costi-benefici di investimenti agricoli nelle campagne circostanti. La loro idea, sottoposta alla dirigente dell’<strong>Assessorato Politiche giovanili</strong> della Regione Emilia Romagna, è di prevedere un sistema di <strong>comodato d’uso gratuito</strong> oppure una forma di affitto a prezzi simbolici che consenta ai giovani di occuparsi nella rinascita di quelle terre. Magari collegando tali azioni anche a <strong>iniziative di promozione turistica</strong> del territorio.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">“La dirigente della Regione – ha rivelato il preside dell’istituto San Colombano, Luigi Garioni al <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/11/07/bobbio-la-proposta-degli-studenti-delle-superiori-date-a-noi-le-terre-incolte-le-trasformeremo-in-risorsa-per-il-territorio/6382467/" target="_blank" rel="noopener">Fatto Quotidiano</a> – è rimasta colpita dalla lucidità e dalla quantità delle proposte fatte dai ragazzi. Speriamo che tutto ciò abbia un seguito”. L’ennesima prova di un ritrovato<a href="https://resoilfoundation.org/bioeconomia-circolare/crisi-climatica-fridays-for-future/" target="_blank" rel="noopener"> protagonismo delle nuove generazioni,</a> sempre più attente a trovare soluzioni che sappiano unire sbocchi economici interessanti con una maggiore attenzione alla cura del territorio nel quale vivono.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">3,5 milioni di terreni inattivi</h4>
<h4 style="text-align: justify;">L’idea dei ragazzi non sarebbe peraltro isolata. In zona sono già in atto azioni di recupero di terreni abbandonati. “Le stanno portando avanti diverse persone” ricorda Garioni. “Sono nati dei <strong>noccioleti</strong>, una <strong>limonaia</strong>. Qualcuno ha pensato di coltivare <strong>lavanda</strong>. Altri hanno provato a piantumare di nuovo <strong>uliveti</strong> e <strong>vigneti</strong>. Ciò dimostra che la visione dei nostri allievi è corretta. Il progetto studiato dalla nostra scuola potrebbe essere un trampolino di lancio per recuperare un modo di vivere più agricolo e attrarre anche turisti e persone che desiderano trasferirsi in un luogo accogliente e naturale, lontano da fabbriche e inquinamento”.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">In Italia le aree per sviluppare progetti di recupero che coinvolgano le nuove generazioni certo non mancano. Un’analisi di <a href="http://www.ismea.it/istituto-di-servizi-per-il-mercato-agricolo-alimentare" target="_blank" rel="noopener">Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare)</a> quantifica in non meno di<strong> 3,5 milioni di ettari</strong> i terreni inattivi che potrebbero essere <strong>riconvertiti a pascoli o coltivazioni</strong>.</h4>
<header>
<h4 itemprop="headline" style="text-align: justify;"><a title="Link Permanente: Io proprietario, tu aspirante agricoltore: la piattaforma che fa rivivere i terreni incolti" href="https://resoilfoundation.org/filiera-agricola/terre-abbandonate-piattaforma-agricoltori/" rel="bookmark"> </a></h4>
</header>
<h4 itemprop="image" itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/ImageObject" style="text-align: justify;"><a title="Uno dei terreni recuperati e resi nuovamente produttivi dall'azienda agricola VegaGè nell'ambito del progetto Terre AbbanDonate. FOTO: Terre AbbanDonate" href="https://resoilfoundation.org/wp-content/uploads/2021/03/Fotografia-del-terreno-reso-nuovamente-produttivo-da-Gemma-azienda-VegaGe-1030x307.png"><img class="aligncenter" alt="Uno dei terreni recuperati e resi nuovamente produttivi dall'azienda agricola VegaGè nell'ambito del progetto Terre AbbanDonate. FOTO: Terre AbbanDonate" src="https://resoilfoundation.org/wp-content/uploads/2021/03/Fotografia-del-terreno-reso-nuovamente-produttivo-da-Gemma-azienda-VegaGe-1210x423.png" width="581" height="203" /></a></h4>
<h5>L’iniziativa Terre AbbanDonate dell’associazione Let Eat Bi: un portale nel quale far incontrare chi possiede terreni ma non può coltivarli e chi vorrebbe prendersene cura ma non ha i soldi per comprarli. Un modo virtuoso per contrastare il degrado e ottenere vantaggi per tutti</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe id="spreaker-player-940661" src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=43959466&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;playlist-loop=false&amp;playlist-autoupdate=true&amp;autoplay=false&amp;live-autoplay=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true&amp;hide-episode-description=false&amp;hide-playlist-images=false&amp;hide-playlist-descriptions=false&amp;gdpr-consent=null" height="200" width="100%" frameborder="0"></iframe></p>
<h4 style="text-align: justify;">C’è Renzo, <strong>pensionato</strong> che mette a disposizione il proprio terreno e anche alloggio e macchinari agricoli, chiedendo in cambio solo parte del raccolto. C’è Gemma, <strong>coltivatrice diretta</strong> che voleva far crescere la propria attività, ma non aveva le possibilità economiche per farlo. O Monica, <strong>impiegata di banca</strong>, che cercava qualcuno per far rivivere un suo terreno ormai incolto ma al quale suo nonno era molto affezionato. Insomma c’è chi ha bisogno di un terreno e chi invece vuole donarlo affinché riviva. Come fare incontrarli?</h4>
