Enti Territoriali: cosa sono e come funzionano gli avanzi spendibili?
Perché è importante comprendere il tema della formazione e della spendibilità dell’avanzo di amministrazione degli enti territoriali? Perché questi enti costituiscono le istituzioni pubbliche più vicine al cittadino, la cui vita quotidiana è influenzata direttamente dalle scelte da esse operate e dalla relativa situazione contabile.
La legge di bilancio 2019 ha introdotto notevoli modifiche in materia di obiettivi di finanza pubblica per gli enti territoriali. Questi sono ora definiti come il rispetto del bilanciamento contabile tra tutte le entrate e tutte le uscite di competenza, a differenza di quanto previsto dalla precedente normativa (L. 243/2012) dove si faceva riferimento ad un saldo contabile calcolato escludendo alcune poste di bilancio, sia dal lato delle entrate che dal lato delle uscite. La conseguenza principale di questa ridefinizione degli obiettivi di finanza pubblica è la possibilità per gli enti territoriali di computare, nel rispetto dei principi contabili vigenti (d.lgs. n. 118/2011) nel saldo (pareggio) anche l’avanzo di amministrazione derivante dall’esercizio precedente.
Ma cos’è l’avanzo di amministrazione?
Per un ente territoriale, l’avanzo di amministrazione è costituito dalla differenza tra le entrate e le spese, in accordo con quanto rilevato dalla gestione di competenza, a cui va sommata la gestione dei residui attivi e passivi.
Le componenti dell’avanzo
L’avanzo di amministrazione, è costituito da una serie di componenti:
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L’avanzo accantonato: costituito dalle risorse per le quali è previsto un obbligo di accantonamento in previsione di spese future. Ne sono un esempio il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE), la cui funzione è quella di coprire spese che potrebbero risultare non esigibili, e il Fondo di Anticipazione Liquidità (FAL).
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L’avanzo vincolato: raccoglie le risorse vincolate ad una specifica destinazione su disposizione dell’ente che le ha trasferite, o della legislazione vigente.
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L’avanzo destinato a finanziare spese per investimenti: le risorse sono appunto indirizzate al finanziamento esclusivo degli investimenti.
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L’avanzo libero o disponibile: contiene le risorse di cui l’ente può usufruire liberamente, e si ottiene sottraendo all’avanzo complessivo (risultato complessivo di amministrazione) le altre sue componenti (avanzo accantonato, vincolato e destinato a finanziare spese per investimenti). Questa parte dell’avanzo risulta fondamentale, in quanto, se negativo, determina la condizione di disavanzo per l’ente locale.
