TARI: calcolo e funzionamento della tassa sui rifiuti
Quali Soggetti Devono Pagare La TARI, La Tassa Sui Rifiuti? Come Si Effettua Il Calcolo? Quali Sono Le Scadenze Annuali? Quali I Codici Tributo? In Questa Breve Guida Daremo Risposta Alle Vostre Domande.
La TARI è la tassa sui rifiuti, entrata in vigore con la Legge n. 147/2013 (art. 1 co. 641 – 668 e 686), ed è di competenza del Comunale. Ogni anno milioni di contribuenti sono chiamati al pagamento di questa tassa destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in relazione al Comune di riferimento dell’immobile.
In questo contributo andremo a fare un breve riepilogo di tutti gli elementi indispensabili da conoscere per farsi trovare pronti al pagamento e scoprire se si fosse, eventualmente, esonerati dal pagamento della tassa.
Indice degli Argomenti
- Che cos’è la TARI?
- Chi deve pagare la tassa sui rifiuti?
- Come si calcola la TARI?
- Quali sono le scadenze di pagamento?
- Bonus TARI E Riduzioni
- Come verificare il pagamento della TARI
- La TARI dei non residenti calmierata: la giurisprudenza
- La Dichiarazione TARI
- Domande Frequenti
Che Cos’è La TARI?
Introdotta dall’articolo 1, comma 639, della Legge n. 147/2013 (cd. Legge di stabilità per l’anno 2014), la TARI è la tassa sui rifiuti che ha sostituito sia la TIA, la tassa sull’igiene ambientale, la TARSU, cioè la tassa tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, e la Tares, tributo comunale sui rifiuti e sui servizi.
La TARI è una tassa territoriale che complisce la produzione di rifiuti, che è a carico dei cittadini in relazione alla detenzione di un diritto reale (o di utilizzo) sui beni immobili. La tassa ha l’obiettivo di sostenere economicamente il servizio territoriale che garantisce il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Di fatto, quindi, si tratta di una tassazione comunale che il singolo Comune stabilisce annualmente.
La tassa viene applicata per l’immobile in cui il cittadino produce rifiuti urbani: può trattarsi di un immobile di proprietà, come di un immobile posto in affitto, oppure di una struttura in cui a produrre rifiuti urbani è una determinata azienda o attività. Viene esclusa dal calcolo della TARI unicamente quella zona che non produce rifiuti, perché inutilizzabile oppure non fruisce al servizio pubblico urbano. Per esempio si deve provvedere al pagamento della TARI nel caso in cui si possieda un giardino, mentre questo non è applicato nel caso di un posto macchina all’aperto.
Di fatto questa imposta è collegata direttamente alla produzione dei rifiuti: il comune propone una tariffa a tutti i cittadini in base alla quantità dei rifiuti prodotti. Per questo motivo per stabilire qual è il calcolo esatto della TARI per la propria abitazione o immobile, bisogna verificare tutta una serie di fattori come la superficie dell’immobile in questione. La tassa viene poi pagata annualmente secondo quanto previsto dai regolamenti comunali.
Chi Deve Pagare La Tassa Sui Rifiuti?
Ai sensi dell’art. 1 c. 641 Legge n. 147/2013, il pagamento della TARI spetta a tutti coloro i quali siano in possesso, o detengano a qualsiasi titolo immobili, che siano essi locali o aree scoperte, purché siano suscettibili di produrre rifiuti urbani. Rientrano quindi in questa categoria i titolari dei diritti annessi a:
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Locazione, salvo che si tratti di locazione transitoria;
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Comodato d’uso;
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Usufrutto;
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L’affittuario;
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Proprietà.
In tutti i casi di detenzione temporanea, la cui durata complessiva non superi i sei mesi nel corso dello stesso anno solare, infatti, l’art. 1 c. 643 Legge n. 147/2013 prevede che in la tassa sia dovuta soltanto dal possessore dei locali e delle aree che sia al contempo proprietario o titolare di un diritto reale di godimento.
Le imprese sono anche obbligate al pagamento di questa imposta nel momento in cui producono rifiuti urbani, anche se negli ultimi anni sono state introdotte specifiche agevolazioni a causa della crisi sopraggiunta con l’arrivo della pandemia.