<h5>Restituire terreni alla loro vocazione agricola</h5>
<h4 style="text-align: justify;">L’associazione piemontese <a href="https://www.facebook.com/leteatbi/" target="_blank" rel="noopener">Let Eat Bi – Il Terzo Paradiso in terra biellese</a> ha risolto il problema attraverso il <a href="https://www.terreabbandonate.com/" target="_blank" rel="noopener">progetto Terre AbbanDonate.</a> L’idea nasce con un <strong>obiettivo semplice:</strong> contrastare l’abbandono dei terreni e aiutare al tempo stesso chi vuole tornare alla terra. I proprietari di appezzamenti incolti vengono inseriti in un <a href="https://www.terreabbandonate.com/catasto-terreni-1/" target="_blank" rel="noopener">Catasto dei Terreni</a>. Chi è invece interessato a coltivarli viene inserito nell’<a href="https://www.terreabbandonate.com/anagrafe-coltivatori/" target="_blank" rel="noopener">Anagrafe dei Coltivatori.</a> La piattaforma Terre AbbanDonate serve da facilitatore. Le parti sono lasciate ovviamente libere di trovare l’accordo più adatto alle loro esigenze. Ma nella piattaforma viene messo a disposizione un <strong>contratto scritto</strong> standard che rende lo scambio più facile e trasparente, dando garanzie sia all’affidante sia all’affidatario.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">“Il progetto “Terre AbbanDonate” intende restituire alla loro vocazione agricola i terreni incolti presenti sul territorio biellese. Lo vuole fare però favorendo lo scambio e il dialogo tra gli abitanti e allo stesso tempo tenta di arginare episodi di abbandono e degrado del paesaggio rurale” spiegano i promotori di Let Eat Bi. “La cooperazione all’interno della comunità locale, lo sviluppo di una sensibilità volta al riuso piuttosto che al consumo, la cura del territorio in quanto luogo dell’identità collettiva passano anche attraverso la messa a disposizione di un terreno dimenticato”.</h4>
<div><a href="https://resoilfoundation.org/filiera-agricola/terre-abbandonate-piattaforma-agricoltori/#prev" data-av_icon="" data-av_iconfont="entypo-fontello"> </a></div>
<div data-av-height="25"></div>
<h4 style="text-align: justify;">In Italia 3,5 milioni di ettari di terreni inattivi</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Quanto sia urgente il problema di tornare a sfruttare a livello agricolo le terre abbandonate lo evidenziano i dati di <a href="http://www.ismea.it/istituto-di-servizi-per-il-mercato-agricolo-alimentare" target="_blank" rel="noopener">Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare):</a> in Italia si contano non meno di 3,5 milioni di ettari di terreni inattivi, che potrebbero essere<strong> riconvertiti a pascoli o coltivazioni</strong>. La stessa Ismea lo scorso anno ha deciso di <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/all-asta-10mila-ettari-terreni-destinati-giovani-agricoltori-ACdngFKB" target="_blank" rel="noopener">mettere all’asta 386 terreni abbandonati</a>, pari a circa 10mila ettari, dislocati in 9 regioni italiane. Destinatari preferenziali gli under 40, che possono <strong>pagare i terreni in 30 anni</strong> con rate semestrali o annuali. Iniziativa lodevole perché favorire il <strong>ricambio generazionale</strong> in agricoltura è essenziale per rivivificare le economie rurali locali, ridurre lo spreco di terre coltivabili, salvando peraltro il suolo dal rischio di degrado aumentandone la <strong>resilienza</strong> agli <a href="https://resoilfoundation.org/news/costi-rischio-inondazioni/" target="_blank" rel="noopener">eventi meteorologici estremi.</a></h4>
<p><iframe title="“Da discarica a paradiso: l’eredità di Claudio Abbado salva un pezzo di Sardegna” — Re Soil Foundation" src="https://resoilfoundation.org/news/terreno-abbado-sardegna/embed/#?secret=DKLm8r0ex1" height="608" width="600" sandbox="allow-scripts" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" data-secret="DKLm8r0ex1"></iframe></p>
<h4 style="text-align: justify;">Il valore aggiunto dello scambio gratuito</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Ma il progetto della biellese Let Eat Bi aggiunge il valore dello scambio gratuito e del dono reciproco tra persone di uno stesso territorio: “L’opportunità di utilizzare gratuitamente un terreno offre al privato cittadino la possibilità di rendersi, anche solo in minima parte, autonomo a livello alimentare” commenta Gemma, titolare dell’azienda agricola VegaGè, tra gli aderenti al progetto Terre AbbanDonate. “Invece chi intenda intraprendere un’attività agricola, come nel mio caso, ha la possibilità di <strong>mettersi in gioco senza rischiare i risparmi</strong> di una vita per acquistare i terreni. Inoltre più in generale, tutti i cittadini sono circondati finalmente da <strong>terreni ben tenuti</strong> e non da roveti incolti. Il paesaggio migliora, con lui l’umore delle persone e, perché no, anche il mercato immobiliare delle aree circostanti”.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">“Credo che un’iniziativa del genere possa rivelarsi utile in molte realtà territoriali, non sono in quelle marginali” aggiunge Andrea, uno dei primi a scommettere sul progetto e ad aderire alla piattaforma. “Inoltre risponde all’<strong>esigenza “affettiva”</strong> di molte famiglie che, eredi di terreni di cui non possono occuparsi, vedono continuare in qualche modo le attività dei parenti di cura della terra”.</h4>
