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IL SISTEMA ECONOMICO

Il sistema economico è l’insieme dei soggetti che svolgono attività economica, cioè l’insieme di tutte le operazioni compiute dall’uomo per procurarsi i beni e i servizi necessari al soddisfacimento dei suoi bisogni. L’attività economica opera all’interno di un contesto di regole e sotto l’influenza di fattori culturali, ambientali, religiosi, politici, tecnico-scientifici.

 I soggetti economici, sono tutti coloro che svolgono attività economica. I soggetti economici operano delle scelte e danno a operazioni che generano atti di scambio, che sono:

  • la famiglia, che è un soggetto economico non orientato al lucro (non-profit): si procura il denaro con il lavoro di alcuni dei suoi componentie con i frutti di ricchezze in precedenza accumulate.
  • l’impresa, è un soggetto economico orientato al lucro (profit oriented) che attua un processo di produzione di beni e servizi da destinare allo scambio con lo scopo di conseguire un utile;acquista i fattori produttivi (risorse che devono essere utilizzatein modo coordinato per esercitare le attività di produzione diretta e indiretta) fra cui il lavoro. . . paga i tributi.
  • lo Stato, che è una comunità organizzata stabilmente su un territorio, il cui fine è quello di determinare e soddisfare i bisogni collettivi di coloro che ne fanno parte;è dotato di sovranità, cioè del potere di emanare leggi, di imporne l’applicazione e di punire i trasgressori;
  • il resto del mondo, che è rappresentato da qualsiasi paese, ente o operatore straniero che entri in rapporto con il sistema economico nazionale.

I TIPI DI SISTEMI ECONOMICI

Ci sono tre modelli di sistema economico:

  • il sistema economico liberista, che è caratterizzato dalla proprietà privata dei mezzi di produzione e per la presenza di un libero mercato;- segue il principio del laissez-faire;

    - i prezzi si formano liberamente sul mercato;

    - lo Stato non interviene sul mercato;

  • il sistema economico collettivista, si caratterizza per la proprietà pubblica dei mezzi di produzione, diversi dalla forza lavoro e per la presenza di una pianificazione della vita economica da parte dello stato, che è proprietario di tutti i mezzi di produzione;- emana le scelte politiche e le impone ai soggetti;

    - l’inconveniente: limita la libertà personale;

  • il sistema economico misto, presenta elementi caratteristici sia del sistema economico liberista sia del sistema economico collettivista;- i prezzi si formano sul libero mercato, ma lo stato può intervenire;

    - l’inconveniente: imprese pubbliche inefficienti.

Con il cambiamento climatico e il problema dell’inquinamento al centro del dibattito pubblico, in questo periodo di frequente ci si imbatte nell’espressione economia circolare. Ma cosa si intendere per circolare? Che tipo di vantaggi ha e cosa la differenzia dall’economia tradizionale? Con l’espressione economia circolare si intende un’economia che rigenera se stessa, in cui materiali e scarti della produzione, siano essi biologici o tecnici, possono essere nuovamente valorizzati e utilizzati, quindi non vengono dispersi nell’ambiente. Per questo possiamo dire che si tratta di un’economia virtuosa in cui tutti i processi di produzione sono ad impatto zero (o comunque a bassissimo impatto).
Tra economia circolare e tradizionale c’è una netta differenza: quest’ultima è totalmente fondata sull’ iper-sfruttamento delle risorse naturali e ha come obbiettivo la massimizzazione del profitto. Mentre nell’ economia circolare vengono riviste tutte le fasi produttive  - per minimizzare l’impatto ambientale – in funzione di questi 4 principi:

1 – ECO PROGETTAZIONE

Vuol dire che di un prodotto va progettato il suo funzionamento ma anche il suo impiego successivo. Dovrà, insomma, avere delle caratteristiche che ne consentano la sua trasformazione ed il suo utilizzo in qualcos’altro. Questo avviene già con materiali come la plastica e il vetro, anche se non tutti gli oggetti prodotti con questi materiali possono essere facilmente riciclati. Ad esempio lo sono le bottiglie di plastica che già tutti ricicliamo ma altri prodotti composti da materiali diversi hanno una gestione più complessa. Un giocattolo, ad esempio, è fatto di plastica, metallo, stoffa… in questo caso il giocattolo andrebbe smontato ed i materiali riciclati separatamente. Ma questo non sempre è possibile perché i pezzi non sono stati progettati per staccarsi! Ecco, secondo i principi dell’economia circolare, qualunque prodotto deve poter essere smontato, riutilizzato e riciclato senza difficoltà.

2 – VERSATILITA’

Tutto ciò che viene prodotto deve essere versatile e adattabile al cambiamento delle condizioni esterne. Insomma, un oggetto deve poter avere più vite, più opportunità di essere utilizzato. Pensiamo ad esempio al gigantesco pneumatico di un camion che, una volta consumato, può diventare un vaso per i fiori oppure dei giochi in un parco pubblico.

3 – AFFIDARSI ALLE ENERGIE RINNOVABILI

Nell’economia circolare i combustibili fossili – inquinanti e con scarti non riutilizzabili – vanno abbandonati a favore delle energie rinnovabili: energia solare, eolica, idroelettrica, marina, geotermica… Le energie rinnovabili sono inesauribili e non inquinano.

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