Dagli articoli letti sulla stampa nelle ultime ore, mi preme far presente alcune questioni tecniche che appunto solo un funzionario che lavora nell’ambito della finanza locale può permettersi di fare; visto che ultimamente alcuni Amministratori (che nella vita si occupano di ben altro) si stanno improvvisando esperti di finanza locale, mettendo in dubbio l’operato della sottoscritta e predisponendo “conteggi alternativi” rispetto a quelli risultanti dal rendiconto di gestione 2018 approvato ieri in Consiglio Comunale, è necessario che venga ulteriormente specificato, in termini semplici, quelle che sono le reali cause che hanno comportato alla registrazione di un disavanzo di tale portata.
Innanzitutto, visto che ormai è diventata di dominio pubblico la scelta di calcolo del Fondo Crediti di dubbia esigibilità anche da parte di chi non sa neanche di cosa stia parlando, occorre ricordare che, ai sensi della normativa vigente, ai fini del calcolo del Fcde a rendiconto si ha facoltà di adottare il metodo semplificato tenendo conto della situazione finanziaria complessiva dell’Ente (nel nostro caso decisamente critica e “pesante”, così come affermato anche dal Sindaco uscente nella nota del 16.07.2019) e del rischio di rinviare oneri all’esercizio 2019; l’applicazione del metodo ordinario, pertanto, è un obbligo normativo e non una “scelta tecnica”, proprio perché la situazione finanziaria dell’Ente non consente l’applicazione del metodo semplificato. E comunque, seppur l’Ente, sbagliando, avesse optato per l’applicazione del metodo semplificato in luogo di quello ordinario il risultato sarebbe stato comunque un disavanzo non ripianabile con nessuna delle procedure ordinarie previste dall’art. 188 del Tuel; l’applicazione del metodo semplificato non farebbe altro che registrare un ulteriore disavanzo in sede di approvazione del Rendiconto 2019 senza comunque portare a nessun risultato applicandolo anche per l’anno 2018.
In Consiglio Comunale qualcuno ha affermato che non è possibile valutare una dichiarazione di dissesto sulla base di dati approssimativi e che quindi è necessario avere una certificazione da parte dei dirigenti dei vari settori; vorrei invitare tutti a prendere atto che quanto detto è stato già fatto con richiesta effettuata dalla sottoscritta, alla quale tutti gli uffici hanno risposto certificando l’ammontare dei debiti ad oggi esistenti, riepilogati nella mia relazione al Rendiconto. Ho affermato che la massa passiva, comunque, non è certa, visto che ad oggi, nonostante le certificazioni rilasciate dagli uffici, continuano ad arrivare decreti ingiuntivi, sentenze e solleciti di pagamento non menzionati neanche nelle certificazioni rilasciate dai singoli responsabili; è evidente, pertanto, che nessuno ha contezza della reale esposizione debitoria cui il nostro Comune è esposto ormai da diversi anni.
Qualcuno si è prodigato, poi, a fare un conteggio “alternativo” ricalcolando il Risultato di Amministrazione e portandolo ad Euro 5.674.269,67; vorrei far notare che il decreto semplificazioni ha dato la possibilità di ripartire il disavanzo derivante dall’eliminazione delle mini-cartelle in 5 anni, non di rinviare la cancellazione dei residui, così come è stato prospettato in questo calcolo! Quindi, pur volendo aderire a questa possibilità, i residui andrebbero comunque cancellati, dando sempre luogo allo stesso risultato di amministrazione di euro 3.233.459,67; quello che potrebbe essere ripartito è parte del disavanzo, ovvero 3.051.000 in 5 anni, cosa che comunque non serve a nulla visto che c’è da coprire anche il resto del disavanzo ovvero, lo ricordo, 13.295.374,15 cui aggiungere l’ammontare della massa passiva finora conteggiata e non riconosciuta pari ad Euro 4.183.070,98. Inviterei, tutti, pertanto, anche in questo caso, a “non dare i numeri” e a limitarsi, ciascuno, a svolgere il ruolo che occupa in Consiglio Comunale.
Sempre in Consiglio Comunale è stato illustrato quali sono le conseguenze del dissesto, senza però dire che per la popolazione l’adesione ad un piano di riequilibrio finanziario pluriennale (da qualcuno consigliato) o la dichiarazione di dissesto hanno le stesse e identiche conseguenze: aliquote al massimo (cosa che peraltro è già in essere), divieto di assunzione di mutui, aumento delle tariffe dei servizi a domanda individuale. Ciò che cambia riguarda esclusivamente la gestione della massa debitoria: con il dissesto sarà nominato un Organo Straordinario di Liquidazione che si occuperà di quantificare il totale della massa passiva e provvedere alla liquidazione sulla base delle relative disponibilità. Anzi, il Piano di Riequilibrio Pluriennale è peggiorativo per la collettività, visto che impegna a mantenere tali aumenti per tutta la durata del piano, ovvero 20 anni; con il dissesto, invece, il vincolo è di solo 5 anni.
Peraltro, l’accensione del mutuo per l’acquisto del Castello non sarebbe stato neanche possibile se l’Ente fosse stato in avanzo di amministrazione, visto che risultano varie segnalazioni in Centrale Rischi Banca d’Italia a causa delle notevoli esposizioni debitorie che l’Ente ha nei confronti delle società di recupero crediti e che non hanno consentito neanche di contrarre, negli scorsi mesi, un leasing per l’acquisto di un’autovettura.
Vorrei inoltre far riflettere che la drammatica situazione finanziaria in cui versa l’Ente, non è addebitabile ad alcuna “scelta di natura tecnica” o all’applicazione di un metodo semplificato piuttosto che di un metodo ordinario, bensì alla reale situazione finanziaria in cui il Comune versa da ormai diversi anni e che non permette alcuna soluzione “alternativa”; ovvero:
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utilizzo dell’anticipazione di tesoreria per Euro 1.500.000 circa da più di 5 anni non restituita a fine esercizio, circostanza che comporta peraltro ulteriori oneri finanziari a carico dell’Ente;
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tempi di pagamento superiori a 300 giorni, circostanza che comporta difficoltà anche nella scelta dei contraenti per gli affidamenti dei servizi visto che l’Ente risulta segnalato nella centrale rischi Banca d’Italia, creando difficoltà anche nella gestione dei servizi essenziali;
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bassissima capacità di riscossione: le percentuali di riscossione sia in c/competenza che in c/residui restituiscono numeri che confermano le tensioni finanziarie e le difficoltà che si trascinano da anni.