<p>PER BELVEDERE:</p>
<h4><strong><a href="https://www.fondazioneifel.it/images/SIBATER/Presentazione_SIBaTer_2020.pdf" target="_blank" rel="noopener">Progetto SIBaTer – Supporto Istituzionale all’attuazione della Banca delle Terre</a></strong>,</h4>
<ul>
<li>
<h5><a href="https://www.fondazioneifel.it/fondi-europei-e-coesione/item/download/3763_97e9343ab0aeaac33bab2b81ab91a58b" target="_blank" rel="noopener">Indice e note esplicative</a></h5>
</li>
<li>
<h6><a href="https://www.fondazioneifel.it/fondi-europei-e-coesione/item/download/3764_a0d2fa0a0c0dc9060c370f6d2e21559c" target="_blank" rel="noopener">Schema manifestazione di interesse rivolta ai privati</a></h6>
</li>
<li>
<h6><a href="https://www.fondazioneifel.it/fondi-europei-e-coesione/item/download/3765_31dc672ca4ef6afb63e1d6683b0ee96b" target="_blank" rel="noopener">Schema di dichiarazione cessione del terreno – società</a></h6>
</li>
<li>
<h6><a href="https://www.fondazioneifel.it/fondi-europei-e-coesione/item/download/3766_06d124bfed158611de076cd19bd71808" target="_blank" rel="noopener">Schema di dichiarazione cessione del terreno – persona fisica</a></h6>
</li>
<li>
<h6><a href="https://www.fondazioneifel.it/fondi-europei-e-coesione/item/download/3767_d75748d432bab8ce81e44e68d6ddc07f" target="_blank" rel="noopener">Schema di deliberazione per il rinconoscimento del passaggio di proprietà al Comune</a></h6>
</li>
<li>
<h6><a href="https://www.fondazioneifel.it/fondi-europei-e-coesione/item/download/3768_3801136e07721ddc9a3af7483579d1f4" target="_blank" rel="noopener">Schema di deliberazione ex art. 58 DL 112/2008</a></h6>
</li>
<li>
<h6><a href="https://www.fondazioneifel.it/fondi-europei-e-coesione/item/download/3939_35bd050381cd3181c72c98457858aad7" target="_blank" rel="noopener">Regolamento per la valorizzazione e la fruizione sociale dei terreni abbandonati o incolti e di beni immobili strumentali di proprietà o in disponibilità del Comune</a></h6>
</li>
</ul>
<h4 style="text-align: justify;"></h4>
<h4 style="text-align: justify;"></h4>
</div>
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		<title>SUOLO E SISTEMI ALIMENTARI</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2020 20:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro D'Aprile</dc:creator>
				<category><![CDATA[AGRICOLTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie Proposte]]></category>

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		<description><![CDATA[<div> 
<div style="text-align: justify;"><strong>Fable: a rischio gli obiettivi al 2050 su uso del suolo e sistemi alimentari</strong></div> 
</div> 
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<h4 style="text-align: justify;">Bene i nuovi accordi internazionali e gli impegni per la transizione ecologica, ma mancano</h4></div> <a href="https://lorizzonte.net/?p=25218">Continua lettura...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Fable: a rischio gli obiettivi al 2050 su uso del suolo e sistemi alimentari</strong></div>
</div>
<div>
<h4 style="text-align: justify;">Bene i nuovi accordi internazionali e gli impegni per la transizione ecologica, ma mancano strategie a lungo termine, rileva un rapporto condotto su 20 Paesi. Il Green deal dell’Unione europea modello di strategia globale. <strong><br />
</strong></h4>
<div style="text-align: justify;">
<h4>Nell’anno che si sta per concludere il mondo ha dovuto affrontare crisi ambientali, sociali ed economiche straordinarie. Incendi boschivi senza precedenti, sbiancamento dei coralli, ondate di calore, perdita inesorabile di biodiversità e crescita dei tassi di deforestazioni dell’Amazzonia, hanno costretto scienziati e classe politica a fare i conti con una crisi senza precedenti, mentre l’avvento del Covid aumentava l’insicurezza, in particolare quella alimentare, costringendo ad uno sforzo sorprendente le filiere di approvvigionamento. In questo contesto è stato pubblicato il 4 dicembre il secondo rapporto “<a href="https://www.foodandlandusecoalition.org/fable/">Pathways to sustainable land-use and the food-systems</a>” realizzato da <a href="https://www.foodandlandusecoalition.org/fable/">Food, agriculture, biodiversity, land-use and energy (Fable)</a>, un consorzio che riunisce tra gli altri il <a href="https://www.unsdsn.org/">Sustainable development solutions network</a> delle Nazioni unite, e si concentra sulle questioni relative alla gestione sostenibile del suolo e all’uso delle risorse alimentari.Nonostante l’impatto di sconvolgimenti di enorme portata, nel 2020 sono stati presi “incoraggianti impegni politici da parte delle principali economie”, scrivono gli autori del report. L&#8217;Indonesia ha registrato per il terzo anno consecutivo un calo dei tassi di deforestazione. Cina, Unione europea, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e altri Paesi si sono impegnati a ridurre le emissioni nette di gas serra entro la metà del secolo. I leader di 77 Paesi hanno firmato il “<a href="https://www.cbd.int/article/leaders-pledge-for-nature">Leaders&#8217; pledge