Il soggetto passivo della TARI è, quindi, il possesso o la detenzione di un immobile ubicato nel territorio nazionale. In caso di locazione dell’immobile il soggetto passivo della Tari è l’inquilino, soggetto detentore dell’immobile. In caso di “locazione turistica“, di durata inferiore a 30 giorni, o nel caso di “case vacanza“, il soggetto tenuto al pagamento della tassa è sempre il proprietario. In linea generale, in caso di detenzione temporanea di durata non superiore a 6 mesi nel corso dello stesso anno solare, la TARI è dovuta soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o superficie. Infine, in caso di immobili detenuti in multiproprietà, ogni proprietario è tenuto a versare la tassa in base alla propria quota di possesso
Chi È Escluso Della Tassazione?
Il pagamento della TARI è un onere che, invero, non grava su chiunque. Infatti sono previste alcune esclusioni alla contribuzione. È ormai accreditato che non sono tenuti al pagamento della stessa, i soggetti titolari di un’area oggettivamente inutilizzabile:
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Le aree scoperte pertinenziali o accessorie a civili abitazioni, come ad esempio le cantine, le terrazze scoperte, i balconi, i giardini, i cortili o anche i posto auto scoperti. Gli stessi immobili sono soggetti a tassazioni se sono utilizzati con finalità commerciali;
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Le aree condominiali comuni che non siano utilizzate oppure occupate in via esclusiva, quindi quelle normalmente oggetto di comune sfruttamento, quali androni dei palazzi, gli stenditoi, gli ascensori, le scale di accesso, luoghi di passaggio o altri luoghi.
Come Si Calcola La TARI?
Il calcolo della TARI è sicuramente la questione che più interessa tutti i contribuenti. Il punto di partenza per il calcolo è la considerazione che la tassa è direttamente proporzionale alla superficie calpestabile dell’immobile. Tale superficie è individuabile facendo un’apposita visura al catasto dei fabbricati. Su tutti gli immobili a destinazione abitativa l’Agenzia delle Entrate ha inserito in visura l’indicazione della superficie catastale utile ai fini TARI. Ogni proprietario ha, quindi, a disposizione nella visura la superficie utile ai fini del calcolo del tributo. Naturalmente la stessa informazione è a disposizione anche dei Comuni, che provvedono ad effettuare il calcolo della tassa per i contribuenti.
Anche se non è stato ancora previsto un criterio di misurazione dei rifiuti effettivamente prodotti, di norma versano di più i contribuenti che vivono in case di dimensioni maggiori e il cui nucleo familiare è più numeroso. I comuni devono, inoltre, seguire la regola europea seconda la quale la tassa deve coprire integralmente i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Per il calcolo della tassa sui rifiuti è necessario fare riferimento alle delibere approvate da ogni comune, che devono essere approvate entro il 31 luglio di ogni anno. Nella delibera vengono determinate le tariffe previste per ciascun tipo di utenze, gli esonero e le agevolazioni applicabili. Tuttavia, è possibile individuare i criteri generali che portano alla determinazione del calcolo della tassa. Questa, infatti, è suddivisa in due parti:
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La quota fissa;
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La quota variabile.
La parte fissa è determinata in base alle corrispondenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e dai relativi ammortamenti. La parte variabile, invece, serve a finanziare quei costi, per l’appunto variabili, come il trasporto dei rifiuti, la raccolta, il riciclo e lo smaltimento, è calcolata in relazione alla quantità di rifiuti attribuiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione (art. 3 c. 2 DPR n. 158/1999). Detto questo, in linea generale, gli elementi utili per il calcolo della tassa sui rifiuti sono i seguenti:
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Superficie in metri quadri e dati catastali, se disponibili;
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Periodo di imposta di riferimento;
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Composizione nucleo familiare (numero dei componenti);
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Quota fissa;
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Quota variabile;
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Quota provinciale 5 per cento.
Modalità Di Computo Della Superficie
Per le unità immobiliari a destinazione ordinaria (A, B, C) la superficie assoggettabile al tributo è calcolata al netto dei muri, di tutti i vani che compongono l’immobile, comprese le rampe di scale a uso esclusivo e gli eventuali accessori come cantine, garage, soffitte, ripostigli e i balconi e terrazze scoperte e simili chiusi su tre lati. Non rientrano nel calcolo le parti comuni, le superfici coperte di altezza inferiore a cm 150 (soffitte, sottoscala etc.) e i vani tecnici (centrali termiche, centrali elettriche, celle frigorifere, etc.).
Per le unità immobiliari a destinazione speciale, la superficie assoggettabile al tributo, è pari a quella calpestabile, con esclusione di quella parte di essa ove si formano di regola rifiuti speciali non assimilati, a condizione che il produttore ne dimostri l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente.
