Abbiamo analizzato le affermazioni del discorso di insediamento della Premier Meloni, tenuto il 25 ottobre alla Camera, in cui la neo Presidente del consiglio si è espressa su evasione fiscale, dati sull’inflazione italiana e dell’Unione europea, previsioni di crescita del Pil nazionale e dell’area euro.
I numeri di Giorgia Meloni sull’economia italiana in cinque grafici
1) Nel discorso per la fiducia alla Camera del 25 ottobre, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che intende perseguire una “serrata lotta all’evasione fiscale (a partire da evasori totali, grandi imprese e grandi frodi sull’Iva) accompagnata da una modifica dei criteri di valutazione dei risultati dell’Agenzia delle Entrate”. La propensione all’evasione, però, si concentra soprattutto tra società di persone e imprese individuali: le società di capitali, infatti, pagano l’Ires (propensione alla sottodichiarazione del 24,1 per cento) a differenza di quelle più piccole e dei lavoratori autonomi che pagano l’Irpef su lavoro autonomo e sull’impresa (propensione al 66,9 per cento). L’evasione dell’Ires vale circa 8 miliardi annui, mentre quella sull’Irpef per autonomi e imprese è pari a 23 miliardi.
2)Meloni ha anche affermato che “oltre al caro energia, le famiglie italiane si ritrovano a dover fronteggiare un livello di inflazione che ha raggiunto l’11,1 per cento su base annua e ne sta erodendo inesorabilmente il potere d’acquisto”. Il dato dichiarato dalla Premier non è corretto: l’ultimo dato sull’inflazione in Italia indica una crescita media dei prezzi dell’8,9 per cento a settembre 2022 rispetto allo stesso mese del 2021. Il dato cui Meloni sembra far riferimento è quello del prezzo dei beni alimentari, che a settembre 2022 è aumentato dell’11,4 per cento su base annua.
3)Meloni ha affermato che “La Banca centrale europea, nel mese di settembre, ha rivisto le previsioni di crescita 2023 per l’Area euro, con un taglio di ben 1,2 punti percentuali rispetto alle previsioni del mese di giugno, prevedendo una crescita di appena lo 0,9 per cento”.
Il dato è esatto: la previsione in questione è stata pubblicata nel settembre 2022, con un taglio di 1,2 punti percentuali alla crescita rispetto alle previsioni della Bce di giugno 2022.
4) Meloni ha anche dichiarato: “Nell’ultima nota di aggiornamento al DEF, la previsione di crescita del PIL in Italia per il 2023 si ferma allo 0,6 per cento, esattamente un quarto del 2,4 per cento previsto nel Documento di economia e finanza di aprile e le previsioni del Mef sono addirittura ottimistiche rispetto a quelle più recenti del Fondo Monetario Internazionale, secondo le quali per l’economia italiana il 2023 sarà un anno di recessione: meno 0,2 per cento, il peggior risultato tra le principali economie mondiali dopo quello della Germania”.
I dati citati sono corretti, sia per quanto riguarda la Nadef, che il World economic outlook di ottobre del Fondo monetario internazionale. È anche vero che l’Italia è il secondo peggior paese per crescita in Europa tra quelli analizzati dal Fmi, davanti solo alla Germania.
5) Giorgia Meloni ha anche parlato di un Italia che stenta a crescere, affermando: “Negli ultimi 20 anni l’Italia è cresciuta complessivamente del 4 per cento, mentre Francia e Germania di più del 20 per cento”.
Secondo la Presidente del consiglio, l’Italia sarebbe cresciuta del 4 per cento negli ultimi vent’anni, ma il Pil reale si è in realtà ridotto del 1,1 per cento. È vero, invece, che sia la Germania che la Francia sono cresciute di oltre il 20 per cento (23,5 e 22,1 per cento, rispettivamente). Il numero cui Meloni potrebbe riferirsi è il Pil pro capite, ma in quel caso la crescita è del -4 per cento, non del +4.