to nature</a>”, un’iniziativa unitaria per invertire la perdita di biodiversità entro il 2030.Tuttavia, si legge nel Rapporto, molti di questi accordi non sono supportati da piani adeguati per raggiungere gli obiettivi legati alla tutela del suolo e della filiera alimentare. Nella maggior parte dei Paesi, infatti, non esistono politiche integrate e strategie a lungo termine per la soluzione ai problemi di tutela del suolo. “Un fatto particolarmente evidente in relazione alla conservazione e al ripristino della biodiversità dove obiettivi ambiziosi non sono stati raggiunti”. Unica eccezione potrebbe essere l&#8217;Unione europea, che, con il lancio del Green deal, ha messo a punto una strategia globale che copre l&#8217;intero sistema alimentare e di utilizzo del suolo, spiega il report.Per risolvere questa criticità, il documento presenta 20 percorsi nazionali, in grado di individuare le aree di intervento per la transizione verso gli <a href="https://ec.europa.eu/clima/policies/strategies/2050_it">obiettivi per il 2050</a> in materia di sicurezza alimentare, dieta sana, emissioni di gas serra, biodiversità, conservazione delle foreste e uso dell’acqua dolce, fornendo allo stesso tempo un quadro per coinvolgere tutti gli <em>stakeholder</em> nelle decisioni. Senza una prospettiva a lungo termine, scrivono gli autori, “i Paesi rischiano di restare bloccati in infrastrutture e sistemi di uso del suolo non sostenibili, il che renderebbe il raggiungimento degli obiettivi di metà secolo molto più costoso se non impossibile”. Per questa ragione il report identifica anche dei parametri tecnologici di riferimento necessari per raggiungere l’aumento della produttività e dell’efficienza.Quello che ci apprestiamo a vivere è un anno decisivo per la lotta in favore di un uso sostenibile del suolo e dei sistemi alimentari: la Cina ospiterà il <a href="http://sdg.iisd.org/events/2020-un-biodiversity-conference/">summit delle Nazioni unite sulla biodiversità</a> a Kunming; nel palazzo di Vetro delle Nazioni unite a New York si terrà un <a href="https://sdg.iisd.org/events/2021-un-food-systems-summit/">vertice sui sistemi alimentari</a> e Glasgow ospiterà la <a href="https://ukcop26.org/it/iniziale/">COP26</a> a presidenza anglo-italiana. Questi tre importanti incontri offrono l&#8217;opportunità di aumentare il livello di ambizione, innalzare l’attenzione sull&#8217;uso del suolo e dei sistemi alimentari e accelerare l&#8217;attuazione di strategie integrate, scrivono gli autori del lavoro. che invitano a strutturare le prossime azioni su tre fronti:</h4>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<h6>i governi dovranno adottare un coraggioso “Quadro globale per la biodiversità post-2020”, che stabilisca obiettivi ambiziosi per la protezione e il ripristino della natura;</h6>
</li>
<li>
<h6>tutti i Paesi dovranno accelerare la progettazione e l&#8217;attuazione di strategie integrate, in particolare attraverso strategie climatiche più ambiziose che integrino l&#8217;uso del suolo e i sistemi alimentari. In particolare, ciò richiederà l&#8217;inclusione della biodiversità e delle mappe per la progettazione dell&#8217;uso del suolo a lungo termine nelle strategie climatiche, attingendo alle recenti esperienze della Cina e di altri Paesi;</h6>
</li>
<li>
<h6>i Paesi sviluppati dovranno mobilitare finanziamenti aggiuntivi a favore di obiettivi specifici, ad esempio per il clima o per la tutela della biodiversità.</h6>
</li>
</ul>
<p><a href="https://www.foodandlandusecoalition.org/fable/">Scarica il Rapporto</a></div>
</div>
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		<title>PSR 2014-2020 DESTINATARI I COMUNI</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2020 07:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro D'Aprile</dc:creator>
				<category><![CDATA[AGRICOLTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie Proposte]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Stato di attuazione dei PSR italiani 2014-2020.</strong> 
<h4 style="text-align: justify;">Successivamente alla conclusione del negoziato europeo sui fondi PAC 2014-2020, in sede di Conferenza Stato-Regioni del 16 gennaio 2014 sono stati definiti i criteri di riparto</h4> <a href="https://lorizzonte.net/?p=24697">Continua lettura...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Stato di attuazione dei PSR italiani 2014-2020.</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;">Successivamente alla conclusione del negoziato europeo sui fondi PAC 2014-2020, in sede di Conferenza Stato-Regioni del 16 gennaio 2014 sono stati definiti i criteri di riparto delle risorse, nonché gli stanziamenti di quota comunitaria e nazionale tra le Regioni e Province autonome. Rispetto alla passata programmazione, come già detto nel paragrafo 1.2.1., accanto ai PSR regionali ed al Programma Rete Rurale Nazionale è stato inserito un programma nazionale articolato su tre tematiche strategiche: gestione del rischio, biodiversità animale e infrastrutture per l’irrigazione. La tabella seguente fornisce il riparto delle risorse tra le regioni e province autonome così come stabilito nell’accordo della Conferenza Stato/Regioni(1).