Il consiglio è quello di effettuare almeno una volta all’anno la verifica della vostra visura catastale. In questo modo è possibile verificare se vi sono incoerenze o errori rispetto alla planimetria conservata agli atti del catasto, e la superficie calcolata e inserita in visura. In questi casi è opportuno il consulto di un esperto, ma sarà possibile presentare le proprie osservazioni in catasto.
Come Calcolare La TARI Per Utenze Domestiche
La superficie “calpestabile” dei locali (i metri quadrati netti interni alle murature) viene moltiplicata per la parte fissa unitaria. A quest’ultima viene poi aggiunta la parte variabile, ovvero quella parte che viene decisa in base al nucleo familiare e a quanti componenti di esso occupano l’immobile. Infine, deve essere aggiunto il 5% corrispondente al tributo provinciale per le funzioni e i servizi che offre (articolo 19 del Decreto Legislativo 30/12/1992, n. 504).
Come Calcolare La TARI Per Utenze Non Domestiche
La superficie “calpestabile” dei locali (i metri quadrati netti interni alle murature) viene moltiplicata per la parte fissa unitaria della categoria a cui appartiene. La classificazione segue le 30 categorie merceologiche del Decreto del Presidente della Repubblica 27/04/1999, n. 158. Va aggiunto, poi, al risultato il prodotto tra la parte variabile della categoria e la superficie dei locali. Infine si deve sommare anche il 5% del tributo provinciale per i servizi di tutela, protezione e igiene ambientale (articolo 19 del Decreto Legislativo 30/12/1992, n. 504).
Calcolo Della Quota Fissa
La quota fissa si calcola moltiplicando i metri quadrati dell’unità immobiliare per il numero di persone che la occupano. In particolare, si considera assoggettabile al tributo la “superficie calpestabile” delle unità immobiliari iscritte o iscrivibili nel catasto urbano, suscettibili di produrre rifiuti. Non viene considerata, quindi, la porzione di immobile dove si formano, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali.
I metri quadri dell’immobile possono essere recuperati da una visura catastale, oppure attraverso una planimetria. Per quanto riguarda, invece, i componenti del nucleo familiare è compito di ogni intestatario di utenza TARI andare ad aggiornare sempre i componenti del proprio nucleo familiare (con stessa residenza).
Per i contribuenti non residenti il numero di occupanti è così calcolato:
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1 occupante: locali fino a 45 mq;
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2 occupanti: locali fino a 60 mq;
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3 occupanti: locali fino a 75 mq;
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4 occupanti: locali oltre i 76 mq.
Calcolo Della Quota Variabile
Alla quota fissa si somma la quota variabile, finalizzata alla copertura dei costi di servizio per raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti. Il calcolo Tari è effettuato in base alla quantità di rifiuti prodotti in via presuntiva stabilita dalle delibere comunali. In questo caso è necessario distinguere se si tratta di:
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Immobile ad uso abitativo residenziale o non residenziale;
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Immobile ad uso non domestico, come ad esempio nel caso delle attività commerciali.
Il calcolo della quota variabile è legato agli importi deliberati dal Comune, che è indispensabile andare a consultare.
La Sommatoria Della Quota Fissa E Variabile
Si sommano quindi la TARIFFA FISSA + la TARIFFA VARIABILE e si trova la TARI dovuta, all’importo dovuto va
aggiunto il 5% di addizionale provinciale.
Esempio Di Calcolo TARI Per Utenze Domestiche
Esempio di calcolo utenze domestiche:
1) TARIFFA FISSA x MQ. = COMPONENTE FISSA
2) COMPONENTE FISSA – EVENTUALI RIDUZIONI = COMPONENTE FISSA DOVUTA
3) TARIFFA VARIABILE – EVENTUALI RIDUZIONI = COMPONENTE VARIABILE DOVUTA
2) + 3) = TARI ANNUALE
TARI ANNUALE DOVUTA / 365 GIORNI = TARI GIORNALIERA DOVUTA
TARI GIORNALIERA DOVUTA x I GIORNI ANNUI DOVUTI = TARI DOVUTA
TARI DOVUTA +5% ADDIZIONALE PROVINCIALE = TARI DA PAGARE
Quali Sono Le Scadenze Di Pagamento?
Per il pagamento tassa comunale sui rifiuti ci sono diverse date di scadenza, infatti, ogni Comune ha la possibilità di stabilire le proprie scadenze di pagamento. In generale il pagamento viene effettuato in tre rateizzazioni, con il saldo finale del totale entro la fine di ogni anno. Generalmente, le scadenze previste sono le seguenti, ma occorre necessariamente rifarsi al regolamento comunale di riferimento:
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Primo pagamento ad aprile;
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Secondo pagamento a luglio;
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Terzo pagamento entro dicembre.
Bisogna quindi ricordarsi di informarsi al proprio Comune di residenza, o al Comune in cui è posta la struttura immobiliare, per provvedere al saldo del pagamento entro le date stabilite.
Per procedere al pagamento di questa imposta non bisogna fare una precisa richiesta, ma è possibile informarsi preventivamente per conoscere il prezzo stimato. Tuttavia sarà il Comune ogni anno a inviare ai residenti tutte le informazioni per il pagamento, e il calcolo esatto sui rifiuti prodotti. Infine, bisogna ricordarsi che esistono particolari sanzioni per chi non provvede al pagamento di questa imposta, al pari di come accade per altre tasse.
Come Si Paga La TARI?
Le modalità e i termini per il pagamento della TARI sono differenti a seconda del Comune a cui dovrà essere versata la somma in questione. In particolare le modalità di adempimento sono tre:
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Pagamento con modello F24;
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Pagamento TARI con bollettino postale;
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Pagamento TARI con MAV.
In specie il pagamento mediante modello F24 dovrà essere indicato l’apposito codice tributo 3944. Con la risoluzione numero 5 del 18 gennaio 2021, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i nuovi codici tributo da inserire nei modelli F24 ed F24Ep per corrispondere il tributo scorporato, la TEFA, che fino allo scorso anno era versata insieme alla TARI.
In particolare i codici che dovranno essere inseriti sono i seguenti:
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TEFA – tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente
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TEFN – tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente – interessi
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TEFZ – tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente – sanzioni
Pagamento Online
La TARI potrà anche essere pagata in via telematica, sempre ricorrendo alla versione elettronica del modello F24 in tre modalità differenti:
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sul sito di Poste Italiane;
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sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
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sul sito della propria banca.
Il decreto ministeriale pubblicato dal MEF il 21 ottobre 2020 ha, inoltre, introdotto la possibilità di procedere al pagamento mediante PagoPA. A tal proposito, i Comuni dovranno emettere gli avvisi per i cittadini con indicazione delle modalità di pagamento mediante piattaforma.
Bonus TARI E Riduzioni
Con il Decreto Fiscale 2020, il legislatore ha introdotto un il bonus sociale per i contribuenti con ISEE basso. Quindi a partire dal 2021, saranno previste delle tariffe più vantaggiose, calcolate e riconosciute automaticamente a chi si trova in condizioni economiche fragili, le quali saranno erogate automaticamente senza la necessità di proporre istanza. Tuttavia ad oggi non è stata ancora introdotta la disciplina di attuazione per quanto attiene alla TARI.
Ciononostante, comunque potresti beneficiare di alcune agevolazioni e riduzioni.
La Legge di Stabilità 2014, istitutiva della TARI, ha previsto due tipologie di riduzioni ed agevolazioni in materia di tassa sui rifiuti:
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riduzioni obbligatorie;
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riduzioni facoltative.
Riduzioni Obbligatorie
Rientrano nell’ambito delle riduzioni obbligatorie le seguenti ipotesi:
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mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, con riduzione del 20%;
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effettuazione del servizio di cui alla TARI in grave violazione della disciplina di riferimento;
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interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi laddove vi sia stato provvedimento di riconoscimento dell’autorità sanitaria, che accerti il danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente.
Riduzioni Facoltative
Mentre sono facoltative, le ipotesi di riduzione per:
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abitazioni con unico occupante;
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abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo;
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locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;
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abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per piu’ di sei mesi all’anno, all’estero;
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fabbricati rurali ad uso abitativo.
Per accedere alle riduzioni occorre presentare dichiarazione di variazione TARI presente sul portale della
trasparenza e sul sito internet del Comune nella sezione dedicata ai tributi.
Ecco una tabella di possibili riduzioni adottate da alcuni Comuni.
ESEMPI DI AGEVOLAZIONI SUL PAGAMENTO DELLA TARI |
DESCRIZIONE |
|---|---|
Riduzioni per i nuclei familiari numerosi |
Le famiglie con almeno 4 figli a carico possono usufruire di una riduzione del 30% sulla TARI. |
Agevolazioni per i residenti in zone disagiate |
I residenti in zone disagiate o periferiche possono usufruire di una riduzione del 20% sulla TARI. |
Sconti per il compostaggio domestico |
Chi pratica il compostaggio domestico può ottenere uno sconto sulla TARI del 10-30%. |
Esenzioni per le abitazioni sociali |
Le abitazioni a destinazione sociale sono esentate dal pagamento della TARI. |