</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Per quanto riguarda l’attuazione finanziaria dei PSR italiani, la fotografia scattata alla fine di dicembre 2019 (cfr. tabella seguente) indica un avanzamento della spesa pubblica (comprensiva della quota FEASR) pari a circa il 43% della dotazione complessiva totale. Tale media si attesta al 45,6% ed al 44,7%, per i gruppi, rispettivamente, delle Regioni più sviluppate e di quelle in transizione, mentre cala al 38,8% nelle Regioni meno sviluppate.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Le performance finanziarie dei Programmi regionali risultano molto differenziate anche all’interno dei tre raggruppamenti macro. Infatti, se all’interno delle Regioni più sviluppate si trovano i tre PSR con il più alto tasso di attuazione a livello nazionale (Bolzano con il 64,7%, Veneto con il 56,9% e Trento con il 51,6%), l’avanzamento di 7 Programmi su 13 risulta più basso della media del gruppo. Tra questi spicca il PSR Marche, che mostra un avanzamento della spesa pari di poco superiore al 30%, registrando una performance seconda solamente a quella del PSR Puglia, il cui tasso di esecuzione si ferma al 29%. Sebbene rientri tra le Regioni in transizione, l’Abruzzo registra un livello di avanzamento più basso (34,5%) di tutte le Regioni meno sviluppate, ad eccezione della Puglia, piazzandosi, sotto il profilo delle performance attuative, al terzo posto nella classifica delle Regioni con il minor tasso di esecuzione.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Tra le Regioni meno sviluppate spicca il risultato del PSR Calabria, che con un tasso di esecuzione del 50,3% si colloca dopo i tre Programmi sopra citati con il maggiore avanzamento della spesa. Emerge inoltre come i Programmi di Sicilia e Campania, i più “ricchi” in termini risorse assegnate, registrino tassi di esecuzione simili a quelli dei PSR di Lazio e Liguria. Infine, il PSR Puglia, prima citato come il più lento sotto il profilo del tasso di esecuzione finanziaria, risulta anche essere l’unico Programma italiano ad aver perso risorse (oltre 86 ME di quota FEASR, ai quali si aggiunge il cofinanziamento nazionale obbligatorio per un totale di 142,3 ME), non essendo riuscito ad evitare il disimpegno automatico di cui alla regola “n+3”(2).</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Ragionando sui valori assoluti, come facilmente ipotizzabile, sono i due Programmi maggiormente dotati finanziariamente ad aver speso di più: la Sicilia con quasi 870 Meuro e la Campania con circa 715 Meuro. A questi seguono i PSR Veneto (665 Meuro), Sardegna (quasi 625 Meuro), Emilia Romagna (576 Meuro) e Calabria (548 Meuro). Per concludere, oltre alle informazioni sopra evidenziate, la tabella seguente fornisce anche alcune indicazioni sull’andamento della spesa negli ultimi mesi del 2019. Infatti, mentre nel gruppo delle Regioni più sviluppate la spesa realizzata negli ultimi due mesi e mezzo dell’anno è pari a circa il 12% della spesa cumulata dal gennaio 2015, tale media risulta raddoppiata nel PSR Marche (circa il 25%). In Abruzzo tale quota supera un terzo del totale (34%), mentre nelle Regioni in transizione tra la metà di ottobre e la fine di dicembre il tasso considerato supera di poco il 15%. Nelle Regioni meno sviluppate, dove le Regioni hanno speso mediamente circa il 19% del totale programmato negli ultimi due mesi e mezzo dell’anno, sopra tale quota si collocano i PSR Puglia e Sicilia. Al contrario, nel medesimo intervallo temporale il PSR Calabria ha speso meno del 9%.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Tale andamento della spesa non sorprende, considerando che, al 30 novembre 2019, l’Italia rischiava di perdere circa 435 Meuro di risorse (250 Meuro quota FEASR ed il resto proveniente dal cofinanziamento nazionale)(3): tra le regioni a rischio disimpegno c’erano la Puglia, con oltre 200 Meuro, unica regione ad aver poi effettivamente subito il disimpegno, ma anche la Sicilia (75 Meuro) Basilicata (40 Meuro), Abruzzo (35 Meuro), Campania (30 Meuro), Liguria (27 Meuro) e Marche (6 Meuro).</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Un ulteriore spunto di approfondimento riguarda l’attuazione dei Programmi al livello delle singole misure. Queste si distinguono essenzialmente in due gruppi: da un lato le “misure a investimento”, ovvero quelle che comportano interventi riguardanti beni mobili, immobili o immateriali, dall’altro le “misure a superficie/capo”, vale a dire quelle per le quali il premio viene erogato sulla base della superficie o dei capi impegnati. Semplificando un po’, visto che non sempre tutte le tipologie di intervento previste da una singola misura rientrano perfettamente nei due gruppi, si può affermare che rientrano tra le misure a investimento quelle di seguito elencate:</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• Misura 1: Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione;</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• Misura 2: Servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole;</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• Misura 3: Regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari;</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• Misura 4: Investimenti in immobilizzazioni;</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• Misura 5: Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e da eventi catastrofici e introduzione di adeguate misure di prevenzione;</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• Misura 6: Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese;</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• Misura 7: Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali;</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• Misura 8: Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste (con l’eccezione del premio annuale previsto per gli interventi di forestazione e imboschimento e di allestimento di sistemi agroforestali alle lettere);</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• Misura 16: Cooperazione;</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• Misura 19: Sostegno allo sviluppo locale Leader;</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• Misura 20: Assistenza tecnica.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• Rientrano invece tra le misure a superficie/capo:</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• Misura 10: Pagamenti agro-climatico-ambientali;</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• Misura 11: Agricoltura biologica;</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• Misura 13: Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici;</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• Misura 14: Benessere degli animali;</h4>
<h4 style="text-align: justify;">• Misura 15: Servizi silvo-climatico-ambientali e salvaguardia della foresta. La tabella di seguito offre un quadro dell’andamento a livello nazionale delle varie misure attivate dai PSR regionali.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Sotto la definizione di misura rientrano una serie di operazioni che possono risultare anche molto differenti da Programma a Programma, ed il cui livello di avanzamento potrebbe oscillare in maniera molto sensibile. Il prospetto seguente, pur operando una semplificazione, fornisce comunque un’idea del tasso di esecuzione di ciascuna misura e del contributo che la stessa sta assicurando all’avanzamento finanziario della programmazione dello sviluppo rurale.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">La misura 4, relativa agli investimenti aziendali in immobilizzazioni materiali, è quella con la maggiore dotazione finanziaria, con oltre 5,6 miliardi di euro di spesa pubblica programmata. Tra le misure a investimento è anche quella che registra il più alto tasso di esecuzione (oltre il 28%). Seguono, limitando il campo alle misure a investimento più robuste sotto il profilo finanziario, le Misure 6 e 7, con, rispettivamente, circa un quarto e quasi un quinto di spesa già effettuata sul totale programmato.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Passando all’esame delle misure a superficie/capo, risulta evidente un tasso di esecuzione generalmente più elevato, riconducibile sia alla minore complessità procedurale che caratterizza le misure a superficie, sia alla natura stessa dell’aiuto pubblico concesso nell’ambito delle misure a investimento. In relazione al primo aspetto, mentre per le misure a investimento il processo di selezione dei potenziali beneficiari si fonda su un’istruttoria di ammissibilità formale cui segue una valutazione della proposta progettuale sulla base di criteri di selezione definiti ex ante, nel caso delle misure a superficie il potenziale beneficiario deve assolvere a determinati requisiti ed assumere degli impegni sulla base dei quali verrà calcolato il premio da corrispondergli.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Tali impegni verranno verificati posteriormente in sede di controllo. Emerge in modo chiaro come tale modalità di sostegno risulti del tutto differente da quella messa in campo nell’ambito delle misure a investimento &#8211; secondo aspetto di cui sopra -, dove la necessità del co-finanziamento privato (ad eccezione dei soggetti pubblici), l’esigenza della polizza fidejussoria in caso di richiesta dell’anticipo ed il rimborso per stati di avanzamento dei lavori rende più lento il processo di spesa, anche in presenza di aziende in buona salute ed in contesti ottimali di attuazione.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Tornando quindi alle performance esecutive delle misure a superficie, spicca certamente quella della Misura 13: l’avanzamento della spesa per le indennità compensative ha infatti superato il 70% della dotazione complessiva. Tra quelle più dotate di risorse, emerge anche l’ottimo risultato del biologico (M11), che ha speso oltre il 60% del programmato, mentre per i pagamenti agro-climatico ambientali il tasso di esecuzione finanziario sfiora il 59%. Infine, seppur molto meno rilevante sotto il profilo della dotazione finanziaria, va comunque evidenziata anche l’ottima performance della M14, con la spesa realizzata pari a oltre il 60% di quella programmata.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Rispetto al benessere animale è doveroso puntualizzare che quasi il 58% delle risorse programmate a livello nazionale sono concentrate nel PSR Sardegna, che già nel ciclo di programmazione 2000-2006, con la misura FB “Miglioramento del benessere animale”, aveva introdotto per prima tale azione nell’ambito della politica regionale di sviluppo rurale.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">A conclusione della disamina dello stato di attuazione generale dei PSR italiani, con una certa dose di generalizzazione è possibile affermare che un più elevato tasso di esecuzione finanziaria è certamente una buona proxy di una maggiore capacità di pianificazione e di organizzazione e di gestione dei processi amministrativi. In tali contesti non emergono infatti “corse dell’ultimo minuto” finalizzate ad evitare la perdita dei finanziamenti, che 309 Appendice spesso possono condurre ad una minore “qualità” della progettualità finanziata(4).</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Non ci sono ancora gli elementi per poter correlare avanzamento finanziario e risultati dell’attuazione fisica degli interventi: forse qualcosa di interessante potrebbe emergere dalle attività di valutazione condotte sino a questo momento, le cui risultanze intermedie sono confluite nel capitolo 7 della Relazione Annuale di Attuazione (RAA) 2018(5). È più probabile però che in tale fase le attività di valutazione si siano concentrate su aspetti procedurali e sull’analisi della rilevanza della progettualità promossa(6), visto il livello generalmente basso dell’attuazione fisica degli interventi finanziati, e la necessità di attendere un certo periodo di tempo prima di poter procedere ad un’analisi di efficacia.</h4>
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		<title>CONTRATTI DI SVILUPPO CALABRIA</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 15:47:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro D'Aprile</dc:creator>
				<category><![CDATA[AGRICOLTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie Proposte]]></category>

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		<description><![CDATA[<h4><a title="Accordi di programma Campania e Calabria: 880 mln tra investimenti pubblici e privati" href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/198-notizie-stampa/2036888-accordi-di-programma-campania-e-calabria-880-mln-tra-investimenti-pubblici-e-privati">Accordi di programma Campania e Calabria: 880 mln tra investimenti pubblici e privati</a></h4> <a href="https://lorizzonte.net/?p=18779">Continua lettura...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4><a title="Accordi di programma Campania e Calabria: 880 mln tra investimenti pubblici e privati" href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/198-notizie-stampa/2036888-accordi-di-programma-campania-e-calabria-880-mln-tra-investimenti-pubblici-e-privati">Accordi di programma Campania e Calabria: 880 mln tra investimenti pubblici e privati</a></h4>
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		<title>CONOSCERE L&#8217;EUROPA- Sviluppo Rurale</title>
		<link>https://lorizzonte.net/?p=19050</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2017 04:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro D'Aprile</dc:creator>
				<category><![CDATA[AGRICOLTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie Proposte]]></category>

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		<description><![CDATA[<div> 
<div> 
<div><strong>Sviluppo rurale 2014-2020</strong></div> 
<div></div> 
</div> 
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<h4 style="text-align: justify;">La politica di sviluppo rurale dell’UE aiuta le zone rurali dell’Unione ad affrontare la vasta gamma di problemi economici, ambientali e sociali del</h4></div></div> <a href="https://lorizzonte.net/?p=19050">Continua lettura...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
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<div><strong>Sviluppo rurale 2014-2020</strong></div>
<div></div>
</div>
</div>
<div>
<div>
<h4 style="text-align: justify;">La politica di sviluppo rurale dell’UE aiuta le zone rurali dell’Unione ad affrontare la vasta gamma di problemi economici, ambientali e sociali del XXI secolo. Spesso chiamata &#8220;il secondo pilastro&#8221; della politica agricola comune (PAC), integra il regime di pagamenti diretti agli agricoltori con misure di gestione dei mercati agricoli (il cosiddetto &#8220;primo pilastro&#8221;). La politica di sviluppo rurale condivide una serie di obiettivi con altri fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE).</h4>
</div>
<h4 style="text-align: justify;">La politica di sviluppo rurale dell&#8217;UE è finanziata dal <a lang="en" href="https://ec.europa.eu/agriculture/cap-funding_en" xml:lang="en">Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)</a>, con una dotazione di cento miliardi di euro per il periodo 2014-2020, e durante questi sette anni <a lang="en" href="https://ec.europa.eu/agriculture/sites/agriculture/files/rural-development-2014-2020/country-files/common/funding-per-ms_en.pdf" xml:lang="en">ciascun paese dell&#8217;UE riceve un contributo finanziario</a>. Ciò mobiliterà ulteriori 61 miliardi di euro di finanziamenti pubblici da parte degli Stati membri.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"></h4>
<h4 style="text-align: justify;">Durante questo periodo, nei ventotto Stati membri sono previsti <a lang="en" href="https://ec.europa.eu/agriculture/sites/agriculture/files/rural-development-2014-2020/country-files/common/number-of-rdp-per-country_en.pdf" xml:lang="en">118 diversi programmi di sviluppo rurale</a>, tra cui venti programmi unici a livello nazionale, mentre otto Stati membri hanno scelto di avviare due o più programmi (regionali).</h4>
<h4 style="text-align: justify;"></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><b>Il quadro dell’UE per i programmi di sviluppo rurale</b></h4>
<h4 style="text-align: justify;">Gli Stati membri e le regioni elaborano i rispettivi programmi di sviluppo rurale in funzione dei bisogni dei loro territori e tenendo conto di almeno quattro delle seguenti sei <strong>priorità comuni dell&#8217;UE</strong>:</h4>
<ul>
<li>
<h4 style="text-align: justify;">promuovere il trasferimento di conoscenze e l&#8217;innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali</h4>
</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<h4>potenziare la redditività e la competitività di tutti i tipi di agricoltura e promuovere tecnologie innovative per le aziende agricole e una gestione sostenibile delle foreste</h4>
</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<h4>favorire l&#8217;organizzazione della filiera alimentare, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo</h4>
</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<h4>preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi relativi all&#8217;agricoltura e alle foreste</h4>
</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<h4>incoraggiare l&#8217;uso efficiente delle risorse e il passaggio a un&#8217;economia a basse emissioni di CO2 e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale</h4>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<h4 style="text-align: justify;">promuovere l&#8217;inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali.</h4>
</li>
</ul>
<h4></h4>
<h4 style="text-align: justify;">Le priorità in materia di sviluppo rurale sono suddivise in &#8220;<strong>settori specifici</strong>&#8220;. Ad esempio, la priorità attribuita all’efficienza delle risorse comprende i settori specifici: &#8220;ridurre le emissioni di gas a effetto serra e di ammoniaca prodotte dall’agricoltura&#8221; e &#8220;promuovere la conservazione e il sequestro del carbonio nel settore agricolo e forestale&#8221;. Nei rispettivi programmi di sviluppo rurale, gli Stati membri o le regioni fissano obiettivi quantificati rispetto a tali settori specifici. Poi indicano le misure che intendono attuare per raggiungere tali obiettivi e l&#8217;importo dei fondi che intendono stanziare per ognuna di esse. Almeno il 30% dei finanziamenti per ciascun programma di sviluppo rurale deve essere destinato a misure relative all’ambiente e ai cambiamenti climatici, e almeno il 5% all&#8217;iniziativa LEADER.  Per ulteriori informazioni sui risultati attesi consultare la <a href="https://cohesiondata.ec.europa.eu/funds/eafrd">piattaforma di dati aperti</a> relativi ai fondi SIE e le <a lang="en" href="https://ec.europa.eu/agriculture/rural-development-2014-2020/country-files_en" xml:lang="en">schede informative dei singoli programmi di sviluppo rurale</a>.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><b>Lo sviluppo rurale come parte di una più ampia strategia dell&#8217;UE in materia di investimenti</b></h4>
<h4 style="text-align: justify;">A partire dal 2014, gli Stati membri devono concludere un <a lang="it" href="http://ec.europa.eu/contracts_grants/agreements/index_it.htm" xml:lang="it">accordo di partenariato</a> che prevede il coordinamento di tutti i <a lang="it" href="http://ec.europa.eu/contracts_grants/funds_it.htm" xml:lang="it">finanziamenti dei fondi strutturali dell&#8217;UE (fondi SIE)</a> in ciascun paese. La Commissione europea e gli Stati membri stanno inoltre lavorando assieme alla <a title="Banca europea per gli investimenti (BEI)" href="http://www.eib.org/efsi/index.htm?media=shortlink" target="_blank">Banca europea per gli investimenti (BEI)</a> alla messa a punto di strumenti finanziari nell&#8217;ambito del FEASR. L&#8217;attuazione e l&#8217;incidenza della politica di sviluppo rurale sono <a lang="en" title="controllo e valutazione" href="https://ec.europa.eu/agriculture/evaluation/rural-development-reports_en" xml:lang="en">controllate e valutate</a> attentamente. Informazioni più dettagliate sui singoli progetti sono reperibili attraverso la <a title="Rete europea per lo sviluppo rurale (RESR)" href="https://enrd.ec.europa.eu/en/home-page" target="_blank">rete europea per lo sviluppo rurale (RESR)</a>, la rete del <a title="Partenariato europeo per l’innovazione" href="https://ec.europa.eu/eip/agriculture/" target="_blank">partenariato europeo per l’innovazione (PEI)</a> e il sito web di <a title="EUbudget4results" href="http://ec.europa.eu/budget/euprojects/search-projects_en?combine=&amp;broad_area=2282&amp;project_country=All&amp;programme=All&amp;priorities=All&amp;=Apply" target="_blank">EU budget for results</a>.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"></h4>
</div>
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